Syros, Paros e Antiparos con ignoranza

Diario di viaggio completamente inutile per un itinerario casuale

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  • di BrunoA
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Leggo spesso "turisti per caso" prima di un viaggio, mi è sempre stato utile. Da sempre mi dico che prima o poi avrei contribuito a questa community di mezzi naviganti e mezzi scrittori. Non l'ho mai fatto però: dannata pigrizia. Il motivo per cui sono qui ora a condividere la mia esperienza non è per uno slancio di buona volontà ma unicamente a causa del fatto che il mio Ebook si è impiantato la mattina del secondo giorno. Ora mi trovo con dodici giorni davanti e niente da leggere a parte un romanzetto giallo degli anni trenta, unico libro in italiano in tutta Ermoupolis, di cui vi parlerò con gioia più avanti. Quindi, eccoci qui ad improvvisarci scrittori. Scrittori cialtroni, per l'esattezza.

Intanto vi dico che è un tipico viaggio ignorante, biglietto aereo per Atene prenotato due settimane fa nelle date di minor costo, zainetto da 30litri, e praticamente nessuna idea su dove andare. Decisamente il mio tipo di viaggio preferito. Solo come un cane rognoso, senza meta, senza vergogna.

Il volo va via liscio. L'unico appunto lo rivolgo all'ubicazione del parcheggio lowcost "dietro" malpensa. In provincia di Vercelli. Mentre prendo posto sul sempre ospitale sedile easyjet, con i dovuti scongiuri affinchè i miei arti inferiori reggano anche stavolta, mando un'occhiata furente al mio vicino di posto che, appena seduto, è già in fase REM. Mortacci sua.

L'altro mio vicino, alto una trentina buona di centimetri in meno, lamenta al personale di dolergli le gambe, chiede una sistemazione più comoda, magari in business class. La tipica business class low cost. Il personale lo ignora con estrema professionalità.

Atterrati con delicatezza sul manto immacolato della pista di Atene rammento un paio di righe lette di sfuggita su qualche forum di circa vent'anni fa. "tra l'aeroporto e il Pireo ci sono frequenti autobus che in una decina di minuti effettuano il servizio". Bene. Evito di salire prima sul bus, tanto ci mette cosi poco, posso stare anche in piedi. Benissimo. 55 minuti dopo scendo al Pireo. Nero in volto come nosferatu alle sette di mattina. Evidentemente negli anni novanta i traghetti partivano direttamente da un gate dell'areoporto.

Non essendomi minimamente interessato su dove e quando e per dove dirigermi una volta arrivato al porto, sono sceso al capolinea. Errore. Tra il pontile 1 e il pontile 7 c'è pressochè la stessa distanza che tra Malpensa e il parcheggio lowcost. Dopo le gambe morte sull'aereo, e la sofferenza morale sul bus affollato delle 10 di mattina, si aggiunge la scarpinata immersa nell'affascinante cornice del porto di Atene. Come inizio manca solo un attacco di nutria al polpaccio o un cocktail del bar Dino. So che non lo conoscete ma fidatevi, fanno cagare.

Il tizio della biglietteria ha uno scazzo addosso che a chiedere un paio di informazioni in più mi fà stare fisicamente male. Evito di insistere e vado via in cerca del molo 7. Ho anche una sufficiente dose di tempo a disposizione visto che di traghetti per Syros, questa è la mia meta, ce n'è tipo un paio al giorno, uno alle 6 di mattina e uno alle 17.30. Ho giusto quelle 6 ore per godermi appieno il Pireo. Mi infilo affamato in un coso di cemento che pare un mezzo ristoro e ordino un club sandwich. Sono praticamente da solo. Attendo comunque una ventina di minuti. Non chiedetemi perchè, al bar Dino, almeno, sono veloci. Il tramezzino è ottimo mentre l'acqua in bottiglia potrebbe avere un residuo fisso di un paio di chilogrammi tanto va giù a fatica e sa di ghisa. Terminato il mio primo contatto con la cucina greca, mi avvio alla ricerca di un giaciglio ombroso, possibilmente non pisciato di fresco. Trovo una specie di casottino climatizzato, sembra una specie di sala d'attesa o non so cosa, mi siedo una decina di minuti, poi mi accascio sulle seggioline, tipo foca ferita. Tempo tre minuti sento battere alla gamba. Una vecchia rognosa sbraita qualche sillaba acida e fa intendere che lì non ci sdraia sulle seggiole. Tr..a. Trascorro tra mille dolori articolari e una stanchezza mentale da mancanza di sonno altre tre ore. Con estrema fatica mi trascino al traghetto, che stavo pure sbagliando perchè al molo 7 attraccano due navi diverse. Trovo una sedia libera e prego Dio perchè quel viaggio duri il meno possibile. Secondo i mie calcoli ci metterà, comunque, troppo. Il mio ereader viaggia che è una bellezza e mi mastico Bukowski come un pitbull farebbe con degli orsetti gommosi al gusto di gatto.

Dopo qualcosa come 20 ore di viaggio scendo, alle 22 passate a Ermoupolis, capoluogo delle Cicladi. Zaino in spalla, puzzo di sudore, voglia di vivere zero, bestemmia a fior di pelle

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Commenti
  1. BrunoA
    , 4/11/2016 13:57
    Ahah, grazie! Che cari
  2. pasquale&assunta
    , 14/5/2016 19:48
    Ti prego continua a scrivere! Leggerti è uno spasso.
    Complimenti

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