Un weekend nel Risorgimento: la "mia" Firenze

Amanti dell'arte non perdetevi questo gioiello ricco di storia e cultura

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    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

THREE IS THE MAGIC NUMBER

Quando si hanno a disposizione una manciata di giorni bisogna stare attenti a gestire il tempo. Faccio tutto e tanto o riduco le visite? Bella domanda. Ci casco sempre in questo dubbio amletico, ma ho trovato il modo di “ingannare” quel dover ridimensionare le cose che tanto mettono ansia. Il trucco? Stilare il programma base con le cose principali a cui proprio non si può rinunciare e ad ogni giorno aggiungere alcuni extra. Ecco. Alcuni. Non 4/5 come faccio io. Ma siccome “abbondare è meglio che elemosinare”, ci vado giù pesante. Però vi assicuro che almeno 1/2 extra si riescono a fare. Un buon compromesso tra il “tutto” e il “niente”. I miei 3 giorni sono ricaduti sulla mia tanto attesa Firenze. Arrivarci è stato un incubo: tra malanni e treni soppressi, finalmente dopo anni ce l’ho fatta. La culla del Rinascimento. La culla dell’arte italiana. Chi, come me, è appassionato di tutto ciò non può sottrarsi al suo fascino.

GIORNO 1

Prossima fermata “Firenze Santa Maria Novella”. Quando scendo dal treno ad aspettarmi c’è un sole spettacolare. E sul volto mi si stampa un sorriso a 32 denti. Di corsa a lanciare la valigia in hotel e si parte! Se pensi a Firenze non puoi non fare riferimento al maestoso Duomo. Con la sua cupola (e le sue infinite scale che ti portano alla cima). Il tempo non è molto, la giornata è quasi volta al termine ma respirare una nuova aria, ti fa sentire pronto a nuove scoperte. C'è tempo per una scappatina veloce per le vie del centro fino a Piazza della Signoria e domani si ricomincia

GIORNO 2

La giornata inizia con la tappa al famoso cinghiale, e chi ci rinuncia a mettere la monetina tra le fauci spalancate: sia mai che ci regala una gioia! E dopo aver sperato è pregato qualsiasi Dio e divinità, parto alla ricerca del Ponte Vecchio. Un semplice ponte che però riesce a mettere un senso di serenità incredibile. Nonostante la confusione data dalla folla di turisti che si fermano a fare foto o a vedere le famosissime, e costosissime, botteghe artigianali. Dal lato opposto del fiume c’è uno dei miei luoghi preferiti di questa città: Piazzale Michelangelo. Una vista mozzafiato. Anche se probabilmente già sarete a corto di fiato dopo aver percorso le scalinate per raggiungerla. Oppure se volete, potete fare una mini pausa al giardino botanico (ingresso gratuito) lungo la scalinata.

GIORNO 3

Parliamoci chiaro, Firenze è Uffizi. Potrei stare qui ore a parlare di quanto sia ricco di storia e di cultura, di quanto una volta dentro non pensi di essere solo in un museo poichè ti appaiono davanti agli occhi i volti di coloro che scappavano in tempo di guerra (percorrendo il famoso "percorso Vasariano", visitabile con guida privata) . Ma eviterò tutto ciò perché sono certa che non mancherete nel visitarlo. Una buona combinazione è riuscire a prenotare anche la visita ai passaggi segreti. Purtroppo a causa delle tempistiche molto ristrette (i tour non vi sono tutti i giorni e a tutte le ore), non sono riuscita ad andarci. Ma non mancherà occasione, possa essere anche il solo motivo per cui debba tornare nel capoluogo toscano. Il mio consiglio è di non fare troppi calcoli a livello di orari. Purtroppo quando si è all'interno di un museo il tempo corre e diventa difficile organizzarsi. Molti dicono di trascorrere un giorno intero, altri un'ora. Secondo me bisogna calcolare sempre almeno 2/3 ore. A prescindere o meno dall'interesse verso essi. Dico tutto ciò perché secondo me una buona soluzione per visitare il museo è giorno della partenza (sperando che partiate nel pomeriggio) o il giorno dell'arrivo (sperando che arriviate al mattino). E se così non fosse, gestite meglio il secondo giorno (direi che il discorso non fa una piega)! Esattamente il mio caso poiché a metà pomeriggio avevo il treno che mi riportava verso casa. Lontana da Firenze. Ma soprattutto dal Rinascimento. Quanto avrei voluto vivere in quel periodo Ma siamo nel 2019 e quindi via le carrozze e godiamoci gli aerei che ci porteranno verso la nuova destinazione!

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