L’antica Kutaisi, in Georgia

Kutaisi è una città antichissima anche se un po' decadente. Se amate i luoghi dell'abbandono a Tskaltubo impazzirete. Le grotte di Prometeo sono impressionanti.
 
Partenza il: 07/12/2019
Ritorno il: 10/12/2019
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Kutaisi non è una bellezza secondo i classici canoni del turismo. Niente natura rigogliosa o grattacieli vertiginosi, nessuna estrema modernità o centro storico millenario. Non ha nulla di veramente unico. La prima impressione non è delle migliori ma dopo tre giorni in giro per le sue strade ti accorgi che ti è rimasta dentro.

Beh, non è vero che non ha nulla di unico: ad esempio non mi era mai capitato di atterrare in un aeroporto con un solo aereo. Uno solo. Che tra l’altro riparte dopo pochi minuti. Un aeroporto senza aerei. Abbastanza peculiare. Il controllo passaporti è veloce, e quando ti ridanno il passaporto aggiungono come benvenuto una piccola bottiglia di vino georgiano! Un ottimo inizio direi!

Quel vino ci verrà buono poco dopo perché arrivati in centro a quasi mezzanotte siamo usciti per cercare un locale dove mangiare e bere qualcosa e non abbiamo visto un solo posto aperto, tranne il McDonald’s. Non sono una sua fan, men che meno quando sono all’estero e voglio provare il cibo locale, ma non c’erano altre opzioni. Almeno il vino era locale! La vita notturna di Kutaisi ci è sembrata veramente scarsa, per non dire nulla, soprattutto considerando che era sabato sera. Se a questo sommi un vento gelido e le strade buie piene di cani randagi…beh siamo andati a letto presto.

Su internet non ero riuscita a trovare molte informazioni riguardo orari, trasporti, quindi il giorno dopo la prima tappa è stata il Tourist Office. Deserto, tutto per noi. Ci hanno dato qualche informazione utile soprattutto sui trasporti per vedere le cose fuori città.

Poi abbiamo iniziato con un walking tour in cui eravamo gli unici. Praticamente un tour privato! Questi walking tour sono il modo migliore per iniziare la conoscenza di una città, non solo ti fanno vedere in poco tempo le cose principali, ma ti danno anche tante utili informazioni su cibo, locali, trasporti; per i turisti fai da tè sono un must.

È d’obbligo un po’ di storia: Kutaisi è un nome praticamente sconosciuto per noi italiani, ma è una delle città più antiche dell’Eurasia. Era la capitale del famoso regno della Colchide, e Medea era la figlia del re Eeta. Ecco perché ci sono molti posti che si chiamano Medea! A noi risulta un po’ strano perché di solito è un nome che evoca qualcosa di negativo ma per loro è un’antica principessa. Kutaisi è stata visitata dagli Argonauti che andavano alla ricerca del leggendario Vello d’Oro. Quindi ha origini antichissime!

I voli Ryanair sono iniziati da pochi giorni e i turisti in città sono pochissimi, per non dire nessuno. Il centro è davvero piccolo, in un’oretta lo giri comodamente. C’è poco da vedere oltre alla piazza principale con la fontana della Colchide. Abbiamo visto la Sinagoga, la chiesa dell’Immacolata Concezione (ottima tempistica visto che era l’8 dicembre), il mercato (interessantissimo, da non perdere!), il Ponte Bianco, l’arco Mon Plaisir, uno dei pochi residui art decò. Davanti al Mon Plaisir c’è un complesso di statue molto soviet e dall’altro lato un paio di opere di street art. Bella anche la parete scolpita sul lato del mercato. Ci sono altre case art decò in giro per la città ma sono talmente annerite dal tempo che è quasi impossibile vederle. Molte case sono costruite in legno, hanno grandi balconi, alcuni tenuti assieme con il fil di ferro (meglio non sostarci sotto). Diciamo che se si potesse rimettere a nuovo tutte le case di Kutaisi mantenendo il vecchio progetto la città diventerebbe un vero gioiello.

Ci sono due grandi teatri, uno sulla piazza principale e il Teatro dell’opera, ma purtroppo non c’erano spettacoli nelle sere in cui eravamo lì e non abbiamo potuto vederli. Abbiamo mancato La Traviata per un solo giorno, mi sarebbe piaciuto vederla a Kutaisi!

Su una collina appena oltre il fiume c’è la Cattedrale di Bagrati, bella ma con una ristrutturazione un po’ invadente. È abbastanza in alto e da lì si gode la vista di tutta la città, anche se lo skyline dì Kutaisi non è dei più memorabili.

Invece vale la pena proseguire dopo la Sinagoga sulla Boris Gaponov e arrivare alla chiesa Mtsvanekvavila. La strada attraversa l’Old District, ci sono case in pessimo stato ma che restaurate avrebbero molto fascino. La chiesa era chiusa quindi non abbiamo potuto vederla ma è interessante il cimitero. Sulle lapidi sono “stampate” le foto dei defunti. Non siamo riusciti a capire con quale tecnica, sottili incisioni, litografie… ma alcune foto sono grandissime, quasi a dimensione naturale. Altre tombe hanno un busto o una testa scolpita del defunto. Le tombe sono inserite in quadrati o rettangoli dove in un angolo c’è spesso un tavolo di marmo e attorno ci si può sedere, come se fossero fatti per andarci in tanti a fare un picnic, una cosa stranissima!

I musei sono pochi, piccoli, gratis o quasi. Nel National Museum of Military Glory ci sono tante foto delle varie guerre in cui è stata coinvolta la Georgia, alcune molto vecchie, fino agli atti ostili della Russia nel 2008. Siamo stati accolti da una ragazza giovane che ci ha seguito nel giro e un signore che ci ha chiesto dell’Italia, voleva sapere da dove venivamo, ci ha fatto firmare il “libro dei visitatori”. I turisti sono davvero pochi e quindi I georgiani sono curiosi.

Poi abbiamo visto il Museum of Georgian Sport. Nell’atrio c’erano tre o quattro scrivanie con varie persone che lavoravano, forse. Non si capiva bene. Quella che parlava un pochino più di inglese ci ha fatto entrare, ci ha acceso la luce, e ci ha fatto fare un tour per le tre stanze piene di vari cimeli sportivi di atleti di Kutaisi, o Georgiani…non sono sicura. Velocità del tour degna di un record olimpico dei 100 metri!

Nella David Kakabadve Kutaisi Art Gallery all’entrata c’erano due guardie giurate, hanno chiamato l’addetta alla biglietteria che ci ha fatto i biglietti e a sua volta ha chiamato la guida che ci ha accompagnato e acceso le luci delle stanze del museo (2 in tutto). Dopo un po’ è arrivata una ragazza che parlava molto bene inglese e ci ha spiegato che stava inaugurando una nuova esposizione di giovani artisti di Kutaisi, che erano presenti in sala. Quelli che pensavamo fossero altri visitatori erano gli artisti. In tutti questi musei eravamo gli unici visitatori.



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