Fuga a Ponente

Due giorni alla scoperta dei borghi della riviera ligure di ponente, da Noli a Imperia, passando per Alassio, Albenga e Cervo.

  • di alvinktm
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Organizziamo il viaggio all'ultimo minuto, sfruttando un fine settimana di sole, per sfuggire al freddo pungente della Valtellina e respirare la tiepida aria marina della Liguria.

Alle undici del mattino siamo già sul lungomare di NOLI, paese dalle origine bizantine e annoverato tra i borghi più belli d'Italia.

Gode di un passato fruttuoso, reso tale dal commercio e dalla posizione geografica, che da comune lo vide trasformarsi in Repubblica marinara. Il confine orientale del centro abitato è delimitato dal monte Ursino, sulla cui sommità spicca il maschio circondato da mura del castello dei marchesi del Carretto. La cinta muraria scende fino ai piedi del poggio dove, verso il mare, si ergono i possenti edifici sfumati di giallo della Chiesa di Nostra Signora delle Grazie e del vicino Palazzo Vescovile, ora ospitante un hotel.

La passeggiata sul lungomare di Noli è bella, rilassante e baciata da un gradevole sole. La breve fuga dall'inverno valtellinese non poteva iniziare in un modo migliore.

Risaliamo in macchina con l'intenzione di percorrere la strada statale 1 (SS1) fino a Imperia, punto più estremo del viaggio a ponente, per godere appieno della vista sul mare.

La nostra fame di panorami mozzafiato viene saziata una manciata di chilometri più avanti dalla meravigliosa Baia dei Saraceni, in località Varigotti, uno dei rari angoli ancora 'quasi' selvaggi della Liguria. Qui l'uomo ha avuto l'intelligenza di non deturpare la bellezza di un mare cristallino e il fascino della roccia a picco sull'acqua.

Dopo un alternarsi di paesi e spiagge giungiamo ad ALBENGA, dove il ristorante pizzeria Ricaroka promette di saziare la pancia affamata.

Il locale è piccolo, e per questo conviene prenotare se non si vuole rischiare di rimanere a bocca asciutta, ma nonostante ciò è adattissimo ai bambini. Le tante televisioni sintonizzate su cartoonito e una cassapanca piena zeppa di giocattoli da poter portare al tavolo, regalano un pranzo tranquillo a noi genitori. Il personale è molto gentile e attento, le porzioni sono abbondanti e il rapporto qualità prezzo è ottimo inoltre, mentre si attende di essere serviti, viene offerta una focaccia rotonda che calma un poco il languorino.

I gestori hanno aperto anche un hotel e ad averlo saputo prima avremmo pernottato lì... sarà per la prossima volta.

A due passi dal ristorante sorge il centro storico di Albenga: un gioiello forse poco pubblicizzato e capace di stupire chi lo attraversa.

Non si può infatti rimanere indifferenti davanti alla selva di torri che spuntano qua e là sopra le vecchie abitazioni e le vie lastricate dell'antico cuore medievale. Non a caso Albenga è chiamata 'la città delle cento torri', e seppure non siano così tante risaltano e caratterizzano il profilo cittadino. Erette tra il XIII e il XIV secolo accanto ai palazzi più eleganti, simboleggiavano la potenza della famiglie aristocratica che dimorava nell'edificio nobiliare. Nel corso della storia molte sono state mozzate o inglobate nelle abitazioni; le rimanenti si poggiano sopra la robusta base di sassi sagomati, i conci, per elevarsi verso il cielo con i mattoni a vista dal peculiare colore rossastro.

Abbiamo passeggiato all'ombra delle torri, da una piazzetta all'altra, dal palazzo vecchio del comune al Battistero e alla cattedrale di San Michele, entrando in quest'ultimo capolavoro. Le tre navate suddivise da pilastri e archi in pietra custodiscono gli affreschi, l'organo e il decorato altare, catturando l'attenzione dei fedeli e dei semplici visitatori.

Il centro di Albenga ospita pure alcuni musei che non abbiamo visitato per via dell'orario di chiusura. La bella giornata ci spinge a non attenderne l'apertura, il sole e la brezza marina chiamano e noi non vogliamo farli aspettare

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