Inverno provenzale

Viaggio in una Provenza insolita e tranquilla, fra colori e suggestioni invernali
Scritto da: letisutpc
inverno provenzale
Partenza il: 21/01/2020
Ritorno il: 28/01/2020
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Provenza perché: dovendo cercare una località non troppo fredda, non troppo lontana e soprattutto non ancora visitata, la nostra scelta cade su Marsiglia, punto di partenza perfetto anche per spostamenti verso la vicina Provenza.

Quando: 21-28 gennaio 2020;

Itinerario: Marsiglia – Aix-en-Provence – Avignone – Arles;

Organizzazione: volo Ryanair Bologna-Marsiglia +appartamento (Booking) prenotati a novembre;

Guide utilizzate: questa volta non ne abbiamo comprate, limitandoci a consultare la Lonely Planet Francia meridionale del 2015. Tutte le altre informazioni le abbiamo trovate sul web. La descrizione di “Una settimana in Provenza e Camargue”, contenuta nel blog Viaggi di Lorenzo Taccioli ci ha fornito informazioni precise e dettagliate sia dal punto di vista logistico che da quello storico-artistico sulle località che volevamo visitare: grazie Lorenzo!

La lettura di “Marsiglia: ritratto di una città di David Crackanthorpe, avvenuta al ritorno dal viaggio, è stato un modo per approfondire la conoscenza di questa città ricca di fascino e sorprese. Bene, a questo punto non ci resta che partire!

21 gennaio

Dopo un volo di poco più di 1 ora eccoci nel piccolo aeroporto di Marsiglia. Per raggiungere la città prendiamo la navetta (n. 91) che passa ogni 15 minuti. Il prezzo del biglietto di a/r è di 16 € a persona. Il biglietto va acquistato alla biglietteria ubicata fra il terminal 1 e il terminal 2. Il viaggio per raggiungere Marsiglia è di circa 30 minuti, a seconda del traffico. La navetta si ferma alla gare routière dietro St. Charles, la bella stazione cittadina a due passi dall’Università. Per raggiungere il nostro appartamento abbiamo 2 opzioni: metro o a piedi. Noi scegliamo la seconda, per poter cominciare a conoscere la città. A dire il vero la zona vicino alla stazione non è particolarmente interessante, ma la strada è in discesa e dopo circa 10 minuti incrociamo la Canebière, l’arteria principale di Marsiglia, in parte pedonalizzata. Il nostro appartamento è su Rue Saint Ferreol, una delle vie dello shopping, a due passi da tutto, Porto vecchio, metro, autobus e negozi. Evviva, ancora una volta abbiamo scelto bene! L’appartamento è minuscolo ma funzionale e ben attrezzato, ma soprattutto sotto casa abbiamo la boulangeriè/patisserie “La mie Caline”, dove compriamo subito due mega panini con cui pranzare. Una volta rifocillati usciamo a fare un po’ di spesa al vicino Monoprix, poi ci spostiamo in direzione del porto, imbattendoci subito nella Ombrière, l’enorme pensilina col tetto a specchio disegnata da Norman Foster. Ci incamminiamo verso la riva sinistra, o meglio la Rive Neuve. Si può passeggiare sul quai del porto oppure sul marciapiede su cui si affacciano tanti locali, soprattutto pub. Noi puntiamo in direzione del Fort Saint Nicolas, a cui fa riscontro, sull’altra riva, il Fort Saint Jean: entrambi i forti sono stati costruiti per proteggere la città dalle numerose incursioni via mare, molto frequenti nei secoli passati. Alzando la testa ecco l’imponente Basilica di St. Marie de la Garde che sovrasta e protegge la città. A lei ci dedicheremo senz’altro nei prossimi giorni. Anche se nessun marsigliese indossa berretto o guanti, per noi fa abbastanza freddo; il vento sferzante ci invoglia a fermarci prima in una libreria in stile marinaro con tanti bei libri su Marsiglia, poi alla saponeria de la Licorne. Ci aggiriamo per le stradine tranquille e silenziose, in gran parte ancora addobbate per il Natale. Forse a causa della camminata “ventosa”, all’improvviso ci assale una gran stanchezza. In effetti siamo svegli dall’alba, quindi decidiamo di comprare una baguette e di mangiarcela a casa, innaffiandola con una bella bottiglia di sidro: come cena non è il massimo, però è tanto francese!

22 gennaio

Quando la giornata inizia con 2 bei croissant caldi è sempre una buona giornata! Decidiamo di rimanere a Marsiglia, dedicandoci alla zona che comprende la parte destra del porto e Le Panier, a quanto pare il quartiere più tipico della città. Anche su questo lato è tutto un susseguirsi di ristorantini, quasi tutti aperti, nonostante la stagione. Sulla Grand Rue ci troviamo davanti l’imponente Hotel Dieu, un tempo ospedale oggi riconvertito ad hotel di lusso. Quasi di fronte l’Hotel de Ville, che vedremo meglio al ritorno. Ci inerpichiamo per le stradine strette e ripide del quartiere, dove le porte azzurre si alternano ad una street art bella e colorata. Il punto più alto del quartiere è Place des Moulins: un tempo se ne contavano più di 40, di mulini a vento, adesso dovrebbero esserne rimasti 2 ma noi riusciamo a scorgerne uno solo, inglobato in una abitazione. Scendiamo verso la Vieille Charitè, antico ospedale dei poveri divenuto polo museale: fu grazie a Le Corbusier, a Marsiglia per la costruzione della Citè radieuse, che questa struttura fu salvata dalla demolizione, negli anni 50. E meno male!!!! Dopo un controllo di zaino e borsa possiamo entrare nel cortile, dove spicca un’enorme cappella in stile barocco e il grande edificio con portici color terra di Siena che ospita 2 musei, quello di Archeologie mediterraneenne e di Arts africains, oceaniens et amerindiens. Lasciamo che siano le scolaresche a visitarli, noi preferiamo scendere verso la maestosa Nouvelle major, l’enorme cattedrale in stile romanico bizantino che si affaccia sul mare. Nonostante i lavori di ristrutturazione, riusciamo comunque ad entrare per una visita ed un po’ di riparo dal vento micidiale. Quando usciamo ci si para davanti un paesaggio ultra moderno. Da sinistra il museo Regards de Provence, che ha sede dove sorgeva la stazione sanitaria marittima e mantiene la sua antica vocazione ospitando mostre sulle malattie. Segue la Ville Mediterranee, progettata dall’architetto italiano Stefano Boeri ed infine il Mucem, museo dedicato alle culture del Mediterraneo, dall’originale pensilina che sembra ricamata, opera dell’architetto Rudi Ricciotti. Completa la scenografia un’enorme ruota panoramica: la stanno montando o smontando? Al momento non si capisce…

Non abbiamo intenzione di visitare niente, ma entriamo comunque al Mucem in cerca di un po’ di tepore e di un caffè caldo. Sarà la stagione invernale, ma ci sembra che questi nuovi musei, oltre che da una mirabolante architettura super moderna siano accomunati da un’altra cosa: la mancanza di visitatori! Dalla terrazza al 3° piano attraversiamo un ponte pedonale che ci porta al Fort St. Jean, dove si trova il J 4, la 2^ sede espositiva del Mucem (J sta per Joliette, 4 il numero di hangar per i viaggiatori sbarcati a Marsiglia). Noi visitiamo la cittadella e percorriamo il chemin de ronde lungo i bastioni, per poi salire sul punto più alto, la Tour du Roi Renè, da dove la vista è super panoramica. Grazie a provvidenziali scalette, in breve ci ritroviamo lungo la riva del porto da cui siamo partiti stamani. Dopo aver sbirciato fra i vari ristorantini, ritorniamo all’interno del quartiere per vedere il lato A dell’hotel de Ville, a cui fanno da guardia un toro e un leone super imponenti. Dietro il municipio la Maison Diamantée, versione francese del nostro Palazzo dei Diamanti di Ferrara che, ci perdonino i francesi, è di gran lunga più bello e meglio conservato. Pare che nel mondo ne esistano solo 7 di edifici con questa struttura. Ripercorrendo la Gran rue, ci fermiamo a mangiare un cuscus in un ristorantino che avevamo adocchiato stamattina. Di fronte, l’Hotel de Cabre, l’edificio marsigliese più antico in assoluto (1535), conservato malissimo, però! Con l’ampliamento della Grand Rue avvenuto negli anni 50, pare che questa casa venne letteralmente sollevata, girata di 90° e riposizionata su nuove fondamenta. Incredibile, vero? Tornando verso il centro entriamo nel Centre Bourse, centro commerciale alle cui spalle c’è il museo di storia di Marsiglia antica: nel suo Jardin des vestiges, sono visibili gli unici resti di epoca greco-romana presenti a Marsiglia, ovvero le rovine dell’arsenale romano e dei bastioni greci. Riserveremo la visita al centro commerciale ad una giornata di pioggia, tanto prima o poi capiterà… Torniamo sulla Canebière dove vogliamo visitare l’Alcazar, un tempo teatro di varietà dove si esibirono i grandi Maurice Chevalier e Yves Montand, oggi biblioteca municipale e regionale. Voglio proprio vedere come sono sistemati i colleghi d’oltralpe! Stanno proprio bene, direi! Siccome non voglio ammorbare nessuno con considerazioni da bibliotecaria dico solo che in questo campo i cugini sono più avanti di noi, e di tanto. Unica cosa che stona, ma che è purtroppo necessaria, i controlli al metal detector, ma ça va sans dire…



    Commenti

    Lascia un commento

    Aix-en-Provence: leggi gli altri diari di viaggio