Birmania on the road e arcipelaghi selvaggi delle Filippine

Myanmar su strada, poi Bangkok, Puerto Princesa, El Nido, Manila

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  • di massimo paturzo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

BIRMANIA ON THE ROAD & FILIPPINE NEGLI ARCIPELAGHI SELVAGGI

Volevamo assaporare di nuovo le sensazioni dell’Asia, anzi dell’Indocina. E quest’anno abbiamo scelto due mete, anche se distanti tra loro (con intermezzo Bangkok), si sono dimostrate un mix di semplicità, bellezze, misticismo e selvaggio, con una voglia di emergere al cospetto di un turismo internazionale voglioso di esplorare nuove mete, e quindi senza dilungarci, parliamo un po’ del Myanmar (Birmania) e dell’ arcipelago delle Filippine, Palawan.

Giorno 7 febbraio, alle 8 e 30 siamo in aeroporto, facciamo il Check in, pronti per questa nuova esperienza. Il volo Roma – Doha – Yangoon, parte in orario alle 10 e 30, è arriviamo a destinazione finale, alle 5 e 30 di mattina.

Giorno 8 febbraio, dopo aver espletato le pratiche di rito dell’arrivo, ci attende il nostro primo autista, il quale ci accompagna dal suo capo, Teo Birmania, agenzia abbastanza quotata in Myanmar, dove posso assicurare, sono molto professionali e ti assecondano in qualsiasi tua necessità, non lesinando consigli nei quali a noi sono stati molto utili. Fatta conoscenza con Teo e ultimate le procedure di saldo del Tour e itinerario, ci dirigiamo in hotel, dove però non possiamo usufruire della camera, giunti in anticipo. Ci sistemiamo alla meglio, facciamo colazione e pronti per le prime escursioni. Sono le 9 e 30 e come prima tappa ci dirigiamo al Thiri Mingalar Market. Poco frequentato dal turismo, visitiamo un luogo molto originale, dove siamo accolti dai negozianti con meraviglia e estrema gentilezza. Una negoziante ci omaggia di un tronchetto di Thanakha, dove si ricava una polvere giallastra, utilizzata dai birmani come protettivo solare.

Terminato il giro nel mercato successivamente ci dirigiamo Aung San Suu Kyi House, anche se ci si sofferma vicino ad un cancello, l’emozione resta forte perché all’interno di esso si è consumata la storia di prigionia e sofferenza per oltre 20 anni di una grande leader, che ha combattuto per i valori della sua famiglia e delle fasce deboli del paese. Soffermandoci un po’ fuori al cancello, oltre non è possibile andare, è stato molto emozionante. Lasciato questo luogo storico, ci dirigiamo verso il Chauk Htat Gyi Buddha uno dei tanti Buddha giganti che vedremo. Questo è particolare, rivestito di ceramica è truccato agli occhi e alle labbra, molto pomposo, ma esprime molta pace e tranquillità. All’esterno ci sono alcuni venditori ambulanti di uccelli, i quali acquistati, vengono poi liberati. Venti minuti dopo siamo alla Nga Htat Gyi Pagoda, all’interno la statua del buddha e circondata da pareti tagliate in teak e intagli realizzati dietro lo schienale. Interessanti alcuni murali religioso all’interno. Di seguito ci spostiamo al Kandawgyi Park dove si trova il lago che prende lo stesso nome. Passeggiamo per un percorso indicatoci dal nostro autista e notiamo che è un oasi di pace e tranquillità, distante dal caos cittadino. Il parco e ben curato e ideale per picnic. In alcuni punti ci sono degli scorci della Shwedagon Paya. Lasciamo il parco dopo mezz’ora per immetterci di nuovo nel caos cittadino, e raggiungiamo la zona centrale della città dove ci sono vecchi uffici governativi e lo Strand Hotel, da dove iniziamo un breve percorso a piedi per il cuore della città. Però prima visitiamo l’interno di questo storico hotel, dal sapore coloniale inglese, ricco di storia. Questo percorso cittadino ci porta per stradine molto caratteristiche e ricche di palazzi coloniali, fino a raggiungere Saint Mary Cathedral e il Maha Bandoola Garden, qui si identifica il centro cittadino, lo percorriamo e frequentato da molte persone, adiacente ad esso c’è la Sule Pagoda. Sono le 4 e 30, ed è il momento giusto di luce, per visitare una delle maggiori attrattive sia di Yangoon, che della Birmania stessa. La Shwedagon Pagoda (Paya), ci dirigiamo verso l’entrata Sud, così da evitare le rampe di scale, e dopo 20 minuti di macchina raggiungiamo l’ingresso. Tardo pomeriggio è il momento migliore per la visita della Pagoda, fino al tramonto

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