Viaggio di nozze in Giappone…tra sogno e realtà!

Io e mio marito siamo figli dei mitici anni 70 e siamo cresciuti a pane e cartoni animati giapponesi, così andare in Giappone in viaggio di nozze ci è sembrata la realizzazione di un sogno…e così è stato! Quindici giorni indimenticabili, sotto il rosa dei ciliegi in fiore. Siamo partiti il 31 marzo da Milano Linate, con un volo KLM che...
Scritto da: pucca79
viaggio di nozze in giappone…tra sogno e realtà!
Partenza il: 31/03/2009
Ritorno il: 14/04/2009
Viaggiatori: in coppia

Io e mio marito siamo figli dei mitici anni 70 e siamo cresciuti a pane e cartoni animati giapponesi, così andare in Giappone in viaggio di nozze ci è sembrata la realizzazione di un sogno…E così è stato! Quindici giorni indimenticabili, sotto il rosa dei ciliegi in fiore.

Siamo partiti il 31 marzo da Milano Linate, con un volo KLM che prevedeva una sosta di un paio di ore ad Amsterdam e siamo arrivati a Tokyo, puntualissimi, l’1 aprile verso le 10 del mattino. Dopo un po’ di coda per le pratiche di ingresso (ritiro del visto e rilevazione di impronte digitali e foto) abbiamo ritirato i bagagli e abbiamo attraversato la dogana.

La prima cosa che abbiamo fatto è stato cambiare il voucher del Japan Rail Pass che avevamo acquistato via Internet qualche mese prima. (Lo abbiamo ordinato tramite l’agenzia “My bus” inglese, perché le agenzie italiane erano più care…Tra spedizione e biglietti abbiamo risparmiato una cinquantina di euro).

C’è da dire che il Giappone è un paese a prova di turista. Tutto è dove deve essere e dove ti aspetti che sia, e tutto funziona alla perfezione. La signorina impiegata nell’ufficio della JR ci ha gentilmente prenotato i posti sul Narita Express per Tokyo e così ci siamo avviati ai binari. Inizia ufficialmente il nostro viaggio!!! 1 aprile: Tokyo. Per prima cosa ci siamo diretti all’albergo, per lasciare i nostri bagagli. Abbiamo cercato di portarne il meno possibile, ma non ci siamo riusciti…Gli spostamenti lunghi sono risultati perciò un po’ trafficosi, perché i giapponesi viaggiano leggeri e nei treni non sono attrezzati per bagagli voluminosi. Nonostante questo abbiamo viaggiato bene! L’albergo era situato a Ueno, una delle zone più carine di Tokyo. Abbiamo alloggiato all’Oak Hotel (circa 7500 yen a notte. Accettano carte di credito). Le stanze sono un po’ piccoline, stile occidentale, ma pulitissime e con tutti i confort. Anche la rete via cavo gratis, chiedendo il modem alla reception. Sicuramente una valida sistemazione, anche per la sua posizione vicina alla stazione (15 minuti a piedi) e a vari minimarket aperti 24 ore su 24, dove è possibile prelevare dagli ATM. Lasciati i bagagli siamo andati a pranzo in un ristorante li vicino. Aveva la macchinetta self-service con le foto dei piatti così, una volta scelta la pietanza, mettevi i soldi e ricevevi un fogliettino da dare al bancone! Io ho preso una cotoletta di maiale, riso in bianco, un po’ di tofu e la zuppa di miso, mentre Damiano ha preso una fettina di maiale con una strana salsetta e un uovo non molto fritto accanto, riso, tofu e miso. Buono, meno di 15 euro in tutto! Dopo il pranzo siamo andati al mercato di Ameyoko, un ex mercato nero vicino alla stazione dove vendevano di tutto, dalle borse italiane ai pesci essiccati! Da vedere.

Prima di rientrare in albergo abbiamo passeggiato per il parco di Ueno. Uno spettacolo…I ciliegi tutti fioriti, e sotto gli alberi tanti teli azzurri…I giappi si preparavano per festeggiare l’hanami. All’interno del parco c’è anche un laghetto, ed è possibile noleggiare una barchetta-cigno-pedalò per fare un giro. Mezz’ora 700 yen.

Verso le 21 siamo rientrati in albergo, stanchissimi anche per via del fuso, abbiamo saltato la cena e siamo andati subito a letto.

2 aprile: Mitaka – Tokyo. Nella mattinata siamo andati a Mitaka, appena fuori Tokyo, per visitare il Museo Ghibli. Un’esperienza da vivere attraverso i tuoi occhi…Come dice il gran maestro Miyazaki. Non poteva mancare lo shopping nel negozio del museo, e ovviamente adesso abbiamo un Totoro in soggiorno! Per pranzo abbiamo comprato dei bento, mitici pranzi in scatola, e abbiamo cercato un posticino nel parco di Inokashira, adiacente al museo. Li ci ha fermato un gruppo di giapponesi e saputo che eravamo in viaggio di nozze hanno voluto una foto con noi! Prima di rientrare a Tokyo abbiamo passeggiato per il centro di Mitaka. Quello che ci ha colpito, in genere, in tutte le città del Giappone che abbiamo visto è stata la pulizia. Non si trova una cartina gettata per terra. In realtà a Tokyo abbiamo avuto difficoltà a trovare anche i cestini dove buttare le cartine, e spesso ce le siamo trasportate nello zaino tutto il giorno.

Nel pomeriggio siamo stati ad Akihabara, la città elettrica, il quartiere dell’elettronica. Devo dire però che non ho trovato grande convenienza di prezzi rispetto all’Italia. Più o meno equivalenti. La sera siamo stati a Ginza, e abbiamo cenato in un locale sotto i binari della Yamanote. Il posto era molto carino, ma anche caro rispetto agli altri. E’ stato il posto dove abbiamo speso di più per mangiare, circa 25 euro a testa. Abbiamo preso fettine di pancetta da arrostire al centro del tavolo, e chijimi, specie di frittatine un po’ piccanti con pesce e verdure.

3 aprile: Nikko – Tokyo. Di buon mattino ci siamo diretti alla stazione per prendere lo Shinkansen per Utsunomiya. Da li si prende la Nikko Line (sempre JR) che porta diretti alla stazione di Nikko. Siamo arrivati poco dopo le 10. Dalla stazione una strada con tanti negozietti di souvenir porta al ponte Shinkyo, un bellissimo ponte rosso di legno sul fiume Daiya. Di fronte al ponte un sentiero conduce al complesso dei templi. Per vederli tutti ci sono volute più o meno 5 ore… Un biglietto cumulativo di circa 1000 yen permette di visitare il Tosho-gu, dove si possono ammirare le famosissime tre scimmiette, il Rinno-ji, che ospita due statue della dea Kannon e una statua del Buddha Amida, e diversi altri templi. Ovviamente nei templi si entra senza scarpe, non so quante volte le abbiamo dovute togliere!! Vicino al Tosho-gu c’è una zona ristoro e c’è un chioschetto che vende soba e udon. Io ho preso i Tororo-Udon…Bleah…Gli udon erano buoni, ma avevano come topping qualcosa di schiumoso e molliccio, che ho scoperto dopo essere patata dolce grattugiata. Damiano ha preso gli udon alle erbe di montagna, una buona scelta! (In più ha mangiato anche il mio Tororo!). Un altro chioschetto vendeva niku-man, fagottini cotti al vapore ripieni di verdure e carne di maiale. Il complesso di templi chiude verso le 16.30.



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