Le isole dalmate in barca a vela

Ancona-Spalato-Brac Pur essendo una convinta amante della montagna, posso ammettere senza problemi che le emozioni che solitamente provo alla vista delle Dolomiti le ho provate anche quest’estate durante una bellissima vacanza trascorsa in mezzo al mare della Croazia. A dire ...

  • di isabella80
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Ancona-Spalato-Brac Pur essendo una convinta amante della montagna, posso ammettere senza problemi che le emozioni che solitamente provo alla vista delle Dolomiti le ho provate anche quest’estate durante una bellissima vacanza trascorsa in mezzo al mare della Croazia. A dire la verità questo è stato il mio secondo viaggio in barca a vela in questa nazione; il primo lo avevo effettuato due anni fa’ e mi era piaciuto talmente che ho voluto riaffrontarlo, anche se con un tragitto leggermente diverso. Ma andiam con ordine!

Siam partiti da Milano in treno alla volta di Ancona ove ci siamo imbarcati sul traghetto della Jadrolinia diretto a Spalato; qui siam giunti la mattina seguente e subito abbiamo ritrovato, al bar del porto, lo stesso skipper che avevamo avuto con noi 2 anni prima, il navigatissimo ed espertissimo capitano Zeljiko, che ci ha caricati su due macchine portandoci alla marina in cui si trovava la nostra barca, una Bavaria38 dal romantico nome di “Angel”. Dopo aver fatto una robusta spesa,ecco che verso le 16 abbiam sciolto gli ormeggi!Via, pronti per una nuova avventura! La nostra prima meta era a circa 3 ore di distanza, nell’isola di Brac, dove già 2 anni fa’ avevamo visitato il paesino di Bobovisce e poi Bol con la sua celeberrima spiaggia a forma di lingua; questa volta, invece, abbiamo attraccato a Milna, un delizioso paesino dove siamo giunti al tramonto e abbiam quindi dovuto inventarci un “parcheggio” tra altre barche abbastanza ingegnoso! Milna è prorpio una località gradevole e tutto sommato tranquilla, in più ho mangiato alla locanda “Da palma” i migliori calamari alla griglia della mia vita, se ci penso mi vien l’acquolina in bocca ancora adesso! Sicuramente posso affermare che Milna, dei paesini di Brac da me visitati, è quello che mi è piaciuto di più.

Brac-Vis Al mattino siam ripartiti alla volta dell’isola che, dal viaggio precedente, mi ricordavo con maggior piacere, ossia Vis. La traversata è stata fantastica, un vento impetuoso ci ha consentito di procedere sempre a motore spento ed a vele spiegate!A metà traversata ci siam fermati in una caletta sperduta di un isolotto vicino all’isola di Hvar. Zeljiko, appena calata l’ancora, si è tuffato con cucchiaio e sacchetto di plastica in mano per tornare poco dopo pieno zeppo di ricci di mare. All’inizio ero parecchio perplessa sia perché avevo un pessimo ricordo di una pasta con polpa di ricci mangiata da bambina sia perché, da brava naturalista, mi spiaceva per quei poveri animaletti...Peccato però che mangiare sia una delle cose che più amo, per cui dopo aver assaggiato un cucchiaino con le uova del povero riccio, ecco che mi son fatta prendere la mano ed abbiam compiuto un’autentica strage di ricci...E non sarà l’ultima di questa vacanza ahimè! Dopo un bel bagnetto e la già citata mattanza di echinodermi, siam arrivati dopo qualche ora nel porto di Vis città, dove abbiam dovuto restare in rada in quanto non c’era posto in marina. Vis mi ha affascinata molto per la sua aria un po’ severa e malinconica; per lunghissimo tempo è stata una base militare, per cui i segni del turismo non sono ancora così evidenti come da altre parti. L’abitato si divide in 2 frazioni e sicuramente quella più carina è Kut, dove è pieno di graziose locande (konoba) in cui cenare. 2 anni fa’ avevamo mangiato in un’osteria del porto molto rustica con un delizioso pergolato e delle lunghe panche in legno , mentre quest’anno il nostro capitano ci ha portato in un fantastico ristorante (Villa Kaliopa) un po’ più defilato dove era stato apparecchiato per noi un tavolo adagiato tra alti alberi ed oleandri; peccato però che il forte vento ci abbia costretti ad rifugiarci nel comunque graziosissimo interno. Dopo cena non si può non camminare per il paesino, ecco quindi che abbiam frugato in ogni angolo e per ogni vicolo prima di ritornare, con una bella camminata, alla nostra “Angel”.

Vis-Lastovo Al mattino, dopo un nuovo giretto tra i vicoli ed una doccia calda nei bagni della marina, siam partiti alla volta di Lastovo. Questa è stata la tratta più lunga e sicuramente la più bella; il momento che ricordo con maggior nostalgia è stato quando ci siam fermati in una caletta sotto al faro dell’isoletta di Susac. Le rocce chiare facevano un contrasto stupendo con l’acqua blu intenso, forse la più bella in cui abbia mai nuotato! E qui ha avuto luogo un’altra piccola strage, questa volta per mano del mio ragazzo che, da accanito pescatore, con la lenza ha acchiappato in breve tempo 2 pesci carinissimi chiamati “pirka” da Zeljiko (dopo qualche indagine su internet ho scoperto che noi le chiamiamo perchie), ma rimontata sulla barca la mia indole da brava naturalista ha prevalso e, in un momento di distrazione generale, ho rilanciato le 2 povere pirke in acqua, anche se per una non c’era ormai più nulla da fare e mestamente l’ho osservata sprofondare. Una volta ripartiti dopo poco tempo siamo arrivati alla vista della meravigliosa Lastovo e dei suoi numerosi isolotti. Qui la vegetazione è davvero ricca, distese di pini ricoprono ogni angolo di terra spingendosi quasi in acqua; non vi dico poi che spettacolo osservare tutto ciò con la luce del tramonto! La notte l’abbiam trascorsa attraccati nel porticciolo di un delizioso ristorantino “Augusta Insula” nel paesino di Zaklopatica, che si affaccia su un’incantevole baia dove regna la pace più assoluta. Prima di andare a cena abbiam fatto una bella camminata lungo la strada asfaltata che conduce nella cittadina di Lastovo e poi, rientrati al ristorantino, ci siam strafogati di un delizioso piatto tipico dalmato chiamato “peka”: in una gigantesca pentola ci hanno portato una quantità industriale di vari tagli di carne cotti per ore insieme a varie verdure; è un piatto che non avevo mai mangiato prima e che consiglio a tutti!

Lastovo-Mljet Al mattino di buon’ora abbiam chiamato un taxi e ci siam fatti portare a Lastovo città. L’abitato è ubicato in una zona sopraelevata e pare quasi di trovarsi sulla sommità di un’anfitetaro; le case infatti digradano verso il basso, nell’entroterra, e alla base ci sono vari campetti coltivati. Dopo aver vagato per il paesino (per i vicoli eravamo i soli turisti, cosa assai rara in Croazia in agosto!) siam tornati alla barca e dopo poco tempo ci siam fermati in una bellissima caletta dove è accaduto l’inimmaginabile! Da salvatrice di “pirke” il giorno prima, ecco che in me è accaduta una mostruosa metamorfosi! Risalita sulla barca, dopo una piacevole nuotata, ho provato per pura curiosità a tenere per un attimo la lenza del mio ragazzo; ebbene, non so cosa sia scattato in me, fatto sta che nel giro di mezzora ho compiuto un’autentica strage di pirke e “bukwa” (in italiano boghe) finite direttamente in padella! Dopo abbiam ripreso la navigazione alla volta di Mljet dove la cosa che più ti stupisce, appena arrivi in prossimità della costa, è il profumo di resina e legno che si mischia all’odore di sale del mare. Anche quest’isola infatti, come Lastovo, è ricchissima di pinete lussureggianti che si protendono fin quasi in mare, e la leggenda vuole che questa altro non sia che Ogigia, l’isola dove Ulisse fu tenuto prigioniero dalla ninfa Calipso. Arrivati nel paesino di Polace attracchiamo anche questa volta al molo del ristorantino dove poi mangeremo, la konoba Ogigija. Qui decidiamo di trattarci da “signori” ed ordinimo l’aragosta; ce ne portano una a testa che pagheremo l’equivalente di 50 euro (sicuramente la cena più cara di tutte in assoluto).

Mljet-Korcula Al mattino decidiamo di andare a vedere il monastero di Santa Maria e prendiamo un pullmino che ci conduce in riva al “Lago Maggiore”, il Veliko Jezero, un grosso bacino d’acqua salata dove ci imbarchiamo su di un battellino che ci conduce sull’isola dove per l’appunto sorge il monastero benedettino del XII secolo. I turisti sono molto numerosi purtroppo! Dopo aver fatto una bella camminata seguendo un sentiero che si snoda lungo il periplo dell’isolotto, ci concediamo anche un bel bagno nell’acqua verde smeraldo che bagna le spiaggette dell’isola. Tornati a Polace “Angel” salpa alla volta di Korcula. Giunti in marina purtroppo non troviamo posto e dobbiamo ormeggiare in un punto in realtà riservato alle barche di grandi dimensioni, il che crea problemi soprattutto per quanto riguarda la discesa a terra: la passerella infatti è inclinata di oltre 45° e camminarci sopra diventa un’impresa da funamboli! La sera decidiamo di cenare sulla nostra barca dato che il ricordo del ristorante in cui avevamo mangiato 2 anni fà è assolutamente pessimo (in particolare ricordiamo un terribile risotto alla pescatora scotto ed insipido); ci lanciamo quindi dopo cena nella sfrenata vita della bellissima cittadina di Korcula, ricca di vicoli affascinanti. Da non perdere la cattedrale di San Marco ed anche quella che dicono essere la casa di Marco Polo. Due anni fa’, dopo cena, eravamo saliti su una delle torri delle mura in cui si trova un particolarissimo locale: infatti eravamo saliti fin in cima arrampicandoci su di una scaletta a pioli in legno e, una volta giunti sulla terrazza, i cocktail ci erano stati serviti dal basso all’alto dopo essere stati posti in una carrucola. Peccato che quest’anno non ci sia posto!Ci colpisce comunque il fatto che per le vie della cittadina i turisti siano meno numerosi rispetto alla nostra precedente visita e ciò ci consente di goderci ancora meglio il fascino di questa bellissima località.

Korcula-Hvar Al mattino andiamo a fare colazione in un bar vicino al porto di cui ricordavamo delle strepitose brioches; ordiniamo quindi cornetti al cioccolato ed alla marmellata, strudel alle mele, alle ciliegie (da 10 e lode!) ed alla ricotta. Alla fine in 6 ordiniamo ben 18 tra brioches e strudel vari, lasciando stupiti il cameriere (alla fine della vacanza, facendo due conti, ci rendiam conto di aver mangiato in una settimana ben 106 brioches...Delle vere fogne!). Mollati gli ormeggi salpiamo verso l’ultima isola del nostro viaggio, Hvar. Quest’anno non andremo a Hvar città ma a Vrboska e Jelsa. Giungiamo la sera in questa parte a Nord dell’isola in cui ci sono belle ville, estese pinete e molta più pace che nell’affollatissima Hvar.

Hvar-Spalato-Ancona La mattina percorriamo a piedi una bella strada lungo il mare nel bosco che da Vrboska ci porta a Jelsa, che purtroppo visitiamo di sfuggita in quanto dobbiamo tornare a Spalato: purtroppo la fine del viaggio si avvicina! Ci concediamo comunque un ultimo bagno nel tardo pomeriggio in una caletta sperduta vicina a Milna, sull’isola di Brac, dove Zeljiko ci dice che presto inizieranno dei lavori per costruire un mega albergo. Il posto è bellissimo, silenzioso,e nell’aria c’è un profumo che ci lascia tutti malinconici: se mai torneremo in questa caletta, tra qualche anno, tutto ciò non ci sarà più..

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