La verde Madeira e la brulla Porto Santo

Dodici giorni alla scoperta di questo piccolo arcipelago portoghese perso nell'Oceano Atlantico.
Scritto da: tonyofitaly
la verde madeira e la brulla porto santo

Situate a largo delle coste del Marocco, le due isole portoghesi di Madeira e Porto Santo sono state da me scelte come mete per le ferie estive 2022, approfittando del volo diretto che Ryanair ha inaugurato da Bergamo verso Funchal, la capitale dell’arcipelago.

È proprio in una fredda giornata di gennaio che leggo la newsletter della compagnia in cui si annuncia l’introduzione, nel timetable estivo, di un volo bisettimanale diretto che stuzzica ulteriormente il mio interesse così, dopo averne parlato con il mio compagno di viaggio, la prenotazione aerea è subito fatta: partenza domenica 17 luglio e rientro giovedì 28 dello stesso mese.

Ovviamente è contemporanea anche la definizione del giro e la relativa prenotazione degli alberghi quindi dal 17 al 22 si soggiornerà a Funchal per la visita all’isola, poi dal 23 al 26 ci si trasferirà a Porto Santo, il 27 si rientrerà a Funchal e il 28 si ritornerà a Bergamo.

Tramite Booking, allora, prenoto a Funchal uno studio presso gli Apartamentos Turisticos Atlantida, poi un bilocale presso gli Apartamentos Paraiso Dourado a Vila Baleira di Porto Santo e, per l’ultima notte, una camera presso l’hotel Quinta da Penha de França, non lontano dal porto di Funchal.

La ricerca di un’auto da noleggiare è un pochino più ardua ma, alla fine, prenoto una Renault Clio presso AVIS (ed è tra le più economiche!) da ritirare in aeroporto.

Inoltre, alla fine di maggio, compro anche i biglietti del traghetto tra le due isole, chiudendo così l’organizzazione del viaggio: non ci resta che partire.

Diario di viaggio

17 luglio

All’atto dell’acquisto dei voli non si poteva prevedere il caos che sarebbe scoppiato negli aeroporti del mondo, quindi ci accingiamo a raggiungere Bergamo col timore che il volo sia stato cancellato e ne sapessimo nulla.

Per fortuna, invece, il volo Ryanair è puntualissimo e, dopo quasi quattro ore di viaggio, tra le nuvole appaiono prima la brulla isola di Porto Santo e poi l’estrema propaggine di Madeira: un’ampia virata e l’aereo atterra in quello che è considerato uno dei dieci aeroporti più pericolosi del mondo.

Ritirato il bagaglio, prendiamo un taxi per la struttura prenotata (un errore non averlo riservato tramite Booking: il tragitto ci costa 43 euro) dove, dopo il rapido check-in, ci organizziamo nel comodo appartamento sito al 5° piano.

Abbiamo davanti la città di Funchal con le sovrastanti case arroccate sulle pendici che si illuminano come un presepe non appena cala la sera.

18 luglio

Giornata dedicata alla visita del capoluogo, piccola città adagiata sulla costa sud.

Partiamo dal Giardino Municipale, proprio a due minuti a piedi dall’appartamento, per visitare il Teatro Diaz e gli azulejos facenti parte del café Ritz Madeira.

Diamo uno sguardo all’ingresso del Museo del Vino e poi ci fermiamo ad ammirare la statua di Zarco e l’ingresso al Banco do Portugal situato proprio alle spalle.

Il Castello di San Lorenzo è ora sede del rappresentante della Repubblica, sebbene in passato abbia difeso la città dagli attacchi pirateschi: al suo interno trova posto anche il Museo Militare.

Nella prospiciente Praça do Provo trovano sede il nome stilizzato dell’isola, un memoriale a Nelson Mandela, una statua dedicata a Gandhi ed una agli emigranti dell’isola mentre la Porta della città è una ricostruzione dell’ingresso all’abitato quando esistevano le mura: originali sono solo la corona, lo stemma reale e la pietra frontale.

Tagliamo per il centro e sbuchiamo davanti alla , il principale luogo di culto di Madeira nonché una delle più popolari attrattive turistiche, che sorge proprio nel cuore del capoluogo: il suo campanile domina l’orizzonte fin dagli inizi del XVI secolo. Sebbene di proporzioni modeste, all’esterno si presenta con una facciata austera scandita nei toni del bianco e del marrone scuro mentre l’interno, invece, è gotico, tripartito dalle navate. Ricca di ori la decorazione dell’abside e il tetto, visibile poiché è in corso la Messa, è tutto intrecciato e intagliato.

Dalla Sé ci portiamo poi in Praça do Municipio dove si affacciano il Palazzo del Consiglio, che ospita il municipio di Funchal, e il Collegio dei Gesuiti con la chiesa di San Giovanni Evangelista.

Entriamo nel primo, ex palazzo nobiliare del XVIII secolo, per visitare il suo bellissimo cortile decorato con azulejos e con una fontana al centro rappresentante Leda e il cigno.

Ci dedichiamo poi ad un giro nella bella chiesa barocca prima di imboccare rua das Petras ed arrivare alla piccola chiesa di San Pedro, le cui pareti sarebbero decorate con azulejos (condizionale d’obbligo in quanto la troviamo chiusa).

Saliamo l’irta Calçada de Santa Clara diretti più in alto e passiamo prima davanti alla Casa-Museo Frederico de Freitas (ricco notaio madeirense di cui tutto ciò che in vita aveva collezionato è esposto qui, dalla mobilia pregiata alle opere d’arte passando per gli argenti, le ceramiche e una esposizione di azulejos) e poi davanti il Convento di Santa Clara, chiuso però per restauri ma di cui si può vedere il tetto del campanile.

Arriviamo al Museo Quinta das Cruces, situato in quella che è una tipica villa madeirense, completa di giardino e cappella privata e dove al suo interno viene illustrata la vita dell’aristocrazia isolana dal XV al XIX secolo.

Adiacente alla Quinta c’è l’omonimo miradouro, particolare per le piastrelle site lungo le sedute, e su di esso sovrasta la Fortezza do Pico, che aveva funzioni di vedetta contro eventuali incursioni piratesche: sebbene sia aperto al pubblico, bisogna comunque fare un’altra erta salita per giungervi.

Noi preferiamo riprendere la strada della discesa e facciamo il percorso a ritroso fino all’Igreja di San Pedro per poi girare subito in rua da Mouraria, dove passiamo davanti al Museo di Storia Naturale di Funchal.

Arrivati in fondo, giriamo alla nostra sinistra e percorriamo la rua Carreira, ricca di negozi e locali, fino la Sé e ci dirigiamo verso il Mercado dos Lavradores, situato alla fine di rua de Ornelas, un’ampia strada pedonale: arriviamo al cospetto di un edificio a tre piani con un cortile interno, dove i commercianti dell’isola vendono fiori, frutta esotica, pesce e mercanzie di vario genere. Alcune piastrelle con temi regionali sono presenti sulla facciata esterna, all’ingresso principale e al mercato del pesce mentre dentro è un’esplosione di colori e odori.

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