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Viaggio in Corea del Sud

Seul, Busan e Gyeongju: un viaggio stupendo di Fanny Riccò Eccomi qui a raccontarvi le esperienze del viaggio fatto agli inizi di giugno in Corea del Sud con mio fratello. Il primo problema affrontato è stata la mancanza di guide ...

  • di Fanny1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Seul, Busan e Gyeongju: un viaggio stupendo di Fanny Riccò Eccomi qui a raccontarvi le esperienze del viaggio fatto agli inizi di giugno in Corea del Sud con mio fratello.

Il primo problema affrontato è stata la mancanza di guide turistiche in italiano o in inglese su questo Paese (ho poi trovato la LP in inglese all’aeroporto di Parigi, ma – a quel punto – era ormai tardi). Cercando però su internet ho trovato il sito dell’ente del turismo coreano (http://english.Visitkorea.Or.Kr), mi sono iscritta e da Parigi mi è arrivato del materiale, compresa una guida del Paese che si è rilevata molto utile. C’è da dire che ogni città ha un suo sito, per cui è possibile recuperare ogni tipo di informazione in inglese.

Quello che ho ora intenzione di fare, non è tanto annoiarvi con un elenco di posti visitati e dati storici, ma cercare di fornire tutte le informazioni che a me avrebbe fatto comodo ricevere prima della mia partenza.

Non avendo a disposizione molti giorni, abbiamo deciso di limitare la nostra visita a tre città (cercando però di farle bene), per cui siamo stati a Seul, Busan e Gyeong-ju (dove abbiamo partecipato per una notte al programma Templestay).

Il 1° giugno siamo partiti con un volo Air France (euro 817,00 a testa) che ci ha portato in orario a Seul dopo un volo di circa 11 ore .

Una volta presi i nostri bagagli, siamo usciti dall’aeroporto e abbiamo preso un limousine bus che ci ha portato in prossimità dell’albergo. I limousine bus sono autobus che portano dall’aeroporto a Seul (e viceversa), in prossimità di un gran numero di alberghi. Non so se il costo sia uguale per tutte le tratte, ma noi abbiamo pagato 9000 won a testa (circa 6 euro). Per fare i biglietti in aeroporto c’è un banco apposito, mentre al ritorno abbiamo fatto i biglietti direttamente sul bus.

Avevamo già prenotato dall’Italia tre notti in una guesthouse di Seul (Namsan Guesthouse) che ci dava una camera per 40.000 won a notte (circa 25 euro in due). La nostra camera era piccola e un po’ claustrofobia, ma noi ci siamo trovati molto bene, tanto da ritornarci anche per le ultime due notti del nostro viaggio prima del rientro in Italia. La camera aveva televisione, frigorifero, phon, aria condizionata, ventilatore e un bagno privato con doccia. Viene fornita la biancheria da letto e gli asciugamani vengono cambiati ogni giorno. Nel prezzo è compreso l’uso della lavatrice (con detersivo), di internet (ci sono due postazioni) e la colazione (si poteva bere caffè, the e farsi dei toast con burro, marmellata). Il proprietario è Robin, un ragazzo gentilissimo, che parla un inglese perfetto e che da tutte le informazioni possibili su quello che c’è da fare e da vedere. .

Per muoverci abbiamo sempre preso la metropolitana (costo 1000 won, circa 0,65 centesimi), anche perché a Seul ci sono 8 linee che ti portano ovunque. Il biglietto viene venduto all’interno della stazione e va tenuto perché serve per uscire dalla metropolitana..

A Seul abbiamo visitato i vari Palazzi (attenzione al giorno di chiusura settimanale perché varia da palazzo a palazzo), il Tempio Jogyesa e i vari quartieri. I biglietti di ingresso costano circa 2 euro (alcuni meno) e in ogni posto c’è un ufficio informazioni dove è possibile reperire dei volantini in inglese con la storia del luogo che si sta visitando. Seul è una grande metropoli ed è molto bello passeggiare nei vari quartieri, dove tra grattacieli ed insegne al neon si trovano questi palazzi antichi. E’ anche molto facile da visitare perché i coreani sono di una gentilezza indescrivibile. Se ti vedono con una piantina, si fermano a chiedere se hai bisogno, sia che sappiano o meno l’inglese. Per due volte (a Seul e Busan) abbiamo chiesto informazioni a dei ragazzi sull’albergo che non trovavamo e loro hanno telefonato con il proprio cellulare all’albergo e poi ci hanno portato fino alla porta... comportamenti che qui in Italia (almeno a Milano dove io vivo) non sono certo abituali

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