A zonzo per il Belgio ed il Lussemburgo

Non solo cioccolata e patatine fritte
 
Partenza il: 07/06/2019
Ritorno il: 13/06/2019
Viaggiatori: 6
Spesa: 1000 €

Dopo avere visitato gran parte del mondo decidiamo, con mia moglie, di dedicare un po’ del nostro tempo a quel resto di Europa che ancora non conosciamo e la cui visita la avevamo lasciata per la vecchiaia che, ormai, bussa alla porta. Complice una trasmissione televisiva che ci mostra le meraviglie di Brugge, decidiamo per il Belgio ed il Lussemburgo. Coinvolti rapidamente altri quattro amici, prenotiamo un volo Ryanair Catania/Zaventem e prenotiamo anche una matrimoniale, per 100 euro la notte, presso il Motel One. La scelta di questo albergo è dovuta al fatto che è vicino al centro. La cattedrale di San Michele è a cento metri e la Grand Place e la stazione centrale sono a cinque minuti a piedi. All’aeroporto di Zaventem prendiamo un taxi che si rivela il mezzo più rapido e, a conti fatti, anche il più economico per raggiungere l’albergo. La corsa, di circa mezz’ora, ci costa 50 euro per sei persone. Gran parte del personale dell’albergo parla italiano. Alla reception ci precisano che la colazione costa undici euro. Quindi optiamo per una bistrot, di fronte all’albergo dove, per 4 euro, faremo colazione, nei giorni successivi, fra lavoratori e studenti che la affollano di mattina prima di iniziare la giornata lavorativa. Le stanze dell’albergo non sono grandi ma fornite di tutto. Non c’è bisogno degli adattatori per le prese elettriche. Qualche consiglio per l’abbigliamento è necessario in quanto, pur essendo a giugno inoltrato, il clima è stato tremendo. Nel corso delle giornate si passava dall’ inverno alla primavera. Almeno uno scroscio improvviso di acqua al giorno. Quindi consiglio di vestirsi a cipolla. Giubbotto invernale e primaverile. Scarpe per la pioggia ed ombrello a portata di mano. Nel passato mi ero immaginato Bruxelles come una città anonima, globalizzata e senz’ anima. Mi ricredo già la prima sera dell’arrivo ammirando la spettacolare Grand Place, patrimonio dell’Unesco. Splendidi palazzi, costruiti in epoche diverse, si allineano lungo il rettangolo della piazza. Una fantastica illuminazione mette in risalto le caratteristiche salienti dei singoli palazzi. L’atmosfera è… fiabesca. Mia moglie inizia da subito gli assaggini in offerta negli affollatissimi negozi di cioccolato presenti in tutte le strade e piazze della città. Visitiamo anche la vicina galleria lungo la quale si aprono negozi che vendono ogni ben di dio.

Il giorno successivo approfondiamo la visita della città. Alquanto deludente il Manneken-Pis, la fontana barocca ornata dalla statuetta di un fanciullo, simbolo della città: ressa enorme, camion, con il motore acceso, che scaricano merci, aria irrespirabile. La Grand Place, vista di giorno, ci appare in tutto il suo splendore. Sulla torre del Municipio, in stile gotico, svetta una statua di San Michele. Ammiriamo la Maison du Roi in stile tardo gotico e le case delle corporazioni. La veduta dell’insieme dei palazzi è una vera gioia per gli occhi. Il palazzo reale non è degno di nota. Gradevole, invece, il giardino Mont Des Art che si snoda dal palazzo reale a Place dell’Albertone. Dall’arco costruito con biciclette, collocato nella parte più alta del giardino, si gode una magnifica vista di tutta la città. Non poteva mancare una visita alla Cattedrale di San Michele, in stile gotico di derivazione francese, a Notre Dame au Sablon in stile gotico brabantino e a Notre Dame de la Chapelle, una chiesa, quest’ ultima, frequentata dalla comunità spagnola. Nel pomeriggio, con la metropolitana, ci rechiamo all’ Atomium. È, questa, una struttura d’acciaio che rappresenta un atomo di ferro. È alta102 metri ed è costituita da nove sfere di 18 metri di diametro. All’interno delle sfere ci sono locali per conferenze, bar, ristoranti. È possibile visitare il complesso ma arriviamo troppo tardi in quanto chiude alle ore 18. Un breve cenno ai ristoranti presso i quali abbiamo mangiato durante i sette giorni in cui abbiamo pernottato a Bruxelles. Premetto che i ristoranti, in Belgio, sono molto cari e che ho fatto delle ricerche preventive per conciliare qualità/prezzo. Il Fin De Siecle, Due des Chartreux 9 (dopo la Borsa), è un po’ difficile da trovare, è sempre pieno, è un locale tipicamente belga, le porzioni sono abbondantissime e non si spendono più di 20 Euro, bevande comprese. Al Bia Mara, in Due du Marche Aux Pouletes 41, si mangia, per 17 euro, del pesce freschissimo con patatine. Uno dei camerieri è marchigiano e dà ottimi consigli. Lo Snack Plaka, in Due di Marche Aux Fromages 6 (la strada dietro il Municipio), è un ristorante greco dove si mangia bene anche con 12 euro. Il piatto nazionale, le moules et frites, costa sui 20 euro: consiste in una porzione di cozze scoppiate accompagnate da patatine fritte. Dappertutto si vendono patatine fritte di cui i belgi sono ghiotti non disdegnando di mangiarle anche a colazione.

Il terzo giorno lo dedichiamo alla visita di Anversa. Di buon mattino ci rechiamo alla stazione e, per 6,80 euro, acquistiamo un biglietto per ultrasessantenni, andata e ritorno. Constatiamo, nei giorni successivi, che il costo del biglietto è eguale anche per le altre destinazioni. Il biglietto non va obliterato. Dopo circa un’ora arriviamo in una delle più belle stazioni del mondo. I binari sono collocati su quattro livelli. L’edificio, in pietra e marmo, è sormontato da una cupola alta 75 metri. La stazione ha l’aspetto di un palazzo barocco. A piedi ci rechiamo alla Grote Market, il centro della città. La piazza è circondata dai palazzi delle corporazioni delle arti e dei mestieri e dal Municipio. Passiamo quindi, alla Groenplats, una piazza ricavata sull’antico cimitero della città. Al centro della piazza si erge una statua di Rubens. Visitiamo, quindi, la cattedrale gotica di Nostra Signora. Ne ammiriamo la torre alta 123 metri che contiene un carillon di 47 campane dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’ Umanità.

Anversa sorge alla foce del fiume Scheda ed è il porto fluviale più grande del mondo. Però non ha ponti che permettano l’attraversamento del fiume. In compenso c’è un tunnel di 572 metri, che scorre a 31 metri sotto il livello del fiume percorribile solo a piedi o in bici. Accediamo al tunnel con scale mobili in legno ma non lo attraversiamo. Pranziamo al Fish a go go, Handschoenmarkt 1, porzioni ottime ma piccole. Concludiamo la visita della città con la chiesa barocca di San Paolo, conosciuta in città come chiesa del Calvario per via di un complesso di sculture, poste all’ ingresso della chiesa, che rievocano la salita di Gesù al Monte. Nella chiesa in evidenza quadri di Rubens e Van Dyck.

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Anversa. Il tunnel

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Lussemburgo



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