Alla scoperta delle centrali idroelettriche del medio corso dell'Adda

Un’idea per un percorso da fare in bici o a piedi tra paesaggi lombardi nascosti, ricordi storici leonardeschi e centrali idroelettriche dell’inizio del XX secolo perfettamente funzionanti

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  • di balzax
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Da Brivio a Imbersago (5.5 km)

Lungo il corso dell’Adda che va dalla diga di Olginate, poco dopo Lecco, fino a Vaprio e Cassano, corre un’alzaia ciclabile che nasconde spettacoli e sorprese che uno non si immaginerebbe mai di trovare in un’area lombarda fortemente industrializzata, trafficata e urbanizzata. L’alzaia corre lungo tutta la sponda ovest del fiume, e in qualche tratto anche lungo la sponda est bergamasca o addirittura al centro del corso idrico principale. Il percorso lungo l’alzaia si può fare in bici, a piedi o persino a cavallo. In totale sono circa 35 km, che ovviamente potete fare un po’ alla volta, quasi tutti situati all’interno del Parco Adda Nord.

Un ottimo punto di partenza è Brivio, paese rivierasco che una volta faceva da spartiacque frontaliero tra il Ducato di Milano e la Serenissima Repubblica Veneta. Un castello ben conservato e visitabile, costruito nell’XI secolo, fungeva da centro per le pratiche doganali e da baluardo per il controllo delle barche che attraversavano il fiume. Durante il periodo di dominio milanese, fu occupato dai casati Colleoni, Visconti e Sforza. Per un certo periodo il castello fu anche conquistato dalla Serenissima: ne è testimonianza un grande leone di San Marco in pietra posto e proprio all’inizio della scala che porta alle torri. Per la visita guidata del castello è necessario prendere accordi con il proprietario, sig. Emilio Villa.

Da Brivio fino alla diga di Paderno l’Adda scorre lento tra isolette, canali e lagune, senza troppa corrente, l’ideale per i canoisti. E’ un tratto abbastanza profondo (raggiunge fino a 7-8 metri in alcuni punti, secondo la portata d’acqua del momento) e anche molto pescoso, almeno prima dell’arrivo dei cormorani a fare scempio di lucci, tinche e pesce persici. Vedrete molti uccelli di palude: folaghe, tuffetti, svassi, morette, moriglioni, aironi cinerini e purtroppo i citati cormorani. Con un po’ di fortuna vedrete anche il martin pescatore e il tarabusino, oggi abbastanza rari. Portate la macchina fotografica perché alcuni scorci sono magnifici.

Il primo paese che si incontra è Imbersago, 5.5 km dopo Brivio: siamo già nel territorio dell’Ecomuseo di Leonardo che anche qui in Lombardia lasciò il segno del suo genio. Leonardo giunse a Milano nel 1482 proponendosi a Ludovico Sforza detto il Moro come ingegnere militare e restò al suo servizio per quasi un ventennio, durante il quale si dedicò allo studio dei corsi d'acqua. A Imbersago c’è un traghetto progettato da Leonardo, che collega la sponda lecchese con quella bergamasca, sfruttando solo la forza delle braccia del manovratore per l’abbrivio con un tirante collegato a un cavo d’acciaio e poi la forza della corrente per l’attraversamento del fiume, rendendo inutile l’uso di un motore. Un capolavoro di ingegneria idraulica. Il traghetto può trasportare 5 automobili, 4-5 moto e una ventina tra pedoni e bici. I pedoni pagano 90 centesimi, le bici 1.40 €, le auto 2.60 €, i cani 0.50 €. Lo potete vedere in una delle foto allegate al diario.

Dalla Centrale Semenza al Ponte San Michele (2.8 km)

Poco dopo Imbersago troviamo finalmente la prima delle centrali idroelettriche che sono l’oggetto principale di questo diario. E’ la centrale idroelettrica Guido Semenza, di proprietà Edison, situata in comune di Calusco d’Adda sulla sponda sinistra dell’Adda. Fu costruita tra il 1917 e il 1920, su progetto dell’ing. Milani e con il coordinamento dell’ing. Bertini, a cui era già stata intitolata un’altra delle centrali di questo tratto.

La centrale sfrutta il dislivello di 9.1 metri creato dallo sbarramento della diga di Robbiate. La massa d’acqua, circa 70 mc/sec, viene convogliata mediante paratoie metalliche direttamente alle turbine Kaplan poste in una vasca lunga circa 100 metri. Eroga una potenza di 7000 kW alla tensione di 13000 volt.

Dal punto di vista architettonico, l’edificio si armonizza con l’ambiente circostante grazie al rivestimento in ceppo dell’Adda. Vicino alla centrale ci sono il canale Edison con l’edificio di presa e la casa del guardiano delle acque.

Proseguendo lungo l’alzaia, dopo 1 km arrivate al Ponte San Michele, altra magnifica opera di ingegneria dovuta all’ingegnere svizzero Röthlisberger. Una campata unica di 150 metri di ferro sormonta l’Adda 85 metri sopra il livello del fiume. Visto dal basso, dall’alzaia, il ponte suscita una sensazione di potenza e di imponenza. Noterete subito che ci sono due carreggiate: una superiore per i veicoli e una inferiore per i treni

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