Volga Raid

Viaggio in moto nell'agosto del 2012 nei paesi dell'Est-Europa, in particolar modo la Russia, percorrendo il fiume Volga
 
Partenza il: 03/08/2012
Ritorno il: 29/08/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

3 agosto 2012: Italia → Lubiana (Slovenia)

Erano mesi ormai che aspettavo questo momento, contavo i giorni, le ore, i minuti e finalmente: eccoci!

Partiamo per il nostro viaggio alla scoperta della Russia, condotti dalla nostra Super Tenéré XT1200Z.

Per tre settimane e mezzo niente lavoro e stress vari! Uauuuuuuuuuuu!

I preparativi sono iniziati un po’ di mesi fa: infatti i tempi per il visto (€ 110,00 compreso di un’assicurazione) sono lunghi, quindi abbiamo inviato per tempo i nostri passaporti al Consolato Russo di Milano.

Inoltre, ci siamo assicurati on-line con la Mondial Assistance (€ 86,60 per un mese per due persone) in caso avessimo bisogno di cure mediche durante il viaggio.

Sotto il sole cocente del pomeriggio iniziamo a percorrere i primi chilometri verso l’est Europa.

L’autostrada è trafficata e molti ci guardano un po’ sbalorditi dal nostro equipaggiamento: due valigie laterali più il bauletto dietro di me e una borsa da serbatoio J, attrezzatissimi per intraprendere la nostra avventura.

Sul parabrezza interno della moto abbiamo appeso l’alfabeto cirillico con l’equivalente di ogni lettera dell’alfabeto latino: ci servirà per leggere i cartelli stradali in Ucraina ed in Russia.

Ci fermiamo in autogrill solo per acquistare la vinjeta (€ 7,50 per motocicli, durata 7 giorni) per percorrere le autostrade slovene.

Attraversiamo la frontiera verso le 20.00 e giungiamo a Lubiana verso le 21.30.

Primo intoppo: scendendo dalla moto mal parcheggiata, la moto mi cade addosso e,mentre laTenéré non si fa niente, io mi ritrovo con il polpaccio destro pieno di lividi L uf!

Comunque raggiungiamo il nostro primo albergo presso il “Ljubljana Resort Hotel & Camping” (€ 58,00 per una doppia) e, dopo una doccia calda e un’ottima cena presso il ristorante del camping (€33,70), ci addormentiamo cullati dal ticchettio della pioggia.

Questa prima tappa del viaggio è stata di circa 300 km, percorsi in 4 ore considerate le varie fermate.

4 agosto 2012: Lubiana (Slovenia) → Tokaji (Ungheria)

L’indomani, di prima mattina, dopo colazione, asciughiamo la XT e ripartiamo.

L’autostrada attraversa montagne e colline che sembrano cartoline, e poco dopo il paesaggio diventa pianeggiante.

Non mi accorgo nemmeno quando attraversiamo il confine con l’Ungheria, oramai non esistono più frontiere: meglio così!

Ci fermiamo in una sorta di ristorante-autogrill per acquistare il ticket per viaggiare sulle autostrade ungheresi (€ 12,50 per motocicli, durata 7 giorni).

Secondo intoppo: mentre percorriamo il primo tratto di autostrada ungherese, una delle nostre borse Amphibious, contente le nostre scarpe, si sgancia da una delle valige laterali e viene trascinata per un bel po’ sull’asfalto a forte velocità.

Fortunatamente resta appesa ad un paio di ganci e non si rompe, per cui le nostre scarpe sono salve, solo dei buchi (che tappiamo con del nastro adesivo) ci ricordano che la prossima volta dobbiamo agganciarla più saldamente.

Ci fermiamo un paio di volte per fare benzina (durante una sosta-benzina la nostra moto viene “aggredita” da una mantide religiosa gialla) e poi facciamo una piccola deviazione verso il lago Balaton, il cosiddetto mare degli ungheresi: si trova nell’Ungheria occidentale ed è il più grande lago dell’Europa centrale; la sua lunghezza massima è di 79 km e la larghezza massima di 13 km; la superficie è di 594 km².

Le cittadine che attraversiamo sul lungo lago sono molto caratteristiche, ovviamente ordinate e con i lampioni adornati di coloratissimi gerani parigini rossi, rosa e bianchi.

Inoltre, da questo momento in poi, vedremo qualche camino e molti pali della luce abitati da enormi nidi di cicogne, un’immagine che mi appare molto poetica e antica.

Le piccole spiagge sassose pullulano di bagnanti accaldati: anche noi scendiamo dalla moto per ammirare questo enorme specchio d’acqua limpidissimo e per rinfrescarci un po’. Infatti fa caldissimo, ci saranno 40°!

Ripartiamo e facciamo un’altra piccola deviazione che ci permette di ammirare la bellissima Budapest, la capitale ungherese che sorge lungo le rive del bel Danubio blù.

Budapest è una maestosa ed elegante città formata da Buda e Pest, divise dallo scorrere del fiume Danubio.

E’ un capitale nello stile dell’antica mitteleuropa.

L’Ungheria ha quasi 10 milioni di abitanti, 2 milioni e mezzo dei quali vivono a Budapest.

Con la nostra Super Tenéré gironzoliamo agilmente per le strade del centro afoso e fotografiamo gli splendidi palazzi ottocenteschi che sorgono sul lungo fiume e nel centro città.

Ammiriamo il maestoso Parlamento, attraversiamo il Ponte delle Catene, circumnavighiamo la Piazza degli Eroi con il suo Monumento del Millenario, fotografiamo il Teatro dell’Opera e il Palazzo reale.

Sicuramente Budapest merita una visita più approfondita.

Riprendiamo il nostro cammino. Fa veramente molto caldo e l’uscita da Budapest non è semplicissima considerati i numerosi semafori che, dispettosamente, diventano rossi ad ogni nostro avvicinamento.

Giungiamo nel tardo pomeriggio a Tokaji, zona collinare ungherese famosissima in tutto il mondo per il suo vino liquoroso.

Dopo esserci sistemati nell’unico albergo della cittadina, uno squallido palazzone verde pisello che rovina la vista della cittadina (in stile ex-comunista, più o meno rimodernato, l’hotel Tokaj costa circa € 22,00 per una doppia), decidiamo di fare un giro turistico sul trenino, sperando che ci porti a visitare qualche piccolo vigneto con la sua cantina.

Purtroppo ciò non avviene, ma ci serve comunque per rilassarci un po’ e per goderci una panoramica generale della città.

Scesi dal trenino, ci incamminiamo verso il centro della città e lì vediamo la cantina più antica e importante della zona, quella della famiglia Rakoczi-Pince.

Decidiamo di visitare la cantina sotterranea e, nel biglietto, è compresa la degustazione di sei tipi di vino di diverse annate.

Ci viene spiegato che gli acini ammuffiti dei grappoli vengono raccolti a mano e che vengono lasciati fermentare senza pressatura.

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