Georgia: non solo Tbilisi

Orgogliosa e moderna, guarda all'Europa
 
Partenza il: 15/06/2019
Ritorno il: 21/06/2019
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Avendo girato parecchio siamo spesso alla ricerca di mete un po’ strane, non volevamo andare troppo lontano per 6-7 giorni, e vedendo immagini in internet ci ha intrigato Tbilisi ed i suoi dintorni, di chiese e monasteri, storia e vette caucasiche. E’ una terra orgogliosa e libera dall’unione sovietica e che vuole misurarsi ad armi pari. Merita maggiore turismo e che se ne parli di più.

Ci organizziamo un viaggetto personalizzato facendo riferimento sul posto a “Destination Georgia” condotta dalla signora Marika ed affidandoci alla loro guida Tea (entrambe hanno studiato a Roma). Ringraziamo fin d’ora queste 2 persone per l’ottima organizzazione e l’amore nel mostrarci la loro terra e coccolandoci anche fuori dall’orario di lavoro. Come sempre prendiamo informazioni dal sito Viaggiaresicuri.it e inseriamo il viaggio in Dovesiamonelmondo.it, per avere maggiori info contattiamo l’ambasciata italiana a Tbilisi. Il viaggio non è dei migliori, Bologna, Istanbul, Tbilisi e ritorno causa la recentissima apertura dell’enorme aeroporto di Istanbul, non ancora organizzato e con equipaggi non ancora all’altezza. Giungiamo a Tbilisi alle 4 di mattina e Tea ci accompagna subito all’hotel, verrà a prenderci in giornata alle 14 per mostrarci il bellissimo centro vecchio della capitale, pieno di vita anche di notte coi suoi numerosi locali bar e ristoranti.

Tbilisi è una città di medio-grandi dimensioni fondata nel V secolo da V. Gorgasali. Ancora stanchi e sotto un bel sole cocente, 32°, insoliti per metà giugno, iniziamo la camminata da piazza Europa, salendo alla chiesa di Metekhy che sorge in luogo appariscente di Tbilisi, domina il panorama urbano; divenuta teatro con la dominazione sovietica, ora ritornata centro di culto: a pochi metri la statua equestre di Gorgasali; discendiamo su piazza Europa, le immagini che imprimiamo nella mente sono efficaci, il fiume col costone roccioso con costruzioni che non capiamo come si reggono in piedi sporgendo in fuori, la fortezza di Narikala che domina la città, le case gradualmente a salire: ci piace. Vediamo il magnifico ponte della Pace realizzato dal ferrarese DE Lucchi che collega i quartieri di Berikoni e Rike, tubi d’acciaio e vetro, il ponte sembra sospeso sull’acqua. Anche Fuksas ha costruito nella capitale che quindi si può affermare parli un po’ italiano. Dopo aver assaggiato un gelato di uva continuiamo il giro visitando la cattedrale ortodossa di Sioni, distrutta dagli arabi poi ricostruita, la sua facciata orientale si estende verso il fiume Kura. Per ogni monumento o chiesa il giudizio dipende da quello che si prova nel vederlo, fotografarlo o entrarci, per cui non mi dilungherò nei giudizi: a noi tutto il centro vecchio ha entusiasmato. Abbiamo visto la torre dell’orologio (con alla base il più piccolo orologio al mondo) che in un certo senso potrebbe essere la cartolina della città, un angolo caratteristico con sotto il teatro delle marionette e intorno ristorantini e caffè. Abbiamo notato che mangiare a Tbilisi costa una sciocchezza (4-6 euro, un euro = 3 Lari) e non perdete troppo tempo a scegliere in quanto propongono tutti una cucina simile, stessi prezzi e davvero ottima, una delle migliori al mondo, ma più avanti farò alcuni nomi. Vediamo negozietti di souvenir e notiamo che il turismo è soprattutto dell’est, mi pare che molti russi vengano qui a divertirsi spendendo poco. Finalmente siamo alla basilica di Anchiskhati, la chiesa più antica della città, il suo nome è preso da una importante icona qui conservata dedicata al Salvatore per preservarla dall’invasione ottomana. Con un taxi (anche i taxi costano pochissimo, abbiamo effettuato spostamenti con uno, due euri) raggiungiamo la cattedrale della Santissima Trinità comunemente conosciuta come Sameba, una chiesa enorme che causa turbolenti anni georgiani fù iniziata solo pochi anni fa. È altissima, molto bella, ma ancora priva di calore, gli abitanti preferiscono ancora le altre di cui già abbiamo parlato. Siamo di ritorno presso l’hotel e ci concediamo una doccia, per poi approfittare della cabinovia per salire alla fortezza di Narikala, di cui non rimane molto eccetto qualche mura, ma si gode di un ottimo panorama e si ammira la statua di Madre Georgia, con in mano una spada per difendersi dai nemici e nell’altra una coppa per accogliere gli amici, in alluminio alta 20 metri, mentre dall’alto si ammira il grande giardino botanico. Scendendo a piedi si giunge alle terme, ai bagni, tante cupole e nei pressi la moschea di Abanotubani con una splendida facciata, quella zona va vista e non raccontata: e non manca una cascata in un suggestivo scenario con nei pressi un ponticello addobbato di lucchetti d’amore dorati. Ceniamo con Tea alla Bred house, ma in seguito anche al Bloom (stradina ristoranti centro storico), al più elegante Terrawine, zona viale Rustaveli, dove vi sono importanti edifici come il teatro ed il palazzo del parlamento ed è zona più nuova ed aristocratica e parte dalla piazza della Libertà dove si innalza la statua equestre di San Giorgio dall’aspetto dorato; in giro nelle escursioni, assaggeremo chachapuri, una focaccia con formaggio che non può mancare quasi giornalmente, involtini di melanzana con ripieno di salsa, spiedini di pollo alla brace, varie zuppe con carne, funghi al formaggio (ne mangiano tanto di formaggio), i khinkali (involtino di pasta ripieno di brodo e carne) e non può mancare un buon vino rosso georgiano come il Saperavi, (pare che il vino sia stato prodotto la prima volta proprio in Georgia) oppure una buona birra locale o acqua gassata dal sapore leggermente salato: il pane è simile alla nostra ciabatta, credo siamo stati i primi a chiedere di servircelo caldo per poterlo mordere meglio; se invece volete un buon gelato servitevi da Luca Polare oppure di fronte, strada in centro storico. Per mancanza di tempo non visitiamo il museo nazionale della Georgia che ci dicono interessante. Sono le 23, a dormire, domani ci aspetta una gradita escursione.

Consumata una mediocre colazione al Doors Meidan (a proposito, a Tbilisi gli hotel sono piuttosto cari, soprattutto se paragonati ai costi in generale), partiamo per Gori, che passiamo per una questione di app.ti, ed arriviamo a Uplistkikhe (la fortezza del Signore) città abbandonata scavata nella roccia fondata alla fine dell’età del bronzo intorno al 1000 A.C.. Città tra Asia ed Europa divenne importante commercialmente: entriamo ed usciamo da queste grotte che erano abitazioni o negozi, pure l’idea di una farmacia; poco distante e costruita più tardi vi è una deliziosa chiesetta dove facciamo i nostri primi piccoli acquisti. Passeggiando a tratti a fatica tra questi sassi ci è venuta in mente Matera e la genialità dei nostri antenati. Ritorniamo sui nostri passi e ci fermiamo a mangiare a Gori città natale di Stalin: qui l’agenzia si è superata e ci portano da assaggiare una decina di pietanze: tutto ottimo e nel bel mezzo del pranzo pure 2 danzatori locali rappresentano una danza georgiana. Alle 14 siamo al museo staliniano, vediamo molti reperti storici, tanti documenti e fotografie, la sua misera casa ivi trasportata ed il vagone dove a volte abitava e prendeva decisioni in incontri importanti: comunque la si pensi è visita di valore storico. Ritorniamo verso Tbilisi fermandoci a Mtskheta dove si trovano alcune chiese di importanza nazionale in un bellissimo contesto naturale. Visitiamo la cattedrale ortodossa di Svetitskhoveli conosciuta come il luogo dove sarebbe stata sepolta la Tunica di Gesù Cristo: per lungo tempo principale centro di culto è tuttora uno dei luoghi più venerati; attraente il paesaggio intorno, con case molto antiche, molti negozi per cibo e souvenir e la vista sul Caucaso. In realtà anche molto ben conservate le mura a difesa: ovviamente merita anche una visita all’interno dove si trovano famosi affreschi tra cui quello che rappresenta Cristo e lo zodiaco. All’interno anche una piccola cappella che rappresenta la copia della basilica del Santo Sepolcro. Non molto distante, in cima ad una collina vediamo il piccolo monastero di Jvari; dall’alto notiamo la confluenza di due fiumi: M’tk’vari e Aragvi, il paesaggio è attraente e le foto si sprecano. All’interno un’occhiata alle 4 absidi, mentre ci viene detto che proprio per la sua posizione la struttura è minacciata dagli eventi atmosferici. Infine ritorno alla capitale, la guida dei georgiani non è criticabile, ma ad una certa ora il traffico è intenso.

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Tbilisi torre dell'orologio

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città rupestre

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città rupestre

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cattedrale Sameba Tbilisi

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panorama città vecchia

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vista sul fiume tbilisi

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madre Georgia

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Tbilisi

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prodotti dolciari

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dittà rupestre

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vistaTbilisi

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fortezza di Narikala

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Svetitskhoveli Cathedral

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Chiesa di Jvari

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Museo Stalin

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Museo Stalin a Gori

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