In Bielorussia da Cecersk a Minsk 'on the road' e' un itinerario non proprio usuale. Io e mia moglie Simonetta, o meglio, mia moglie ed io abbiamo ospitato una bambina bielorussa in vacanza terapeutica in Italia: Alina. Per capire o ...
In Bielorussia da Cecersk a Minsk 'on the road' e' un itinerario non proprio usuale.
Io e mia moglie Simonetta, o meglio, mia moglie ed io abbiamo ospitato una bambina bielorussa in vacanza terapeutica in Italia: Alina.
Per capire o per cercare di capire meglio tante cose di cui si sente parlare abbiamo deciso di andare a fare un viaggio nella sua terra.
Organizzazione fai da te: andata Brescia-Gomel su un Tupolev della Belavia, ritorno Minsk-Roma su un Antonov della stessa compagnia.
Il viaggio e' iniziato appena saliti in aereo. Eravamo gli unici italiani su un aereo di bambini russi. Ci si sente osservati: si prova quello che molti stranieri sentono in italia. Poi i bambini si sciolgono e iniziano a parlare. Restano comunque perplessi sul perche' degli italiani vadano in vacanza in Bielorussia.
All'arrivo ci viene detto di aspettare per ultimi e usciremo dall'aeroporto un'ora dopo gli altri. Dopo un attento controllo dei nostri passaporti e dopo aver stipulato un'assicurazione sanitaria di 1 euro.
Ma l'accoglienza vale gia' il viaggio. E' forse un po' triste ma sicuramente emozionante vedere tutti i genitori che da una vetrata aspettano i loro bambini al ritorno dal soggiorno/salute in Italia. I bambini sono attesi con un po' d'ansia, le tre ore di volo collegano due mondi molto diversi. Tra tutti gli adulti c'e' una bambina che aspetta noi e ci saluta. Dal vetro la vediamo sempre piu' stanca.
Ormai e' notte fonda e nell'attesa sono rimaste solo lei e la sua mamma ad attenderci.
La mamma si e' accordata con un vicino di casa, Sergej, che ci porta da Gomel a Cecersk, 40 km, ma le distanze in Bielorussia sono piu' distanti ...
Cecersk e' una cittadina dispersa nella campagna. Per chi vive in Lombardia e' difficile immaginare lo spazio e il verde. Non esiste l'inquinamento acustico e si puo' stare in silenzio. Non esiste l'inquinamento luminoso e di notte si vedono delle stellate fantastiche.
Purtroppo Chernobyl ha lasciato un altro tipo di inquinamento e questo si avverte. Primo il disastro nucleare ha acuito la depressione economica che gia' c'era. Secondo, e non credo sia una mia suggestione, dato dalla tensione delle persone che vivono con questa presenza. Molte sono le malattie ma tanta e' anche la paura di ammalarsi. Il bello di viaggiare da viaggiatori e non da turisti e' quello di conoscere la gente. Ci siamo disinteressati dell'albergo prenotato per ottenere il visto e siamo ospiti di Natascia, la mamma della bambina. Le giornate passano tranquille e comunichiamo lentamente a causa della lingua. Ci fermiamo 3 giorni in cui facciamo visita alla famiglia di un'altra bambina e alla famiglia della maestra che aveva accompagnato i bambini in Italia. L'accoglienza e' sempre molto calorosa. I Russi sono all'inizio un po' chiusi ma poi si scopre che hanno un grande cuore (un po' come i Bergamaschi). In alcune situazioni siamo quasi imbarazzati.
Tutte le famiglie sono estremamente riconoscienti con tutti gli italiani che ospitano i loro figli. Quando ripartiremo dall'aeroporto di Minsk ci renderemo conto di come costa ai genitori separarsi dai bambini. Ma le vacanze in Italia sono viste come una necessita' per cercare di costruire un futuro. E propabilmente lo sono perche' il futuro si inizia a costruirlo con la speranza.
Partiamo verso Minsk. Natascia si e' accordata ancora con Sergej. E' un po' come nei film. Cerchi una persona disposta a darti un passaggio. Discuti il prezzo. Parti, senza orario e senza itinerario ...
I quasi 300 Km da Cecerk a Minsk sono un'esperienza. Si viaggia tra ampi spazi verdi e tra le foreste di betulle. I fiumi sono grandissimi, i paesi distanti. Le strade sono valide, piccole ma il traffico e' minimo. Le pompe di benzina sono poche, come i paesi. Basta fermarsi sempre a quando le si incontra e non c'e' problema