Indimenticabile Giappone … Fai da te

INFORMAZIONI UTILI Durata del viaggio: 20 giorni Periodo: dal 9 al 28 agosto 2009 MEZZI DI TRASPORTO: Volo:JAL diretto da Milano Malpensa a Tokyo Narita (circa 750 euro a testa) Per spostamenti interni: treno (Japan Rail Pass valido per 2 settimane, 307 euro a testa). Nelle città ci siamo spostati sempre con la metropolitana o i...
Scritto da: faith76
indimenticabile giappone ... fai da te
Partenza il: 09/08/2009
Ritorno il: 28/08/2009
Viaggiatori: in coppia

INFORMAZIONI UTILI Durata del viaggio: 20 giorni Periodo: dal 9 al 28 agosto 2009 MEZZI DI TRASPORTO: Volo:JAL diretto da Milano Malpensa a Tokyo Narita (circa 750 euro a testa) Per spostamenti interni: treno (Japan Rail Pass valido per 2 settimane, 307 euro a testa). Nelle città ci siamo spostati sempre con la metropolitana o i pullman.

ITINERARIO: Tokyo – Nikko – Kyoto – Nara – Koyasan – Hiroshima – Miyajima – Beppu – Kanazawa – Takayama – Tokyo PERNOTTAMENTO: Abbiamo dormito sia in hotel sia in ryokan tradizionali. Abbiamo prenotato tutto da soli prima di partire. Abbiamo speso una media di 70 – 80 euro a notte per una camera doppia. PASTI: La cucina giapponese è molto varia e la cosa migliore per scoprirla è scegliere ristoranti “monotematici”. Quelli in cui vengono serviti piatti di vario genere tendenzialmente sono posti troppo turistici. I ristoranti non sono così cari come si pensa. Alcune sere abbiamo cenato con l’equivalente di 30 euro in due. Da provare assolutamente il Sushi al mercato del pesce di Tokyo, l’okonomiyaki di Hiroshima e i takoyaki di Osaka.

DIFFICOLTA’ LINGUISTICHE: La cosa che mi spaventava di più prima di partire era la lingua. A differenza di cosa si pensa pochissimi giapponesi parlano l’inglese. Siamo comunque sempre riusciti a cavarcela senza grosse difficoltà. Nelle stazioni tutte le scritte erano anche in inglese, stessa cosa nei templi/musei/giardini che abbiamo visitato. Per quanto riguarda i ristoranti spesso ci sono menu in inglese.

Se avete domande più specifiche, in particolare su luoghi da visitare, su strutture in cui abbiamo soggiornato e su ristoranti che posso consigliare non esitate a scrivermi.

————————————————————————————————- RACCONTO DI VIAGGIO GIORNO 1 Domenica 9 Agosto 2009 – Milano Malpensa Anche quest’anno si parte per una nuova avventura, forse ancora più affascinante delle precedenti, essendo il Giappone un paese molto meno conosciuto e molto più misterioso.

Abbiamo passato mesi ad organizzare tutto e abbiamo fatto tutto da soli. A marzo abbiamo comprato i biglietti dell’aereo per Tokyo, poi consultando la guida e vari racconti di viaggio abbiamo definito un itinerario e abbiamo prenotato gli hotel.

Sono un po’ spaventata per i problemi che potremmo avere, soprattutto non conoscendo la lingua, ma sono certa che sapremo cavarcela, anche questo sarà divertente.

In Giappone ci sposteremo principalmente in treno, perciò abbiamo deciso di partire con gli zainoni. In realtà l’ha deciso Francesco, io sono troppo affezionata e abituata al mio trolley, ma alla fine è riuscito a convincermi. Ieri preparare i bagagli è stata un’impresa ardua. Avendo gli zaini abbiamo dovuto limitare i vestiti, sia per motivi di spazio, sia di peso. Forse in questo modo abbiamo ridotto il bagaglio all’essenziale, evitando quelle cose inutili che ogni anno giacciono per giorni in fondo alla valigia.

Siamo arrivati in aeroporto abbastanza presto, c’è un po’di gente che parte oggi.

Il nostro aereo parte dopo le 15, con quasi un’ora di ritardo. Quando arriveremo in Giappone, tra dodici ore, sarà già domani.

GIORNO 2 Lunedì 10 Agosto 2009 – Tokyo In aereo riesco a dormire pochissimo. Quando arriviamo a Tokyo sono circa le 10 del mattino, piove fortissimo. Trovo che l’aeroporto sia molto silenzioso. Entriamo subito in contatto con l’efficienza giapponese, le pratiche per l’immigrazione sono semplici e rapide. Nella zona per il ritiro bagagli ci sono uomini in guanti bianchi che mettono in perfetto ordine le valigie mentre arrivano. Ci sono addirittura occhiali messi a disposizione delle persone per compilare i vari moduli richiesti.

Scegliamo il treno come mezzo per arrivare a Tokyo, che è abbastanza lontana dall’aeroporto. La ragazza della biglietteria ci comunica, dispiaciuta, che il treno è in ritardo a causa di un incidente. In realtà aspettiamo solo una ventina di minuti, ma purtroppo, durante il tragitto, il treno si rivela essere molto lento e impieghiamo più dell’ora prevista per arrivare in città.

Non appena arriviamo alla Tokyo Station ci troviamo immersi nel via vai di migliaia di persone. Sappiamo di dover prendere la metropolitana, ma non sappiamo come arrivarci. Io sto già per andare in panico quando, con calma, riusciamo a capire dove andare. Purtroppo non avendo ancora chiara la topologia della città sbagliamo a cambiare metropolitana, riusciamo comunque, tornando indietro, ad avvicinarci all’hotel. Dalla stazione della metropolitana, chiedendo qualche indicazione, riusciamo facilmente a raggiungere a piedi l’hotel, che si trova proprio in pieno centro, a due passi dalla via principale di Ginza.

La prima impressione che ho della città nel tragitto stazione hotel è di ordine e pulizia.

In hotel posiamo i bagagli e ci facciamo una doccia, dato che dopo dodici ore di aereo e due di treno ci sentiamo dei mostri. Francesco rimane subito affascinato dal wahslet toilet, la tavoletta del wc riscaldata, che provvede anche al bidet.

Usciamo subito per esplorare la città. Iniziamo dalla via principale di Ginza e da quelle vicine, dove spuntano i negozi degli stilisti più famosi.

Visitiamo il Sony Building, dove assistiamo alla proiezione di un acquario in 3D. Raggiungiamo quindi il Palazzo Imperiale, che purtroppo è già chiuso. Lì incontriamo un anziano signore giapponese, che inizia subito a chiacchierare con noi in un inglese corretto ma “affaticato”. Ci chiede qualcosa di noi e ci racconta un po’ dei giapponesi. In particolare rimarca il fatto che i giapponesi amano molto il raw fish, il pesce crudo, che non a tutti gli occidentali piace. Ne parla così a lungo e con tanta enfasi che il signore lo soprannomineremo Raw Fish.

Facciamo un giro nella zona di Hibija, dove troviamo molta confusione e un camioncino della campagna elettorale, con sopra persone che parlano, mentre nessuno dei passanti le ascolta. Entriamo in un piccolo supermercato per comprare da bere e prendiamo anche due Onigiri, i panini di riso con l’alga intorno che ricordiamo di aver visto in molti cartoni animati.

Visitiamo qualche negozio, tra cui uno di musica e Itoya, un’enorme cartoleria di cui mi avevano parlato bene, ma da cui rimango un po’ delusa.



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