Dieci giorni fra Tokyo e dintorni

Iniziamo l'anno con una gita nella terra del Sol Levante!
 
Partenza il: 31/12/2010
Ritorno il: 10/01/2011
Viaggiatori: 4
Spesa: 2000 €

aleggia un odore intensissimo di griglia, ma l’okonomiyaki che riusciamo a gesti a farci portare dalla simpaticissima padrona (che in inglese sa solo dire “cheese”, per cui optiamo “spontaneamente” per pastella al formaggio) é buonissimo e ne prendiamo subito un secondo. Per nostra incredibile fortuna, una ragazza giapponese al tavolo vicino ci sente parlare, capisce che siamo italiani e ci dice che lei vive a Perugia dove ha spostato un italiano…e ordina per noi i successivi okonomiyaki, cosí proviamo anche altri “gusti”, sempre ottimi. Quando usciamo da lí, i vestiti sono da buttare ma lo stomaco canta l’Inno alla Gioia. 8˚ giorno, 8 gennaio 2011: Tokyo: Sengakuji, Odaiba Forse perché ormai rasentiamo la 40ina, ma oggi io e Metá non abbiamo assolutamente voglia dell’ennesima levataccia che invece i nostri amici (MOLTO piú giovani!) intendono fare per andare a vedere le pendici del Fuji da vicino. Oltre tutto riteniamo di essere stati giá abbastanza fortunati ad averlo visto da Tokyo (evento rarissimo causa smog e umiditá dell’atmosfera!) sia dal treno andando verso Nikko, sia la sera del Park Hyatt, per cui restiamo a poltrire in hotel fin nella tarda mattinata per poi decidere di spingerci fino ad Odaiba dopo aver visitato il toccante cimitero dei 47 ronin a Sengakuji (che ancora oggi vengono venerati, infatti era pieno di gente che posava incenso sulle loro tombe). Per arrivare a Odaiba, invece, bisogna scendere a Shimbashi e prendere la monorotaia della linea Yurikamome (il biglietto si paga a parte e costa sui 6 € A/R), che offre un bellissimo panorama sul Rainbow Bridge e sulla baia di Tokyo. E’un quartiere ultra-moderno che vale una visita, a parer mio, se vi piace questo stile futuristico e avete voglia di un pó di tranquillitá; la spiaggetta di fronte al palazzo della Fuji Tv (sul quale si puó salire), ad esempio, é deliziosa e ci si puó fermare a bere qualcosa in uno dei bar che vi si affacciano. Tralasciando la copia in piccolo della Statua della Libertá (un pó kitsch!), si puó percorrere il ponte sospeso fino alla ruota panoramica (che se non sbaglio era la piú alta del mondo prima che costruissero il London Eye) e che dá il meglio di sé la notte quando si illumina, e alla zona di centri commerciali fantascientifici che si trovano lí attorno. Dopo essere tornati tutti e 4 in hotel (i nostri amici ci raccontano che il viaggio in bus da Tokyo Station per raggiungere il lago Kawaguchiko é stato eterno, quasi 3 ore di viaggio sia all’andata che al ritorno; credo che la zona dei 5 Laghi sia in effetti magnifica ma che meriti 2-3 giorni appositamente dedicati al viaggio), andiamo a cena in un ristorante verso Akihabara che ci ispirava e in effetti mangiamo un ottimo sushi che ci sembra addirittura migliore di quello di Tsukiji. 9˚ giorno, 9 gennaio 2011: Tokyo: Harajuku, Asakusa Essendo domenica ci dirigiamo appositamente verso Harajuku per vedere le famose cosplayers all’opera sul ponte…ma restiamo fregati perché non ci sono. Forse le vacanze di Natale valgono anche per loro! Peccato, perché durante il mio primo viaggio erano state davvero uno spettacolo per gli occhi; sembrava di essere dentro a un cartone animato! Un pó delusi facciamo comunque una passeggiata nel bellissimo parco Yoyogi Koen (nel quale, essendo domenica, assistiamo a un bel pó di matrimoni tipici), a Harajuku Street (caotica ma incredibile, popolata da ragazzi vestiti e pettinati in maniere allucinanti) e su Omotesando, la via dello shopping elegante, per poi scappare verso Asakusa, un pó troppo infastiditi dal caos del posto. Non che ad Asakusa ci sia maggiore tranquillitá: facciamo molta fatica a trovare un posto dove pranzare e alla fine optiamo per (sigh!) Mc Donald’s visto che la fame ormai ci fa sragionare. Volevamo peró tornare nella zona del Kaminarimon per comprare tutti i regalini per parenti e amici…e in effetti é il posto giusto per comprare i classici “pensierini” senza spendere molto e comprando oggetti tipici e non puri e semplici gadget da turisti. A cena torniamo nel ristorante della sera precedente e mangiamo l’ultimo malinconico sushi per dire addio a Tokyo. 10˚ giorno, 10 gennaio 2011: Tokyo – Italia Purtroppo iniziamo la mattinata con una mail (e meno male che il nostro amico ha il Blackberry e la riceve) dell’Alitalia che ci informa che il volo per Malpensa ha 6 ore di ritardo. Riusciamo a chiamare il call center con Skype e ci facciamo spostare in extremis sul Tokyo-Roma e sul successivo Roma-Malpensa, arrivando peró in Italia verso mezzanotte anziché alle 9 di sera come previsto…un piccolo disguido, ma alla fin fine, l’unico di questo divertentissimo viaggio in posti e con personaggi davvero incredibili.



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