Corea del Sud on the road

Ultima parte di un viaggio di 3 mesi in Asia e Oceania, tutto organizzato in modo autonomo
Scritto da: lauro
corea del sud on the road
Partenza il: 15/06/2017
Ritorno il: 27/06/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Questa è la quinta e ultima parte del nostro viaggio di tre mesi in Vietnam, Nuova Zelanda, Polinesia Francese, Nuova Caledonia e Corea del Sud.

Siamo una coppia di pensionati e viaggiamo con il solo bagaglio a mano (trolley + zainetto).

Siamo arrivati a Seoul da Noumea (Nuova Caledonia) via Osaka il 15/6/2017 e siamo ripartiti per Milano Malpensa il 27/6/2017 via Pechino, con arrivo in Italia il 28.

Dico subito che la Corea del Sud ci è piaciuta moltissimo sotto tutti i punti di vista e Seoul è una delle più belle città che abbiamo mai visto.

ORGANIZZAZIONE DEL VIAGGIO IN AUTOMOBILE

Non è molto facile organizzare un viaggio autonomo in Corea del Sud noleggiando un’automobile: non ci sono guide della Corea del Sud in italiano, nei forum di viaggi e la stessa LP sconsigliano caldamente il noleggio di una macchina, la patente internazionale è essenziale, i navigatori satellitari funzionano solo in coreano, le mappe usano traduzioni non corrette dei nomi di località coreane, Google maps non indica i percorsi migliori da usare con le automobili private.

Malgrado tutto ciò io ho noleggiato una macchina con la compagnia SIXT facendo apposta per la Corea la patente internazionale e percorrendo in Corea 1438 km.

Ritiro e riconsegna dell’auto SIXT all’aeroporto Incheon di Seoul: la SIXT non ha uno sportello e ho preso appuntamento all’uscita 12 con un impiegato della compagnia che parlava un po’ di inglese; per la riconsegna stessa procedura prendendo appuntamento. Ho riconsegnato la macchina prima di visitare Seoul perché a Seoul la macchina non serve.

Non è vero che gli automobilisti coreani siano particolarmente indisciplinati come ho letto in alcuni forum in inglese: in particolare vengono molto rispettati i limiti di velocità anche perché le strade sono strapiene di telecamere per il controllo della velocità.

Fondamentale è stata l’applicazione per smartphone MAPS-ME che funziona come un navigatore satellitare off-line, mentre il navigatore che ci hanno fornito gratuitamente assieme alla macchina si è rivelato inutilizzabile perché era in grado di dare le segnalazioni in inglese ma la ricerca dei luoghi poteva avvenire solo in coreano: alcune volte l’ho fatto impostare negli alberghi al momento della partenza, ma non sono riuscito a farlo sempre.

Le strade sono sempre ottime con una grande attenzione alla sicurezza: ottima segnaletica di tutti i tipi e limiti di velocità bassi. Moltissime autostrade che si intersecano frequentemente, cartelli indicatori anche in inglese, molte gallerie e viadotti perché la Corea è prevalentemente montuosa.

Ammetto di aver corso dei rischi a organizzare il viaggio pensando di usare un macchina perché sapevo prima di partire dell’impossibilità di usare i navigatori satellitari locali e non sapevo se avrebbe funzionato oppure no la app MAPS-ME in Corea del Sud: fortunatamente MAPS-ME ha funzionato ma non so come me la sarei cavata senza, anche solo per trovare gli alberghi che avevo già prenotato dall’Italia.

Inizialmente avevo previsto il viaggio con i mezzi pubblici ma poi ho visto che molti templi che volevo visitare erano difficili da raggiungere con i bus e allora ho deciso di noleggiare una macchina.

PROGRAMMA DI VIAGGIO

Ho comprato la Lonely Planet in inglese edizione del 2016 (come sempre negli ultimi anni in versione PDF da leggere con il tablet da 8 pollici) ma ancora più utile è stata la guida in italiano che gratuitamente mi ha mandato per posta il consolato coreano di Milano: consiglio quindi a chiunque progetti di andare in Corea del Sud, anche per pochi giorni, di contattare per tempo il consolato.

Ho prenotato tutti gli alberghi dall’Italia e in tutti ci siamo trovati bene.

Il prezzo indicato è per la camera doppia ed in generale i prezzi sia per dormire che per mangiare sono medio/bassi e in tutto, senza considerare i voli internazionali, l’assicurazione sanitaria, la guida + mappa e la patente internazionale abbiamo speso in due circa 1900 euro.

15/6 – BOEUN, Hotel Dream Castle, 36 euro

16/6 – JEONJU, Hotel Happy Memory, 37 euro

17/6 – BUSAN, Hotel Angel, 46 euro

18/6 – BUSAN, Hotel Angel, 46 euro

19/6 – BUSAN, Hotel Angel, 46 euro

20/6 – GYEONGJU, Hotel Sono, 45 euro

21/6 – GYEONGJU, Hotel Sono, 45 euro

22/6 – CHUNGJU, Hotel Suanbo Saipan Hot Spring, 33 euro

23/6 – SEOUL, Hotel Lumia, 56 euro

24/6 – SEOUL, Hotel Lumia, 56 euro

25/6 – SEOUL, Hotel Lumia, 47 euro

26/6 – SEOUL, Hotel Lumia, 47 euro

IL VIAGGIO IN GENERALE

La lingua inglese è conosciuta molto poco. I coreani non sembrano particolarmente preoccupati per lo scomodo vicino della Corea del Nord. La popolazione è giovane, gentile e con molta voglia di vivere: assomigliano ai giapponesi ma senza il loro formalismo. Anche in Corea del Sud, come in Giappone e in Cina, c’è un’affascinante mescolamento di modernità e antichità. Clima molto caldo.

DIARIO DI VIAGGIO

Considerando la difficoltà nel trovare informazioni sulla Corea del Sud, specialmente per quanto riguarda i viaggi autonomi in macchina, ho deciso di riportare quasi integralmente il mio diario di viaggio in modo da dare il maggior numero possibile di informazioni utili.

15/6 GIO: VOLO NOUMEA – OSAKA – SEOUL, POI IN AUTO A BOEUN

Partenza da Noumea alle 0:10, cambio a Osaka e arrivo all’aeroporto di Seoul alle 11:20.

Prendere la macchina alla SIXT e dirigersi verso Boeun. Visita al tempio di Beopjusan.

Notte al: Dream Castle, Boeun, un po’ prima del paese.

Volo partito ed arrivato in orario, ottimo servizio, un po’ di turbolenza. L’aeroporto di Osaka è immenso con un trenino automatico che collega le parti nord e sud dello stesso terminal 1. Nei bagni abbiamo ritrovato i water con una infinità di pulsanti. Le carte di imbarco per il volo Osaka-Seoul ce le hanno date al gate di partenza, come previsto. All’arrivo all’aeroporto Incheon (bellissimo) ho cambiato 700 euro a 1200 KRW, abbiamo scaricato la mappa della Corea con Maps-me usando il wi-fi libero dell’aeroporto e infine abbiamo incontrato il rappresentante della Sixt che parla un po’ di inglese. Abbiamo fatto il contratto su una panchina, abbiamo controllato la macchina facendole le solite foto (una KIA tutta squadrata) e alla fine ho preso anche il navigatore in inglese, che però non trova le località scritte in inglese: per trovare la prima meta, dopo lungo studio, il tizio della Sixt ha dovuto scrivere il nome in coreano e poi passare alla lingua inglese. Comunque il navigatore ce lo lascia gratis. Abbiamo così cominciato l’avventura automobilistica coreana con i primi 210 km circa: belle strade e autostrade a pagamento (come i ponti spettacolari), molto traffico, limite di velocità dai 60 agli 80 ai110 km all’ora, tanti camion, tantissimi incroci tra strade/autostrade, buona segnaletica bilingue. Lungo la strada si vedono immensi quartieri di palazzoni anonimi da almeno 20 piani. Tutta la parte di Corea percorsa oggi sembrava l’Italia, molto abitata con colline verdi. Usando contemporaneamente i due navigatori siamo arrivati verso le 16 al nostro albergo e ci hanno dato una camera fornitissima di tutto e ancora di più. Con la lingua è molto difficile intendersi perché l’inglese è poco diffuso. Alle 16:30 siamo ripartiti per il tempio di Beopjusan, a circa 15 km dall’albergo: ora che siamo tornati nell’emisfero settentrionale le giornate si sono molto allungate. Si lascia la macchina in un grande parcheggio a pagamento, si cammina per 10 minuti verso la cassa d’accesso al tempio (4000 KRW a testa), si cammina in un bosco pianeggiante per circa 1 km e si arriva al complesso dei templi con il grande Budda in piedi. Purtroppo il sole era appena tramontato dietro la collina dietro al Budda. Sono molto belli sia il bosco che il tempio. Siamo tornati in albergo e poi uscita a cena e abbiamo scoperto che il posto che avevamo individuato prima passandoci vicino in auto era praticamente una cucina con due piccoli tavolini e 5 sedie. Abbiamo comunque mangiato lì trovandoci benissimo: ottimi dumpling (ravioloni) e birra locale. Definitivo ritorno in albergo.



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