Giappone second time, ritorno in autunno

Autunno sui monti del Giappone, da Kanazawa al Koyasan passando per Magome, Tsumago, Osaka
 
Partenza il: 01/10/2017
Ritorno il: 18/10/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Domenica 01 ottobre

Partenza volo Alitalia, diretto da Milano Malpensa. Volo perfetto, posti comodi prenotati con buon anticipo.

Lunedì 02 ottobre: Arrivo a Tokyo

Arrivo a Narita alle 10:40. Acquisto della comodissima Pasmo card e trasferimento a Ueno con treno Kaisei, direttamente dal terminal alla stazione Ueno Park. Sappiamo dove andare, l’hotel è lo stesso della volta scorsa, l’accettabile Mystays Ueno East, che ci consegnerà le camere alle 15:00, non un minuto prima.

Poco male, il nostro programma ne teneva conto e quindi, lasciati i bagagli in reception, via a piedi verso Asakusa. Nella megalopoli Tokyo sopravvivono ancora molte zone vivibili a misura d’uomo, Ueno ed Asakusa rientrano in questa categoria. La passeggiata, nonostante la stanchezza, è molto piacevole, e nel tragitto troviamo uno di quei locali dove il tempo sembra si sia fermato a qualche decennio fa: da una parte rivendita di generi diversi, spezie, the, dolciumi, dall’altra una saletta attigua ad piccolo laboratorio in cui due signore preparano dolci e bevande della tradizione nipponica. Dopo l’ottima merenda, passando da Kappabashi arriviamo a Ueno. Irrinunciabile visita al Senso-Ji, passeggiata nelle stradine limitrofe e poi rientro in hotel.

Martedì 03 ottobre: Tokyo

Tokyo. Oggi si visitano alcune zone tralasciate durante il viaggio precedente. Quindi il discusso Yasukuni, tempio eretto per onorare i caduti per il Giappone e che col tempo è diventato punto di riferimento dei nazionalisti nipponici che qui celebrano alla loro maniera le ricorrenze belliche del Paese. Effettivamente si tratta di un Tempio particolare, che vede la presenza di molti gruppi (di preghiera, li chiameremmo noi) guidati da un officiante, celebrare nelle inavvicinabili sale del Tempio le loro ricorrenze. Nell’attiguo museo si ripercorre la Storia, con marcata accezione bellica, del Paese. Al piano terra domina la scena uno “Zero”, famigerato caccia della seconda guerra mondiale, mentre al piano superiore si passa da pregevoli armature da samurai a reperti delle ultime avventure belliche del Paese.

Da qui a piedi, in circa 20 minuti si giunge in Kagurazaka, che ci accoglie tra i suoi vicoli pedonali ed i suoi locali tradizionali. Quindi, in metro ci spostiamo in Rappongi per assolvere ad un preciso mandato: l’acquisto della inevitabile maglietta Hard Rock Cafè. Scappiamo in fretta da uno dei quartieri che meno ci attira, insieme ad Akihabara. Per rientrare nella “nostra” Ueno per cena.

Mercoledì 04 ottobre: Trasferimento in Shinkansen Tokyo-Kanazawa

Tokyo-Kanazawa. Trasferimento in Shinkansen a Kanazawa. Come sempre viaggiare sui treni giapponesi, in particolare sui loro treni veloci, ci trasmette, in quanto italiani, sentimenti tra l’ammirazione e l’umiliazione. Assistere a partenze tarate sul secondo, assistiti da personale che all’ingresso ed all’uscita di ogni vagone saluta con un inchino i passeggeri (no, non è leggenda, è proprio così), accomodarsi su sedili che ad ogni fine tratta vengono puliti ed igienizzati da apposite squadre in pochi secondi, servirsi di toilette dotate di ogni comfort non solo pulitissime ma profumate, ci sollecita ogni volta la stessa considerazione : ma è così difficile?

Giovedì 05 ottobre: Kanazawa

Kanazawa è una città dove si respira tradizione, una piccola Kyoto. Ed infatti, oltre al quartiere dei samurai, l’altra attrattiva di questa cittadina ai piedi delle Alpi giapponesi è il rione delle geishe, molto bello anche se molto turistico. Poi il castello ed infine la principale attrazione del luogo, i giardini Kenroku-En.

Qui davvero la cura dei particolari è a livelli elevatissimi anche per gli standard nipponici. I giardini non sono solo curati, ma amati, riveriti, rispettati. Le piante, i prati, i laghetti, i corsi d’acqua con i loro giochi, i ponti in pietra non presentano nulla che non sia quello che era stato progettato fin dall’inizio, tutto è curato al millimetro, e non è un’iperbole, i prati sono regolati a mano da centinaia di addetti con dei piccoli attrezzi con cui liberano centimetri quadrati di superficie da piccole erbe infestanti. Poteva mancare in questo ambiente una tradizionale casa da the? No, ed infatti ci accomodiamo sui suoi tatami, dove ci vengono serviti the e dolci tradizionali, con vista su giardino zen. Fantastico.

Venerdì 06 ottobre: Kanazawa-Shirakawa-go-Takayama trasferimento in bus di linea

Il trasferimento di oggi si divide in due tratte, tramite bus. La prima ci porterà da Kanazawa a Shiragawa-go, cittadina di montagna famosa per le sue case dai tetti spioventi di paglia, gasshō-zukuri. Pace e molto relax si respirano appena scesi alla piccola stazione, ovviamente organizzatissima per informazioni ed assistenza. Le nostre due valigie trovano posto, per 800 Yen, presso il deposito bagagli, consentendoci una agevole visita della località. Qui i flussi turistici sono davvero imponenti, molti i visitatori tra le vie del paese, ma la gente non sembra farci caso, e continua le proprie attività, dalla raccolta del riso nei campi alla gestione dei tanti (troppi?) negozi lungo la via principale. Il luogo merita la visita. Qualcuno si ferma per la notte, noi proseguiamo verso Takayama, dove ci aspetta Aki, il nostro host Airb&b.

Arriviamo al nostro alloggio in centro, e mentre Aki ci descrive la città, arriva la mamma, che si presenta con una simpatia travolgente. Trova pane per i suoi denti; caffè italiano? Grazie, si. E via di moka, per trascorrere in compagnia una buona ora del nostro tempo parlando delle nostre città, delle nostre famiglie, delle nostre piccole storie. Molto piacevole. Alla fine si offre di accompagnarci alla stazione il mattino della nostra partenza.

La serata si conclude in un piccolo locale, specializzato in okonomiyaky, una sorta di frittata servita su una piastra calda al centro della tavola i cui ingredienti variano da zona in zona.

Sabato 7 ottobre: Takayama

Al mattino, poco distante dal nostro alloggio, lungo la riva orientale del fiume Miya-Gawa si tiene un piccolo mercato all’aperto, iniziamo da lì la visita di questa bella e piacevole cittadina. Dopo una itinerante colazione tra le bancarelle che offrono davvero di tutto, ci spostiamo nella zona storica, quella delle antiche dimore private in legno, Samachi-Suji. Sforzandosi di “non vedere” i tanti visitatori, si può davvero immaginare il Giappone feudale tra queste case in legno ormai nella quasi totalità destinate a negozi o locali i per turisti. Rimane comunque un’atmosfera molto suggestiva. Continuiamo verso le alture orientali, in area Higashiyama Teramachi. Si tratta di una vasta superficie collinare con molti templi e cimiteri, che va visitata a piedi, in circa un’ora e mezza di cammino seguendo un percorso molto ben indicato. Così dicono le guide; noi di ore ne impieghiamo ben più di due, perché la zona è ricca non solo di templi molto belli e curati, ma anche di piccoli giardini, case private che si lasciano ammirare per la cura con cui sono tenute, suggestivi cimiteri, tra cui quello dei Woodworkers, piccolo e struggente. Si continua con il museo dei carri destinati alla sfilata dell’imminente Matsuri d’autunno, che inizierà il giorno dopo la nostra partenza, vedendo l’arrivo in città di decine di migliaia di persone, quindi ci si perde tra le vie meno battute fino a sera.



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