Madeira, un’isola verde in mezzo all’oceano

Un tour con base Funchal per visitare i giardini, percorrere alcune levadas e ammirare alcuni belvedere in mezzo ai picchi.
 
Partenza il: 26/04/2019
Ritorno il: 01/05/2019
Viaggiatori: 3

I preparativi del viaggio

A fine gennaio ho voglia di mare e comincio a pensare a Porto Santo come un assaggio d’estate e di mare per il mio compleanno. Il compromesso con mio marito viene raggiunto spostando l’attenzione sulla meno sabbiosa isola di Madeira, perché ha più attrattive turistiche. Dopo un’accanita ricerca su internet, prenoto tramite Expedia sia il volo (Tap Portugal da Malpensa con scalo a Lisbona) che l’hotel a Funchal, non proprio centralissimo (sopra la zona di Santa Maria), ma dispone del parcheggio gratuito, un plus niente male per Funchal dove i parcheggi in strada sono difficili. Successivamente acquisto dal sito della Tap un bagaglio in stiva perché non incluso nella tariffa scontatissima di Expedia, mentre dalla prenotazione tramite questo sito aggiungo l’affitto di un’auto di medie dimensioni (Renault Clio da Alamo).

Venerdì 26 aprile 2019 – Partiamo da casa alle 7.45 e all’altezza di Vercelli ci accoglie un acquazzone. Il tempo è meno clemente di quanto mi aspettassi. Arriviamo al Planet Parking alle 9.45, in orario. Appena in aeroporto scopriamo che il volo per Lisbona è in ritardo di mezz’ora. Alla consegna del bagaglio, ci viene chiesto di consegnare tutte le valigie perché il volo è pieno. Il volo TAP 827 parte alle 14.30 con 2 ore e mezzo di ritardo: le spiegazioni che dà il comandante è che, a causa del maltempo, l’aereo in arrivo su Milano ha sorvolato molto tempo, prima di atterrare; questa attesa non preventivata ha consumato carburante e prima di ripartire è stato necessario fare rifornimento. In volo ci danno solo un tramezzino e una fetta di salame al cioccolato. Sedendo sulla destra vediamo Lisbona dall’alto e si distingue chiaramente la piazza di Pombal. Durante la discesa il comandante annuncia che l’aeroporto è pieno e che non atterreremo prima delle 17.10 (le 16.10 portoghesi). La coincidenza delle 16.05 (volo TAP 1687) per Funchal è persa e appena arriviamo in aeroporto troviamo 3 carte d’imbarco per il volo delle 19 e 3 voucher di 6€ l’uno da spendere nei ristoranti dell’aeroporto. Alle 18.30 ci imbarchiamo sul volo e i nostri posti sono sulla sinistra in ultima fila, la 24°. Quando decolliamo, i posti non offrono la visuale migliore. Poco dopo lasciamo la costa e si apre sotto di noi una strato di nuvole a pecorelle che diventa più compatto quando stiamo per atterrare. L’ingresso al terminal é decorato con azulejos, alcuni pannelli illustrano i panorami dell’isola e i nastri trasportatori dei bagagli sono decorati da bei vasi di fiori. Insperatamente recuperiamo tutte e 3 le valigie, nonostante il cambio di volo. Le procedure per ritirare l’auto sono abbastanza lunghe e mi viene spiegato tramite una plastica in cui sono riprodotti dei cerchi concentrici come misurare i danni sulla carrozzeria da trasmettere a loro via mail se preesistenti. Ci viene data una Fiat Punto, similare per loro alla Clio che avevo prenotato. Già sulla strada che conduce all’hotel, si rivelerà inadeguata alle strade sali e scendi di Madeira. Percorrendo la superstrada, ad un tratto si apre ai nostri occhi Funchal, con le sue casette illuminate adagiate sulla montagna che degrada fino all’oceano. Il fedele maps con la cartina offline di Madeira ci conduce senza errori all’hotel Arts In Hotel Conde Carvalhal verso le 22. Ci viene assegnata la stanza 103, ampia, con l’angolo cottura, stoviglie, bollitore, tostapane, shampoo e bagno schiuma Rituals fragranza ritual of happy budda (arancia dolce e cedro), accappatoi, acqua in regalo e piccola mousse al cioccolato come dolce di benvenuto. É ora di andare a dormire, dopo un volo che è durato ben il doppio delle 6 ore previste.

Sabato 27 aprile 2019 – Mi sveglio alle 6 ed è ancora buio (tramite internet scopro che l’alba oggi sarà alle 7.24 con 13 ore di luce). Quando comincia ad albeggiare, mi appare un panorama invidiabile: un bel giardino curato, alcune case di fronte (qualcuna anche molto bella), a destra in lontananza il campanile della cattedrale, di fronte il mare e il porto dove si vede attraccare quasi ogni giorno una nave da crociera. A piedi andiamo in cerca della Padaria Pastelaria Mariazinha, che sorge nella stessa via dell’hotel, ma ha circa 100 numeri civici in più. Ordiniamo caffè, cappuccini, caffè latte, croissant, 2 pasteis de nata, una fetta di dolce farcito alla crema, spendendo poco più di 8€ in tutto. Sempre a piedi dall’hotel in circa 15 minuti arriviamo al Mercados dos Lavradores, inaugurato il 24 novembre del 1940, che espone l’eccellenza dell’isola, fiori (tra cui la sterlizia, simbolo dell’isola), frutta tropicale, carne e pesce, oltre agli immancabili negozi di souvenir. All’ingresso le fioraie indossano il costume tipico dell’isola. Assaggiamo la maracuja incrociata con l’arancia (molto buona), con il pomodoro (buona), con il limone, alla vaniglia. Proviamo anche le banane rosse, quelle senza zucchero. Quando decidiamo di comprare un casco di bananine e 4 maracuja, la conta è davvero salata: soli 33€ (le banane costano 12€ al kilo, la frutta tropicale più di 18). Finiamo per pagare la degustazione e andiamo via: sicuramente ci siamo fatti un nemico, ma almeno non abbiamo buttato via i soldi. In auto andiamo al Jardim Botanico, dove entriamo dall’ingresso più in basso. Creato nel 1960 nella Quinta della famiglia Reid, stabilitasi sull’isola a metà ‘800 per creare un hotel, il giardino si estende su una superficie di oltre 35000 m2, ha più di 2000 piante provenienti da tutti i continenti, con alcune specie in via di estinzione. Di notevole impatto il giardino coreografico, dove con aiuole vengono rappresentati disegni geometrici, il nome del fondatore, la data di creazione del giardino e l’anno corrente. Molte bello anche se non appariscente è il geranio di Madeira (un fiore rosa a 5 petali su steli pelosi) che adorna anche l’ingresso alla grotta degli innamorati, che si trova nella parte alta del giardino, vicino a dove arriva la cabinovia. Riprendiamo l’auto, percorriamo la ER107-1 che sale rapidamente attraverso tornanti circondati da una vegetazione lussureggiante fino alla deviazione per Eira do Serrado: con un percorso a piedi di 10 minuti in mezzo a tante forstizie si arriva al miradouro Eira do Serrado da cui ammirare dall’alto di 1096 m Curral das Freiras, il paesino che sorge 700 m più in basso. Curral das Freiras (valle delle monache) si raggiunge dalla strada principale dopo 5 km; sembra di trovarsi dentro un cratere, ma in realtà le pareti scoscese sono frutto di erosione. Qui si nascosero le monache del convento di Santa Clara nel 1560 in fuga dall’invasione dei corsari. Verso le 14 arriviamo al Ristorante Sabores do Curral, che ha una terrazza e una veranda con vista sulla vallata. Ordiniamo le castagne da intingere nel miele di canna (una vera prelibatezza), zuppa di castagne (dentro ci sono castagne in pezzi, carne a spezzatino, fagioli – buona, ma non memorabile), polipo alla lagareiro (con cipolla, aglio, peperoni stufati e tanto olio – molto saporito) che viene servito con 2 contorni: io scelgo il mais fritto (sembra del semolino fritto) e delle patate stufate che arrivano con la buccia e decorano il bordo del piatto dove si trova il polipo. Alla fine siamo davvero sazi e soddisfatti e il pasteis de Curral (pasta filo esterna, ripieno di una crema alle castagne vale tutti i suoi 1,5€) diventa un takeaway. Con due bicchieri di vino spendiamo circa 70€ in tre. Sulla via del ritorno, un’altra deviazione ci porta al Pico dos Barcelos, un promontorio adibito a giardino con un bel panorama su Funchal e dei lampioni bassi a forma di fungo. Ritorniamo in hotel verso le 16.15 per ricaricare il cellulare. A piedi ci dirigiamo verso il Museu Quinta des Cruzes, ma arriviamo 20 minuti prima della chiusura e non ci fanno il biglietto. Giriamo un po’ per il giardino di quella che era stata la residenza di João Gonçalves Zarco, scopritore di Madeira e dell’arcipelago omonimo. Dopo la sua morte, nel 1471, la dimora ha subito diversi cambiamenti, il più importante nel ‘700 quando un’altra facoltosa famiglia, i Lomelino, la ristrutturò in modo radicale. Il Museo ospita mobili, ceramiche, quadri, arazzi ed altre suppellettili appartenuti all’aristocrazia dell’isola dal XV al XIX secolo che io non riuscirò a vedere visto che gli orari di apertura sono incompatibili con il mio programma. Girovagando tra i vicoli nei pressi del Museu, incontriamo molte persone del luogo vestite a festa per il matrimonio che si terrà nel pomeriggio. Ci accorgiamo anche che i negozi non turistici sono chiusi al sabato pomeriggio. Decidiamo di andare verso il Ritz, ricavato nel palazzo dove aveva soggiornato Sissi, riconoscibile per i bei azulejos esterni. Continuiamo verso il giardino Santa Caterina che costeggia l’avenida do infante e la zona residenziale dove sta sorgendo il lussuosissimo Savoy. La via è fiancheggiata da entrambi i lati da bellissimi alberi di jacaranda fioriti che danno alla strada un elegante tocco di blu. Nelle aiuole del Pestana Casino Park Hotel scorgo la statua di Sissi, anche se dalle scritte sul basamento, poco leggibili, non è facile intuirlo. Con un ultimo sforzo (le gambe cominciano a non rispondere più ai comandi) arriviamo al Reids, hotel 5 stelle con una terrazza sulla baia di Funchal dove viene offerto il tè; nella bacheca posta dinanzi all’ingresso leggiamo che il tè al pomeriggio costa 36€ e che l’hotel vanta un ristorante con una stella Michelin. Entrando, foto d’epoca alle pareti ci riportano indietro nel tempo: di qui è passata la storia perché persone come Churchill o Gregory Peck amavano soggiornare in questo hotel. Azzeccatissima a questo punto il nome della catena, la Belmond, che ha acquisito l’hotel. Sui tavolini il libro della catena dedica una pagina ad ogni hotel o treno (Belmond possiede l’attuale Orient Express) che ha nel mondo. Tornando indietro, fotografiamo la statua dedicata alla pace e alla libertà. All’altezza del Mercado, alcune viuzze strette e piene di locali ci fanno capire che siamo nella parte vecchia di Funchal e senza volerlo arriviamo in Rua Santa Maria. Percorrendo ripide salite raggiungiamo l’hotel. Siamo veramente stanchi e, dopo un tè preparato con il bollitore, andiamo a dormire.



    Commenti

    Lascia un commento

    Leggi i Diari di viaggio su Funchal
    Diari di viaggio
    natale a madedi ira by rosella & edoardo

    Natale a Madedi Ira by Rosella & Edoardo

    Innanzitutto i ringraziamenti agli autori dei diari che abbiamo sfruttato: grazie a giobest, eva noric, Ginger27, chiskyw. Abbiamo poi...

    Diari di viaggio
    madeira, un'isola verde in mezzo all'oceano

    Madeira, un’isola verde in mezzo all’oceano

    I preparativi del viaggio A fine gennaio ho voglia di mare e comincio a pensare a Porto Santo come un assaggio d’estate e di mare per il...

    Diari di viaggio
    madeira: un'isola per tutti i gusti

    Madeira: un’isola per tutti i gusti

    MADEIRA: UN’ISOLA PER TUTTI I GUSTI AGOSTO AEREO+AUTO 1100(AEREO+HOTEL+AUTO) Un arcipelago tropicale con un meraviglioso clima...

    Diari di viaggio
    madeira, l'isola dei fiori 2

    Madeira, l’isola dei fiori 2

    Ciao a tutti mi chiamo Marco e voglio raccontarvi le mie impressioni sull'isola portoghese di Madeira, visitata con la mia famiglia...

    Diari di viaggio
    madeira: dove finisce l'arcobaleno

    Madeira: dove finisce l’arcobaleno

    Una antica leggenda Celtica racconta che là, dove finisce l’arcobaleno ci sia una pignatta d’oro custodita da folletti... Di una...