Odori di Provenza e sapori di Linguadoca

Breve gita nel sud della Francia, affascinate e variegato territorio
Scritto da: sermed
odori di provenza e sapori di linguadoca
Partenza il: 15/06/2016
Ritorno il: 19/06/2016
Viaggiatori: 6
Spesa: 500 €

Pensi alla Provenza e magicamente un profumo intenso di lavanda pervade l’aria. Magicamente anche i vestiti odorano di lavanda. I piatti odorano di lavanda, il cibo odora di lavanda, il cane odora di lavanda, la cesta dei panni sporchi odora di lavanda… Va bene, ci siamo capiti, quest’anno andiamo in Lavanda (ops! volevo dire in Provenza). Partiamo quindi alla scoperta di questo affascinante e variegato territorio.

1° giorno, mercoledì 15 giugno – Itinerario: Catania – Marsiglia – Aix en Provence (km 98)

Due anni dopo la gitarella a Madrid e dintorni (vedi diario precedente) ci ritroviamo con Massimo & Marilù (M&M) per questa nuova avventura in terra di Francia (noi siamo in quattro: Sergio & Letizia + Morena & Giorgia di 10 e 7 anni). Il volo è in orario e atterriamo a Marsiglia alle 14 dopo due ore di volo tranquillo: le previsioni meteo per il sud della Francia non erano delle migliori, ma un sole caldo e accecante ci accoglie appena usciti dal terminal MP2! L’agenzia di noleggio Enterprise è proprio di fronte al terminal principale, ma ci fanno attendere una mezzoretta perché l’auto non è stata ancora riconsegnata! Finalmente ecco arrivare la nostra macchina, una Citroen Grand C4 da 7 posti. Commentiamo entusiasti quanto sia spaziosa questa macchina, quanti vani portaoggetti, due prese usb, ma qualcosa non torna… e ci credo che è spaziosa: manca la leva del cambio! e soprattutto niente pedale frizione e nemmeno freno a mano! Speriamo bene, l’auto ha il cambio automatico e ciò crea qualche iniziale imbarazzo alla guida, ma fortunatamente, dopo “soltanto” un paio di brusche frenate involontarie, tutto fila liscio: ci muoviamo!

Il pomeriggio lo passiamo a Marsiglia: tanti coloratissimi tifosi albanesi animano la stazione Saint Charles, in stile liberty, giunti in città per sostenere la propria nazionale impegnata contro i padroni di casa nella partita di calcio di Euro 2016 che si disputerà al nuovo Stadio Velodrome. A noi però interessa il vicino palazzo Longchamp sede di alcuni musei, poi la chiesa neogotica di Saint Vincent e la panoramica basilica di Notre Dame de la Garde. Scendiamo anche al vecchio porto mentre frotte di tifosi si accalcano nei locali che servono birre a fiumi e un po’ intimoriti dai recenti scontri tra tifoserie proprio a Marsiglia, rinunciamo alla visita anche della zona del porto nuovo: peccato, eravamo stati a Marsiglia nel 2011 e la zona dei docks era tutta un cantiere, sarebbe stato bello vederla nella nuovissima veste, ma ci accontentiamo della panoramica offerta dall’alto della basilica di Notre Dame de la Garde.

Prendiamo l’autostrada in direzione nord verso Aix dove abbiamo prenotato due stanze all’Ibis Budget (quadrupla € 53 e colazione €16 per due adulti e due bambini). In verità quest’hotel non è propriamente ad Aix e nemmeno nella sua immediata periferia ma gli hotel in centro hanno costi veramente proibitivi per le nostre tasche. L’Ibis però risulta pulito e con un letto a castello ideale per le bimbe. Comodissimo anche il supermercato proprio accanto all’hotel. Siamo ad Aix en Provence e non ci facciamo un giretto? Dobbiamo anche cenare e la scelta ricade in uno dei tantissimi localini in centro (più precisamente il Chez Nous Restaurant) vicino a place de la Mairie, quella con la tour de l’Horloge. E qui iniziamo a fare i conti con la cucina francese: le bimbe scelgono una pizza (praticamente mangeranno pizza per quasi tutto il viaggio!), M&M due “salatissime” caesar salad (16€ ciascuna) e poi la genialata di mia moglie che ordina una insalata di calamari: alla fine portano un piattone con un mezzo kilo di lattuga verde e rossa dove disperse ci sono due patate bollite con ancora la buccia, e agli angoli del piatto quattro polpette nere. E dove sono i calamari? Assaggiamo timidamente le polpette nere e informi che risultano tiepide e mollicce (bleah!) al vago sapore di calamaro: decisamente immangiabili! Andiamo a letto che è meglio.

2° giorno, giovedi 16 giugno – Itinerario: Aix en Provence – Lourmarin – Roussillon – Gordes e abbazia di Senanque – L’isle sur la Sorgue – Avignone (km 168)

La giornata di oggi è dedicata ai paesini del Luberon purtroppo un po’ di pioggia ci accompagnerà a sprazzi per tutta la mattina e quindi rinunciamo da subito all’escursione al Colorado Provenzale di Rustrel. Prima tappa dunque il grazioso paesino di Lourmarin: parcheggiamo e scendiamo con tutto l’ambaradan di attrezzature fotografiche avviandoci verso la chiesetta del paese… mmh me la ricordavo diversa dalle foto, anche la totale assenza di turisti mi rende perplesso, e perché le persone ci guardano come se non avessero mai visto un turista in vita loro? Un dubbio atroce emerge dal subconscio e si fa strada nella mente: non è che abbiamo sbagliato paese? Cerchiamo di capire dove siamo capitati e finalmente la verità viene a galla: effettivamente non siamo a Lourmarin ma nel ridente (si fa per dire) paesello di Cadenet, a circa 5 km dalla nostra meta… Ci rimettiamo in marcia e finalmente parcheggiamo sotto il castello del vero Lourmarin. Ovunque piante rampicanti nelle stradine strette, e i tanti negozietti che offrono non solo lavanda ma anche stoffe e manufatti artigianali locali, ci fanno assaporare la vera essenza provenzale che nelle grandi città non si avverte. Qualche minuto per le bimbe nel parco giochi li vicino e via di corsa verso Roussillon.

Un acquazzone condito da lampi e tuoni ci fa compagnia per tutto il tragitto fino all’ingresso del paese dove magicamente fa capolino un timido sole (ogni tanto un po’ di fortuna ci vuole!). Di Roussillon colpiscono soprattutto i colori delle case: tonalità che vanno dal giallo intenso all’arancio e al rosso sono gli stessi colori che si trovano nello sperone roccioso sottostante e da dove si ricavano le ocre utilizzate fin dall’antichità come pigmenti. Inutile dire che le foto si sprecano, certo ci fosse stato un bel sole… ma almeno non piove.

Lasciato Roussillon ci dirigiamo a Gordes e per fortuna abbiamo messo le cinture di sicurezza perché rischiamo tutti e sei un bel colpo di frusta quando Massimo inchioda per fotografare un campo di lavanda, seguono subito risate e sfottò e anche maledizioni al cambio automatico. In verità in questo periodo la fioritura è agli inizi e nei filari ordinati prevale il verde delle foglie: poco male il viola magari lo aggiungiamo dopo con il Photoshop!



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