MOIEN, Lussemburgo vi saluta

Tre giorni in giro per la città di Lussemburgo.
Scritto da: dodi62
moien, lussemburgo vi saluta
Partenza il: 15/11/2019
Ritorno il: 18/11/2019
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Usciamo dall’ascensore e facciamo un giretto di questo antico quartiere di artigiani, percorriamo un breve tratto di mura passando sul ponticiattolo delle due torri. Tutto molto pittoresco! Torniamo di nuovo alla città alta con lo stesso ascensore. Il freddo è notevole e la stanchezza si fa sentire, vuoi per il viaggio, vuoi per la settimana di lavoro, quindi decidiamo di sfruttare un po’ la camera d’albergo comoda, spaziosa e luminosa. In camera intanto scegliamo il ristorante per la cena. Oggi è il mio compleanno e mia figlia ci tiene a non sbagliare. Si è fatta consigliare e adesso cerca di prenotare in un ristorante tipico lussemburghese a Clausen, quartiere della parte bassa della città, confinante con il Pfaffenthal in cui ci trovavamo prima. Alle sei, quando le rispondono al telefono, sente la gente che già è ai tavoli e ordina da mangiare. Si sa che nei paesi del nord europa gli orari dei pasti sono anticipati rispetto all’Italia. Propongo di andare a piedi al ristorante, perché ho un po’ di confusione in testa riguardo alla dislocazione dei vari luoghi della città. Sono del parere che se ci si sposta in bus non ci si fa la mappa mentale della città. E secondo me si inizia a godere veramente di una località nuova soltanto nel momento in cui ci si comincia a orientare.

Lussemburgo non è facilmente intuibile, perché essendo costruita su una rupe non ha molte linee rette e i quartieri possono essere un po’ più a nord ma non proprio o un po’ più giù o del tutto sotto ma da una parte o dall’altra della rupe…

Attraversando a piedi il centro arriviamo alla montée de Clausen che scende giù a Clausen, dove si trova il nostro ristorante, Mousel’s Cantine. Lì trascorriamo una piacevole serata. Il luogo è accogliente, stile stube altoatesina, assaggiamo piatti tipici come kniddelen speck kachkeis, kniddelen wainzossiss, jambon chaud de porcelet, wainzossiss…, le porzioni come sempre a Lussemburgo sono abbondanti, l’atmosfera è calda e rilassante. Quando usciamo dal ristorante mia figlia ci mostra le Rive di Clausen, un vecchio birrificio che è stato trasformato in zona movida. Sembra tutto ben organizzato con parcheggio, vigilanza e bus navetta. Decidiamo di accompagnare mia figlia che deve raggiungere gli amici ad un locale del Grund. Percorriamo quindi Clausen osservando la parete rocciosa che ci sovrasta alla nostra destra e ci troviamo al Grund, pittoresco villaggio medievale attraversato dall’Alzette e anch’esso ricco di attrazioni serali. Io e mio marito prendiamo un ascensore, attualmente in servizio fino alle due di notte, che ci riporta su, al Plateau du Saint-Esprit, nella Cité Giudiciaire. E da lì torniamo a piedi in albergo.

L’indomani mattina, nella speranza che l’aria si riscaldi un po’, usciamo verso le 10 per andare a fare colazione in centro al Caffè Torino. In questo esercizio si parla italiano senza problemi e la colazione è buona. Noi, incuriositi dall’elegante scala, andiamo al piano superiore e approfittiamo della possibilità di consumare la colazione nella sala ristorante dotata di vetrata sulla cucina, dove già il cuoco è all’opera. Poi gironzoliamo un po’, siamo vicino alla chiesa dei Cappuccini e il teatro dei Cappuccini, arriviamo in place Guillaume II dove troviamo il mercato dei produttori locali, come ogni sabato mattina. Intanto ci raggiunge nostra figlia e insieme andiamo a visitare la cattedrale di Notre Dame, che apprezziamo tanto. Vorremmo entrare alla Biblioteca Nazionale che si trova lì accanto, ma purtroppo oggi è chiusa. Attraversiamo il trafficatissimo viale Roosevelt per andare in Place de la Constitution, costruita sul bastione Bock e riconoscibile per la colonna con la statua dorata della Gelle Fra. Purtroppo, a causa dei lavori per la sistemazione delle casette natalizie ci viene impedito l’ingresso a questo stupendo balcone da cui avremmo voluto godere dell’eccezionale decantata vista sull’antica cittadella sottostante. La ruota panoramica fa già mostra di sé, anche se ancora ferma. Ma ci rifacciamo percorrendo lo Chemin de la Corniche, il viale lungo gli antichi bastioni della città dichiarato patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, dal quale ci sbizzarriamo a fare foto artistiche alla città bassa.

Il freddo pungente ci spinge a tornare da Exxi per un pranzo caldo, sperando che le prime ore pomeridiane siano più favorevoli per la passeggiata giù lungo la vallée de la Petrusse che è nel nostro programma.

Il Park de la Petrusse è una zona verde che la gente del luogo usa per fare passeggiate, per rilassarsi e per praticare sport all’aria aperta. Il piccolo fiumiciattolo della Petrusse la attraversa dolcemente. Fortunatamente un timido sole si lascia intravedere fra le nuvole e la temperatura subito ne risente positivamente. Sarà questa l’unica occasione nei tre giorni a Lussemburgo.

Dopo la lunga piacevole passeggiata sentiamo il bisogno di uno spuntino e ne approfittiamo per assaggiare le ottime quiche di Cocotte. La città si è animata notevolmente, probabilmente anche perché il sabato i mezzi pubblici in Lussemburgo sono gratuiti e la gente ne approfitta per fare un giro in città e magari fare anche un po’ di shopping dato che domani i negozi rispetteranno il riposo domenicale. Riusciamo a fare delle foto natalizie perché troviamo accese le illuminazioni delle casette e della pista di pattinaggio, ma si tratta probabilmente soltanto di una prova.

Torniamo in albergo e cominciamo la ricerca di un ristorante per la cena. La scelta ricade sul ristorante Um Dierfgen, anch’esso con cucina lussemburghese. Poiché è al completo ci viene proposto di andare alle 20,30, orario che in realtà per noi è perfetto.

Così facciamo prima un giretto. I negozi ora sono tutti chiusi e i musicanti che in questa giornata avevano allietato le vie principali non ci sono più. Passiamo da Place d’Armes, dove è un bel colpo d’occhio di sera ammirare dai finestroni del Cercle i lussuosi interni dei saloni illuminati. Superandolo alla destra andiamo a dare un’altra occhiata alla residenza del granduca e in una piazzetta limitrofa notiamo dei tavoli esterni di plastica bianca recanti una scritta che invita a sedersi per provare la seduta riscaldata! Ottima idea!



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