Tutti i colori della Provenza 2

Questo viaggio nasce nell’autunno del 2006, grazie a Karin, una collega con cui lavoravo in quel periodo che un giorno, parlando di viaggi, mi fece vedere una serie di foto su un suo viaggio in Provenza, Linguadoca-Rossiglione e Costa Azzurra, fatto qualche estate prima. Sono rimasto letteralmente estasiato...
 
Partenza il: 22/06/2010
Ritorno il: 27/06/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Questo viaggio nasce nell’autunno del 2006, grazie a Karin, una collega con cui lavoravo in quel periodo che un giorno, parlando di viaggi, mi fece vedere una serie di foto su un suo viaggio in Provenza, Linguadoca-Rossiglione e Costa Azzurra, fatto qualche estate prima. Sono rimasto letteralmente estasiato. Colpo di fulmine col sud della Francia, che comunque avevo già adocchiato ai tempi delle scuole medie su un libro di testo di inglese, dove una famiglia britannica andava in vacanza laggiù!

Da quel momento, una Regione abbastanza prossima a casa mia, che non avevo mai considerato come meta turistica, semplicemente perché non ne conoscevo le bellezze, è diventata una specie di chiodo fisso. Ogni anno, con l’arrivo della bella stazione (il periodo top è l’inizio dell’estate per godere a pieno delle distese di lavanda in fiore) ho iniziato a progettare qualche giorno in queste terre, ma poi per uno motivo o per l’altro ho sempre virato su altre mete.

Poi per capodanno 2010, con il viaggio a Barcellona in auto, abbiamo messo giù alcune tappe tra cui Carcassonne, chiodo fisso nel chiodo fisso, che vista la distanza dal classico circuito provenzale non pensavo purtroppo di visitare.

Questo ha permesso di “alleggerire” il percorso (Nimes, Aigues Mortes e Carcassonne, tutte località dalla Linguadoca-Rossiglione) che nel corso di questi tre anni e mezzo ho arricchito sempre più cercando e ricercando su internet, ma anche con l’aiuto di qualche guida.

Di certo di tutti i viaggi che ho fatto, questo è quello che ha richiesto una fase di “progettazione” più lunga, durata anni. Si è partiti con 8-10 posti che mi interessava vedere, e siamo arrivati a oltre 30 al momento della partenza, per poi aggiungerne ancora qualcuno durante il viaggio arrivando a sfiorare quota 40!

Qualche informazione, curiosità, nota Geografica su queste zone:

La Provenza, il cui simbolo è la cicala (spesso se ne sentono quando si è immersi nella natura) ha il suo centro più profondo nella zona del Luberon, che è il cuore di una zona più ampia chiamata Vaucluse. Viene spesso definita come la Terra dei colori! Infatti, soprattutto se si viaggia nella bella stagione (motivo per cui ho rinviato più volte questa vacanza, ricordando oltretutto che in inverno i bei villaggi provenzali sono spazzati dal famosissimo il Mistral), si capisce perché queste terre abbiamo fatto da sfondo a tanti quadri di artisti famosi come Picasso, Van Gogh, Cezanne, Matisse e altri ancora! Ogni zona offre spettacoli cromatici diversi e tutti molto pittoreschi! Il viola della lavanda, che sposa il terreno marrone, il rosso della zona di Roussillon e Rustrel, il verde dei prati e dei boschi, i terreni con le balle di fieno, che vanno dal giallo al marrone, e poi l’azzurro del cielo, magari con qualche nuvoletta qua e là, che scendendo seguendo il Rodano verso le “Bouches du Rhône” e la Camargue oppure verso la Costa Azzurra, sposa il mare… azzurro!

Martedì 22 giugno 2010

Il nostro tanto atteso viaggio (3 anni e mezzo circa dall’inizio del sogno-Provenza) inizia oggi, in una bella giornata di sole dopo che, la settimana precedente, zona del Var (una delle poche dove non passeremo nel nostro peregrinare nel sud della Francia) è stata colpita da una forte alluvione mentre la Valle d’Aosta è stata investita da un’insolita ondata di freddo.

Alle 13 in punto, pochi minuti dopo aver sostenuto l’esame di macroeconomia che però al ritorno del viaggio scoprirò di non aver superato, siamo partiti! Sembra davvero arrivata l’estate, le previsioni per i giorni seguenti sono ottime, e io sono felicissimo perché siamo nella settimana clou per la fioritura della lavanda, e grazie al bel tempo, i colori della Provenza spiccheranno al massimo! Il viaggio non è stato lungo, e nonostante avessimo preventivato una sosta per pranzare all’outlet di Mondovicino, abbiamo perso l’uscita e così abbiamo tirato dritto sulla Torino-Savona.

Savona

E proprio a Savona ho fatto la mia prima improvvisata sul preciso itinerario che avevo preparato. Sosta allo stadio Bacigalupo a fare quattro foto! Persi massimo 10-15 minuti, vista la vicinanza dall’uscita dell’autostrada. Appena rientrati ci siamo fermati all’Autogrill di Vado e alle 16, finalmente, ci siamo concessi un panino per pranzo!! Poco più di mezz’ora di auto ancora e finalmente ecco l’uscita di Imperia Porto Maurizio.

Imperia

Per me Imperia ha un significato particolare. A Porto Maurizio ho passato quasi tutte le estati della mia infanzia, fino al 1993. Ogni posto ha un significato. Ho scelto di passare qui una notte per poter fare una sorta di tour di tutti questi luoghi quasi sacri per me! E anche perché qui c’è un ristorante chiamato “La Piazzetta” dove io e Chantal siamo già stati in altre due occasioni e dove si mangia una pasta divina; ti portano la padella con una quantità assurda di pasta ed è buonissima!

Dopo aver passato il Villaggio dei pescatori, passando sulla strada che sovrasta la zona della spiaggia e del porto, ho riconosciuto la scala a chiocciola che porta alla Pensione dove alloggiavamo, e così ho lasciato la macchina e siamo scesi da una specie di funicolare che hanno costruito e che porta all’ingresso nel retro della “Pensione Marilena”, per tutti “da Battista!”. Giusto il tempo di prenotare il ristorante per le 19.30, nella piazzetta a fianco a quella dove con la mia famiglia un anno abbiamo visto lo spettacolo dei Saltimbanchi, e ci siamo messi in marcia. Proprio l’hotel è stata la prima cosa che abbiamo fotografato, anche se a dire il vero non so se sia ancora un albergo oppure no. E’ passato tanto tempo.. Poi siamo andati verso la spiaggia ed ecco la piazzetta con il giornalaio, la gelateria da Pinotto ed il negozio con gli articoli da mare. E’ rimasto tutto uguale. Così come il molo, con i Bagni Mané, i nostri, e più avanti la Spiaggia d’Oro. Sugli scogli ci siamo tolti le scarpe e abbiamo fatto a piedi il bagnasciuga fino ai Bagni Buraxen e qui, risalita la scaletta, abbiamo imboccato il Lungomare “Domenico Moriani”, conosciuto anche come la passeggiata dei pescatori, perché conduce all’omonimo villaggio. E’ stradina a picco sulla scogliera e il mare, molto in stile “Cinque Terre” Bella bella! Siamo arrivati quasi alla fine e poi siamo risaliti da una scala immersa nella macchia mediterranea e sulla strada abbiamo fatto la foto al cannone che punta verso il mare! Nonostante sia tutto sereno, l’arietta è piuttosto freddina. Abbiamo proseguito lungo il porto, costeggiando la pizzeria Hobo’s e il ristorante di pesce con l’acquario! Poi abbiamo preso il sottopassaggio della ferrovia e siamo spuntati alla stazione. Dai binari siamo entrati nel verde del giardinetto e poi è spuntata la vasca dei pesci! C’è ancora! Di tutti i luoghi rimasti nel mio cuore questo forse è quello più bello! Tutte le sere o quasi venivamo a vedere i treni passare e portavamo ai pesci rossi del pane! E poi quando la campanellina annunciava l’arrivo di un treno correvo a vederlo spuntare da levante o immergersi nella galleria di ponente! Che bello! Siamostati un attimo sulla panchina dove ho raccontato tutte queste cose a Chantal e poi, appena dopo che un treno è passato, abbiamo proseguito la nostra visita. Salita la lunga scalinata che porta sopra la stazione siamo arrivati ai giardinetti. Quelli no, non potevano essere gli stessi. Già allora erano vecchi. Infatti sono stati sostituiti da una giostra tutta nuova. Il panorama da lassù è molto bello, sulla stazione, il mare, il “molo verde” e il “molo bianco”. Abbiamo poi percorso la strada che in piano porta verso la macchina passando sopra la casa di Ottonello dove avevamo alloggiato un paio di anni e poi siamo arrivati alla curva con il negozio che vende ancora dischi come tanti anni fa. Dalla macchina siamo saliti verso il Parasio e qui siamo arrivati nella Piazza del bellissimo Duomo di San Maurizio. Siamo poi riscesi e abbiamo cenato ottimamente al ristorante. Dopo cena (con la giacchetta, fa proprio freschino!) siamo andati fino in fondo al molo bianco, con Chantal estasiata dalle tante belle barche ormeggiate su di esso! Ripresa la macchina abbiamo lasciato questa bellissima cittadina e ci siamo diretti verso la frazione di Dolcedo, che non conoscevo e che si trova nell’entroterra dove avevamo prenotato il nostro hotel, non prima di essere passati davanti alla palestra dove Chantal nel 2003 venne a fare un torneo di pallavolo, con me a seguito. Fu in questo viaggio che scoprimmo il ristorante La Piazzetta, e feci come oggi un tour dei luoghi a me cari, ma da solo!



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