Cuba, la macchina del tempo che ti riporta negli anni 50

Cuba non è una vacanza, non è un viaggio ma una vera e propria esperienza di vita che offre molto di più di quello che ci si può mai chiedere da una destinazione. Ti offre i suoi profumi, i suoi colori pastello, la sua storia, la solarità di tutti i cubani e ti lascia la voglia di rivisitarla.
 
Partenza il: 15/02/2020
Ritorno il: 08/03/2020
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Cuba non è una vacanza, non è un viaggio ma una vera e propria esperienza di vita che offre molto di più di quello che ci si può mai chiedere da una destinazione. Ti offre i suoi profumi, i suoi colori pastello, la sua storia, la solarità di tutti i cubani e ti lascia la voglia di rivisitarla. Sembrava una destinazione scontata, essendo ambita da tutti i vacanzieri per le spiagge da sogno e per il costo relativamente basso della vita, non sapevo quasi nient’altro su Cuba.

Non era nei miei piani di viaggio, l’ho sempre considerata una meta troppo turistica e quindi sono partita con aspettative basse ma speranzosa di poter cambiare idea. E così è stato. Visto cubano, passaporto, assicurazione sanitaria, la mia immancabile guida Marco Polo, nessun itinerario, nessuna pianificazione del viaggio ma solo la voglia di vivere alla giornata senza guardare l’orologio.Partenza il 15 febbraio con volo da Cagliari, scalo a Fiumicino e partenza per l’Havana con volo diretto di circa 11 ore. Fuso orario di 6 ore indietro rispetto all’Italia.

Arrivo all’Havana alle 19 circa. Nel parcheggio dell’aeroporto troviamo ad accoglierci una fila di auto d’epoca, le famose automobili americane anni 50/60 e chiediamo al taxista di portarci al centro dell’Havana vieja nell’unica casa particulares prenotata da casa, Alexis y Mary. Inizia così il nostro viaggio su una Ford celeste anni 50.

La proprietaria della casa è una donna stravagante, disponibile e cortese ma soprattutto l’alloggio è centralissimo e a basso costo. Sistemati i bagagli, ci avviamo subito in strada che brulica di vita, essendo sabato sera troviamo tantissimi cubani e turisti per le vie. Ceniamo in un ristorante a pochi passi dalla casa, Sentidos con il nostro prima cuba libre e con il primo approccio ai piatti della cucina cubana.

Dopo una notte confusa causa fuso orario, la nostra prima giornata inizia con la colazione con vista sulla città. Decidiamo di iniziare con calma con una passeggiata alla scoperta della zona storica, girando tra le vie più caratteristiche come Compostela, Obisco, Havana e San Juan de Dios. Arriviamo sino a el Morro da cui godiamo di una meravigliosa vista sul mare e un museo marittimo visitabile internamente, visitiamo la farmacia più vecchia della città e saliamo i gradini del Capitolio che purtroppo però troveremo chiuso. Decidiamo di fare un giro tipico su un’auto d’epoca e l’autista ci propone un’ora e mezzo per la città (il costo è medio/alto in quanto è una delle attrazioni più turistiche però vale la pena assolutamente!).

Vedere l’Havana seduti su un’automobile degli anni 50 ti riporta indietro nel tempo ed è un’emozione unica. Visitiamo i quartieri principali, Plaza della Revolution e il Malecon. Dopo il giro in macchina torniamo nel cuore dell’Havana e ci dedichiamo a plaza de armas con la sua magnifica cattedrale a due campanili. Pranziamo a Los Nardos, paella e frutti di mare. Chiedete pure in giro ai passanti e vi sapranno consigliare degli ottimi ristoranti cubani a prezzi economici. Dopo pranzo visitiamo il museo del rum dove ovviamente acquistiamo una bottiglia da portare a casa. Finalmente ci dirigiamo nella famosa bodeguita del medio (avendola trovata chiusa al mattino), dove si recava Ernest Hemingway e assaggiamo il tipico cocktail cubano, il mojito! Non aspettatevi gran che, il locale è piccolo, gremito di turisti ma vale una tappa per vedere appesa sopra il bancone, la famosa frase scritta dall’autore de il vecchio e il mare, “My mojito in la bodeguita, my daiquiri in el floridita” e ovviamente poi ci spostiamo al Floridita per gustare anche un daiquiri. In serata passeggiamo sul Malecon dove troviamo la vita cubana, fatta di musica e risate. Ceniamo al Castropol restaurant.

La seconda giornata inizia con una colazione al mercato cubano con panino dolce da 25 centesimi e aranciata, il mercato è utilizzato dai cubani per la spesa di alimenti base. Visitiamo il quartiere Vedado e il negozio dei sigari. Il pomeriggio lo passiamo al Parque Historico Morro Cubano dove potrete visitare El Cristo, il faro, il castello, la fortaleza e la casa museo di Che Guevara. Ritorno all’Havana vieja dove c è sempre qualcosa da scoprire anche se si tratta della stessa via ma con profumi e musica diversa ogni qual volta passerete. Cena al ristorante cubano Don Pucho con ottima aragosta.

Terza giornata a Cuba. Prendiamo la macchina a noleggio presso l’hotel park Central tramite l’agenzia Rex e qui apro una parentesi per dare un consiglio: prestate attenzione al controllo dell’auto mentre ve la consegnano perché sarà molto superficiale mentre quando la riporterete in loco il controllo magicamente durerà mezz’ora, controllo minuzioso di tutti i particolari non considerati al primo incontro, questo perché purtroppo si cerca un po’ di fregare il turista, cercando danni o guasti che magari erano già presenti per farsi ripagare di qualcosa. Fate attenzione.

Direzione Vinales. Consiglio due applicazioni di navigazione offline, a Cuba troverete un cartello ogni 100 chilometri: Here we go e Sygic gps.

Arrivati a Vinales, notiamo che c è l’imbarazzo della scelta per l‘alloggio, l’intera zona punta sul turismo. Scegliamo una casa particulares da 9 cuc a notte, Yolanda Y Thomas e saranno loro ad organizzarci l’uscita a cavallo tipica del posto. Alle 15 il “taxi” munito di cavallo e guida locale parte dalla casa e si dirige verso la valle del silenzio passando per campi sterminati di mais, canna da zucchero e tabacco, casette semplici con galline che scorrazzano ovunque, fattorie, cavalli e soprattutto pace e silenzio. L’escursione prevede una prima fermata in un piccolo chiosco in mezzo alla valle da dove si può ammirare un panorama stupendo che sembra un quadro, i famosi dorsi del Mammoth. Riprendiamo la cavalcata per un’altra fermata in una piccola azienda di tabacco, caffè e canna da zucchero. Qui le piantagioni si estendono e creano colori bellissimi. I due lavoratori ci illustrano tutto il lavoro che c è dietro la produzione di guarapo (estratto da canna da zucchero), caffè e foglie di tabacco per la creazione dei sigari. Tutta la zona è patrimonio dell’Unesco ed è coltivata senza pesticidi, in modo naturale, in base al sole o alla pioggia. Ritorniamo in paese con un tramonto che ci lascia senza parole. Cena al ristorante 1920.

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