Registrati | Login

Gli occhi dei bambini

« Ciao. Io contento » . Vitali, il primo bambino che ci viene incontro, è il « nostro » . Ha undici anni, lo abbiamo ospitato appena per un mese, durante lo scorso periodo natalizio; e le poche parole che ...

  • di ZxMichelin1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

« Ciao. Io contento » . Vitali, il primo bambino che ci viene incontro, è il « nostro » . Ha undici anni, lo abbiamo ospitato appena per un mese, durante lo scorso periodo natalizio; e le poche parole che ha imparato non hanno fatto in tempo ad assumere una cadenza. Ma, appena gli altri bimbi sentono che sono arrivati « gli italiani » , è un fiorire di accenti: ecco una bordata di evidentissime « o » baresi, che spiccano in domande tipo « Che cosa fate qui? » ; e poi un diluvio di parole in romanesco o sardo, bergamasco o veneto.

Più qualche timida domanda in inglese o francese. Comunque è la lingua italiana, con tutte le sue sfumature, ad essere di gran voga in questo istituto di Bobruisk, città di 220.000 abitanti nella Bielorussia centrale, lungo il fiume Berezina.

Siamo a più di tremila chilometri dalla Puglia, a due ore mezza d’auto da Minsk, la capitale, e a meno di seicento chilometri da Mosca. E quell’istituto si chiama, in russo, « Internat » : è uno dei tanti orfanotrofi che in tutta la Bielorussia ospitano bambini e adolescenti - dai neonati fino ai diciottenni - rimasti senza famiglia. Ma per questi ragazzi ci sono altre famiglie, pronte ad ospitarli durante l’estate e tra dicembre e gennaio: in Italia e in Belgio, in Spagna e in Irlanda, negli Stati Uniti e in Canada, per citare alcuni dei paesi che li accolgono.

Dal 30 aprile al 7 maggio io e mia moglie Giuliana - con un’altra dozzina di famiglie di Ruvo di Puglia, Terlizzi e Bitonto - siamo stati in Bielorussia per andare a vedere come stanno davvero i « nostri » bambini e per consentire alla Caritas diocesana di Ruvo, promotrice dell’iniziativa, di calibrare meglio la destinazione dei fondi raccolti per sostenere gli istituti.

E con noi infatti c’erano anche Don Giuseppe e alcuni degli altri instancabili animatori dell’iniziativa d’accoglienza curata dalla Caritas: Mauro, Michele, Paolo. Per la nostra famiglia il primo impatto risaliva appena a cinque mesi fa: il 17 dicembre centottanta ragazzini e alcuni loro accompagnatori ( maestri e interpreti) erano giunti con un volo charter all'aeroporto di Palese, a bordo di un Tupolev 154 della Belavia uguale a quello che da Roma poi avrebbe portato noi a Minsk. In quel periodo ne stavano arrivando oltre trentamila in tutta Italia, da lì e dall'Ucraina, per trascorrere, ospiti di una famiglia, le feste natalizie. Altrettanti giungeranno a metà giugno. Cinquantadue di quei centottanta bambini e bambine erano stati accompagnati a Ruvo.

Io e mia moglie - con le altre famiglie - li andammo ad accogliere. In quell’occasione fui costretto a cercare notizie sulla semisconosciuta ( per me) Bieloruss i a : « Confina a nord- ovest con la Lituania e la Lettonia, a est con la Russia, a sud con l'Ucraina e ad ovest con la Polonia. Già repubblica federata nell'ambito dell'Urss, è conosciuta anche come Russia Bianca.

La capitale è Minsk. Il territorio è in prevalenza pianeggiante; ha una popolazione di 10.500.000 abitanti » . A Vitebesk, una delle città maggiori, nacque il grande pittore Marc Chagall. E Chagall era probabilmente l'unico bielorusso di cui avevo sentito parlare, prima di conoscere Vitali e la sua storia.

Una storia comune a quella di tanti altri bambini, suoi connazionali. Lo scoppio della centrale di Cernobyl nel 1986, in Ucraina, portò le radiazioni nucleari soprattutto sulla Bielorussia, sebbene - ironia della sorte - non ospiti neppure una centrale atomica. Le particelle radioattive hanno inquinato irrimediabilmente un quinto del territorio nazionale, dichiarato inabitabile

  • 2007 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Parole chiave
,
Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social