Bielorussia, il Paese freddo dal cuore caldo

Viaggio in un Paese che sta mutando, tra modernità e chi vive ancora nell'era sovietica. Molte cose sembrano essere rimaste tali e quali quando faceva parte dell'Unione Sovietica, compresa la solidarietà tra i cittadini
bielorussia, il paese freddo dal cuore caldo
Partenza il: 01/05/2013
Ritorno il: 15/08/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Minsk e la Bielorussia intera non sono sempre come uno se le immagina, la prima è un posto dai mille volti come quelli che affollano e percorrono le sue vie del centro, l’altra sembra restare indifferente e immutabile nel tempo. Io e il mio amico Paolo, fotografi entrambi, Arriviamo all’aeroporto internazionale Minsk-2 dopo un volo di quasi tre ore con Belavia, l’unica compagnia che effettua voli diretti da Roma e Milano ad un prezzo di circa 250 euro. Altre compagnie low cost volano fino a Vilnius in Lituania e poi si può attraversare la frontiera in treno o in auto ma il viaggio diventerebbe estremamente lungo per i controlli certosini che effettuano al confine.

L’aeroporto internazionale di Minsk è piuttosto piccolo, buio e grigio e pieno di ufficiali dagli enormi cappelli in stile sovietico che fanno avanti e indietro sbuffando se non capisci quando ti parlano in russo.

Passati i tutti controlli burocratici prendiamo un taxi che ci porta al centro della città per circa 25 euro. Lungo il tragitto dall’aeroporto al centro città puoi già ammirare quasi tutto quello che c’è da ammirare in Bielorussia: praterie, piccoli villaggi dalle casette di legno e boschi a non finire inframezzati da piccoli specchi d’acqua. Questo è per lo più il paesaggio fuori dalle grandi città, paesaggio che non ha mare e non ha montagne ma dove c’è tanto verde.

Arrivati a Minsk percorriamo la via principale che taglia in due la città: Prospect nyezalyezhnasti. La prima cosa che impressiona è la grandezza delle strade, da 2 a 4 corsie per senso di marcia, ben illuminate così come tutti i palazzi che le circondano. L’architettura di Minsk si può dividere in due parti: la parte moderna, quella recente e maggiormente ancora in fase di costruzione, fatta di enormi palazzi dalla facciate in vetro che, se non fosse per le scritte in cirillico dei cartelli pubblicitari sopra ai centri commerciali si potrebbe pensare di essere negli Stati uniti. L’altra faccia di Minsk è quella dei palazzi risalenti all’era sovietica: quelli statali anch’essi enormi e monumentali creati per impressionare chi li guarda e quelli destinati ad uso condominiale, decisamente brutti, kitch nella scelta dei colori e piuttosto anonimi.

Minsk non ha una grande scelta di hotel, principalmente da 3 a 5 stelle e tutti molto costosi (dai 150 ai 200 euro a notte), così abbiamo optato per affittare un appartamento in centro, in uno di questi enormi condomini, che costa dalle 60 alle 80 euro a notte.

Per quanto riguarda il mangiare c’è un’ampia scelta di ristorante in tutta Minsk, si può trovare dal ristorante Italiano a quello pakistano alla trattoria che cucina i migliori piatti nazionali che sono tutti da provare. Consiglio di assaggiare in particolare i Draniki, delle frittelle di patate ripiene di carne con salsa smetana e la Machanka, uno spezzatino di carne con patate. I prezzi medi per un pasto completo si aggirano intorno ai 20-30 euro a persona. Tutte le vie centrali sono piene poi di pub o discoteche dove potersi divertire a prezzi sicuramente convenienti, una birra costa circa 2 euro e l’entrata nelle discoteche costa sui 5 euro.

Praticamente rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale lintera città è stata ricostruita sulle sue macerie. Da visitare e fotografare Minsk ha molti monumenti dell’era Sovietica come l’enorme obelisco di Piazza della Vittoria, i carri armati T34 che campeggiano in quasi tutte le città della Bielorussia a perenne ricordo, i palazzi degli uffici statali e il commovente museo della seconda guerra mondiale che si può visitare al costo di un euro ed è situato proprio nella piazza principale: Oktoberskaya.

Questa piazza è tra le più grandi che abbia mai visto e per attraversarla a piedi si impiegano circa 20/30 minuti. Da un lato della piazza c’è il Palazzo della Repubblica, un enorme edificio che funge da Auditorium per i principali eventi mondali della capitale e al centro a Natale viene messo un grande abete e viene fatta una pista di pattinaggio sul ghiaccio per la gioia di grandi e piccini.

Un altro posto imperdibile è Piazza Indipendenza che ospita il parlamento dietro ad una statua di Lenin e affianco c’è la chiesa Rossa, una chiesa cattolica molto bella dedicata a San Michele, proprio davanti alla chiesa c’è una bellissima statua del santo che uccide il drago.

Minsk è una città molto pulita, c’è un esercito di persone sempre pronte a pulire strade e parchi, che ricoprono un’area importante della capitale bielorussa. Il parco principale è il Janki Kupaly diviso in due dal fiume Svislach. I parchi sono molto vissuti dai bielorussi che non appena colgono dei spiragli di sole o del tempo libero vanno a passeggiare nel verde.

Da Oktoberskaya in direzione Nemiga, un’altra delle arterie principali della città, si può visitare la maestosa cattedrale ortodossa del “Sacro Spirito Santo” da cui si può ammirare uno dei panorami più belli di tutta la città e della città vecchia. Quest’ultima è una ricostruzione fatta negli anni ’80 di quello che doveva essere parte della città prima della seconda guerra mondiale con piccole casette colorate e viali fatti di ciotoli.

Lungo il parco che costeggia il fiume a Nemiga si raggiunge una piccola isola detta “L’isola delle lacrime”, chiamata così per via del memoriale posto al centro dell’isola raffigurante madri, mogli e sorelle piangenti e dedicato alle vittime della guerra in Afghanistan. Questo piccolo parco è solitamente frequentato da fidanzati e novelli sposi che vanno a toccare una parte sensibile di una statua raffigurante un piccolo angelo che la leggenda narra porti fortuna e fertilità.

Ogni parte della città è facilmente raggiungibile tramite la bella metro, efficiente e pulita e dal costo di 20 centesimi a biglietto e che in inverno si trasforma, grazie ai tanti passaggi e collegamenti tra una piazza e l’altra in una vera e propria città sotteranea.

Durante il periodo della nostra permanenza a Minsk abbiamo potuto visitare anche dei luoghi non troppo lontani da fuori la città come “La linea di Stalin” l’enorme museo sulla seconda guerra mondiale con mezzi, trincee e bunker originali restaurati e la splendida fortezza di Mir, nell’omonima città. Un castello medievale del XVI secolo e riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

Guarda la gallery
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Facciata della Cattedrale

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La biblioteca Nazionale

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La chiesa del "Sacro spirito Santo" e Minsk visto dall'isola delle lacrime

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La Chiesa Rossa

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Ragazza durante la parata del 9 Maggio

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Veterani si preparano per la Parata

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Piazza della Vittoria

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Il Castello di Mir

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L'entrata di Minsk dalla Stazione del treno

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Panorama da Nemiga



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