Islanda: la terra del ghiaccio e del fuoco

Viaggio lungo la Ring Road, passando attraverso paesaggi mozzafiato e a tratti extraterrestri, letteralmente dal fuoco al ghiaccio
 
Partenza il: 15/08/2017
Ritorno il: 27/08/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

GIORNO 5: PARCO NAZIONALE DI JOKULSARGLJUFUR & RELAX

Passaggio attraverso la penisola di Tjornes, sull’Oceano Artico, fino al canyon Asbyrgi. Essendo arrivati presto al mattino abbiamo avuto la fortuna di essere soli nell’affacciarci sul punto panoramico del canyon, distante circa 1 ora e mezza a piedi (A/R) dal parcheggio. Un luogo magico, vale la deviazione. La deviazione ad Asbyrgi si rileva lunga per le auto normali in quanto, seppure in linea d’aria molto vicina alla cascata Dettifoss, le strade che connettono le due attrazioni non sono percorribili dalle auto normali; è necessario dunque ritornare sui propri passi e passare da Husavik e dal lago Myvatn per arrivare alle cascate Dettifoss. Sul lago Myvatn abbiamo colto l’occasione per rilassarci nelle acque calde (38/40 gradi) dei Myvatn nature Baths; un’esperienza carina e riscaldante! (Costo circa 35 euro). La giornata si è poi conclusa alle cascate Dettifoss, le più potenti d’Europa. Impressionanti! Notte sulla costa est.

GIORNO 6: EGILSSTADIR E I FIORDI DELL’EST

Molto carino il fiordo Seydisfordur, in cui è possibile fare una passeggiata di circa mezz’ora A/R fino a una curiosa scultura sonora, la Tvisongur. Giornata rilassante nel paesino. Oltre Egilsstadir sono presenti inoltre due cascate: Litlanesfoss e Hengifoss. Un sentiero conduce a entrambe in circa 1 ora A/R. La giornata ci ha dedicato un momento indimenticabile: la nostra prima aurora boreale, una delle prime della stagione! Notte nei dintorni di Egilsstadir.

GIORNO 7: LA COSTA SUD FINO A HOFN

Da Egilsstadir verso la costa sud la strada 1 diventa per circa 40 km sterrata; essa è comunque percorribile dalle normali autovetture, mantenendo una velocità ridotta. Sosta alla baia di Lonsvik, una bella spiaggia di sassolini neri. La guida acquistata suggeriva delle camminate nel parco di Stafafell, ma non siamo riusciti a individuare il punto di partenza; pertanto ci siamo diretti verso Hofn per una passeggiata con vista sul ghiacciaio più grande d’Europa, il Vatnajokull. Notte nei dintorni di Hofn.

GIORNO 8: IL GHIACCIAIO PIù GRANDE D’EUROPA

Giornata dedicata alla traversata del ghiacciaio Vatnajokull. La prima sosta, alla laguna glaciale di Jokulsarlon, ci ha lasciati a bocca aperta. L’acqua, il cielo, le nuvole e il ghiaccio si fondono; il bianco, il grigio e tutte le tonalità possibili di azzurro. Non ci sono parole per descriverla se non: wow! A malincuore ci siamo poi diretti verso l’accesso al parco nazionale dello Skaftafell (parcheggio a pagamento – circa 4 euro). Qui è possibile intraprendere diversi percorsi; noi ne abbiamo scelto uno breve essendo molta la strada da percorrere, un percorso ad anello di circa 1 ora che porta fino ai piedi del ghiacciaio. Ai piedi del ghiacciaio si può giungere anche da Svinafellsjokull, 2 km prima di Skaftafell. La strada per arrivare è sterrata e piena di buche; è stato preoccupante arrivarci. Merita una visita per rendersi conto di quanto velocemente il ghiacciaio si stia ritirando… Siamo poi passati attraverso il deserto di sabbia Skeidararsandur e per il campo di lava più vasto al mondo, il Myrdalssandur, fino ad arrivare a Vik, nei cui dintorni abbiamo trascorso la notte, proprio ai pieni del vulcano che nel 2010 ha bloccato il traffico aereo europeo. Il “ristorante” sul retro del benzinaio a Vik non è male ed è low cost (Vikurgrill). Sulla strada merita una deviazione il canyon Fjadrargljufur.

GIORNO 9: LA COSTA SUD, DA VIK A SELFOSS

Per iniziare bene la giornata, abbiamo affrontato 8 km A/R a piedi per la malaugurata idea di verificare cosa ci fosse laddove tanta gente aveva parcheggiato; ci siamo così ritrovati dopo un’ora di cammino davanti allo scheletro di un aereo caduto sulla spiaggia negli anni ’70. Diciamo che l’attrazione non meritava un’ora e mezza di cammino A/R! Attorno a Vik interessante è il santuario degli uccelli marini (pulcinella di mare) di Dyrholaey; la salita al faro a piedi (circa 45 minuti A/R) concede una bella vista sull’oceano e sulle spiagge circostanti. Vik è famosa per la sua spiaggia nera, la Reynisfjara; l’abbiamo tuttavia trovata molto caotica e turistica; inoltre la sabbia da vicino è grigiastra e pertanto l’impatto visivo è migliore se osservata da distante, per esempio dal faro sopracitato. Sulla strada per Selfoss ci siamo imbattuti in una serie di luoghi molto affollati: la cascata Skogafoss, ammirabile dall’alto; la piscina pubblica all’aperto Seljavallalaug (in cui non abbiamo fatto il bagno); la cascata Seljalandsfoss, unica cascata vedibile dal retro (parcheggio a pagamento – circa 5 euro). Questi luoghi sono estremamente affollati e pertanto viene un po’ meno il senso di meraviglia che caratterizza invece altri luoghi, magari in sè meno belli e particolari, come il canyon di Asbyrgi, ma resi incantevoli dalla solitudine. In realtà vi è anche un’altra cascata, decisamente meno conosciuta, vedibile dal retro; questa ci è stata suggerita dal nostro host ed entra di diritto nella top five delle più belle cose viste. Si tratta della cascata Kvernufoss; il sentiero parte sul retro del museo di Skogar. Notte a Selfoss.

GIORNO 10: IL CIRCUITO D’ORO

Giornata dedicata al circuito d’oro: affascinante il geysir Strokkur, maestoso. A seguire le cascate d’oro (Gullfoss) e il parco nazionale patrimonio Unesco Pingvellir. Notte a Selfoss.

GIORNI 11/12: RIENTRO IN ITALIA CON NOTTE A BERLINO

Un viaggio che rimarrà nel cuore.



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