Giappone, misterioso fascino nipponico

Un Paese affascinante ancora legato a tradizioni antiche, ma proiettato nel futuro.
Scritto da: curiosona
giappone, misterioso fascino nipponico
Partenza il: 05/04/2016
Ritorno il: 19/04/2016
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

Era nostro desiderio visitare questo Paese dove le tradizioni millenarie convivono egregiamente con la tecnologia moderna. Il periodo è stato scelto per ammirare la leggendaria fioritura dei ciliegi nei giardini “alla giapponese” che appartengono all’immaginario collettivo. Il Giappone è considerato molto costoso per i viaggiatori occidentali. Certamente è così se si scelgono alberghi a cinque stelle, se si prende sempre il taxi e se si consumano i pasti in ristoranti di lusso. Noi abbiamo acquistato qualche mese prima il volo in offerta Alitalia diretto Milano-Tokyo e, dopo aver costruito l’itinerario secondo i nostri gusti, abbiamo prenotato sul web i pernottamenti in alloggi di medio livello posizionati vicino alle stazioni ferroviarie perché il treno sarà il nostro mezzo di trasporto principale. Noi abbiano acquistato il Japan Rail Pass in Italia perché offre un eccellente rapporto qualità/prezzo e consente di effettuare un numero di viaggi illimitato sulla rete JR in Giappone sui loro autobus e sui traghetti. Basti pensare che la tessera per sette giorni costa quanto un biglietto andata/ritorno Tokyo-Kyoto in treno super-veloce. Sorvolando il Giappone dall’aereo scorgiamo la cima del monte Fuji che sbuca dalle nuvole e ci sembra un ottimo auspicio per il nostro viaggio. Atterriamo a Tokyo la mattina del 6 aprile e subito ci colpisce l’ordine e la pulizia dell’aeroporto Narita malgrado sia gigantesco. Presso l’Ufficio JR vidimiamo subito il pass ferroviario e saliamo sul treno-navetta che ci porterà in città. Il nostro albergo è situato a circa 5 minuti a piedi dalla stazione di Shinbashi, nel quartiere Shiodome. La camera è relativamente piccola per lo standard europeo, ma due persone si muovono comodamente e il prezzo è medio compresa la colazione.

Tokyo, vecchio nome Edo, è vivace e stimolante, un mosaico di tradizioni e di modernità. E’ una metropoli verticale con grattacieli futuristici e angoli tradizionali, una miscela ricca di sfumature che dona al visitatore un’esperienza fantastica. Noi ci fermiamo soltanto un paio di giorni per assaporare il primo contatto con la vita giapponese, ma ci ritorneremo alla fine del nostro tour. Difficile descrivere questa metropoli tecnologica con 12 milioni di residenti che si muovono soprattutto in metropolitana, una rete di 882 stazioni e una musica diversa che a ogni fermata identifica il rispettivo quartiere. I giapponesi hanno investito sui mezzi pubblici e quindi il traffico in città è sostenibile e l’aria è respirabile, mentre le mascherine antismog sono indossate come protezione verso gli altri. L’antico Giappone s’intreccia con quello moderno, infatti talvolta vediamo persone in abiti tradizionali, kimono lei e yukata lui, che si recano nei templi o si scattano “selfie” nei giardini. Noi decidiamo di andare alla scoperta di qualche quartiere per vedere le mode e le ultime tendenze che caratterizzano la città.

In metropolitana andiamo nel quartiere popoloso Shinjuku ricco di centri commerciali e di grattacieli. Molti grattacieli hanno terrazze panoramiche che si raggiungono in ascensore gratuitamente e dalle quali, nelle giornate limpide, è possibile scorgere il monte Fuji. Saliamo anche noi sul Shinjuku NS Building ed effettivamente si delinea all’orizzonte il profilo della vetta più alta del Giappone: è la classica cartolina che famosi pittori e poeti hanno immortalato in tutti i modi. Spicca anche la Tokyo Tower (330 m) che si ispira alla tour Eiffel ma è dipinta in rosso e bianco per essere avvistata dagli aerei. Quando è accaduta la tragedia degli attentati a Parigi è stata dipinta in bianco, rosso e blu come i colori della bandiera francese quale omaggio alle vittime. Riprendiamo la metropolitana e decidiamo di fare un salto al Museo Nazionale di Tokyo, il museo più grande del Giappone che ospita la più vasta collezione di arte giapponese del mondo. Ci sono quattro gallerie. Nella sala principale troviamo sculture, bellissime lacche, spade luccicanti e opere calligrafiche per noi misteriose. Nella Galleria delle Antichità Orientali troviamo reperti archeologici provenienti dal continente asiatico, mentre la terza galleria ospita reperti rinvenuti esclusivamente in Giappone. La parte più interessante per noi è stata la Sala del Tesoro di Horyuji dove abbiamo ammirato capolavori d’arte buddista provenienti da tutto il Paese. Il primo giorno a Tokyo termina con una tipica cena vicino al nostro albergo. Siamo circondati da grattacieli che oltre al centro commerciale ospitano ai piani alti una serie di locali per tutti i gusti e per tutte le tasche. Al 47° piano ammiriamo le luci della città e attraverso le grandi vetrate ci appare la Tokyo del futuro.

Non si può lasciare Tokyo senza visitare il più grande mercato al mondo del pesce Tsukiji. Il pescato del giorno viene messo all’asta alle h 5.00 del mattino e noi ci andiamo il giorno seguente prima dell’alba anche perché ci dicono che soltanto 120 persone vengono ammesse all’asta ogni giorno. Ci rendiamo subito conto che non è il classico mercato del pesce che si trova in altre parti del mondo: qui tutto è organizzato in modo efficiente con pesci di ogni tipo rovesciati ordinatamente sui banconi, non c’è la consueta “puzza” e il pesce viene sezionato con maestria da… chirurgo. L’unica avvertenza è non dare troppo fastidio a chi sta lavorando tra i banconi. All’uscita ci fermiamo in un locale a fare colazione con toast e caffè e riprendiamo il nostro girovagare un poco più svegli.

In metropolitana visitiamo il quartiere Harajuku per assistere allo “show” di ragazze che si ritrovano sulla via pedonale Takeshita dori. Queste ragazze si truccano in modo vistoso e indossano parrucche e look pittoreschi copiati dai manga (fumetti giapponesi), dai videogiochi o dai cartoni animati. E’ ancora presto e non incontriamo nessuna di queste ragazze. Quasi perdiamo le speranze quando incrociamo una ragazza vestita completamente di rosa con lo zaino a forma di coniglio sulla schiena e un grande fiocco in testa. La particolarità è che l’abitino è come quelle delle bimbe con la sottogonna bianca che spicca dall’orlo, le calze bianche corte e le scarpette alla baby di vernice. Credo sia un travestimento da lolita. Un gruppo di ragazzi e ragazze ci viene incontro e spiccano kimono punk, giubbini rosa con cerniere metalliche, gonne luccicanti e sandali con la zeppa. Una ragazza davanti a un negozio di dischi è salita sul palco e improvvisa un concerto. Canta musica rock ma è vestita con un abito corto di pizzo con fiori, perline e pupazzetti fissati sulla gonna. Anche lei è una bambola che però canta e balla benissimo.



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