Che belle le Langhe in Autunno!

Una settimana slow di paese in paese con qualche digressione “fuori porta”
 
Partenza il: 05/10/2020
Ritorno il: 11/10/2020
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Era da tanto tempo che avevamo in mente le Langhe, senza mai trovare l’occasione giusta per partire: troppo freddo in inverno, troppo caldo in estate, finalmente, ad inizio ottobre, grazie ad una inaspettata settimana di ferie autunnali, siamo riusciti a realizzare il nostro piccolo sogno.

Vorrei anche spezzare una lancia a proposito delle vacanze fuori stagione: semplicemente fantastiche! Poco traffico sulle strade e autostrade, pochi turisti in giro (ovviamente anche a causa del periodo particolare che stiamo vivendo), clima perfetto e ritmi di vita più rilassati e tranquilli. Se a tutto questo aggiungiamo il fatto di essere nella regione più romantica del Piemonte e di aver goduto per tutto il periodo di un clima caldo e soleggiato, allora ne nasce la vacanza ideale.

Non nego però di aver avuto, prima di partire, mille ripensamenti ed incertezze: la terribile alluvione che ha colpito pesantemente alcune regioni del nord fra cui appunto il Piemonte e le allarmanti notizie sulla seconda ondata di Covid non ci hanno certo incoraggiato ma, spostandoci con la nostra auto e trovandoci a 4 ore di autostrada da casa, abbiamo pensato che se la situazione fosse peggiorata, avremmo potuto velocemente rientrare.

La documentazione sulle Langhe l’abbiamo trovata in rete, oltre che sulla guida Touring del Piemonte: una volta deciso cosa vedere, abbiamo organizzato i pernottamenti affidandoci ad Airbnb invece che al solito Booking. Abbiamo pernottato 1 notte ad Asti in un grazioso appartamento in una casa di ringhiera, 2 notti a Saluzzo, in casa di una socievolissima host francese e 3 notti ad Alba in un mini appartamento di 29 mq.

Sono state tutte e 3 esperienze positive, che ci hanno permesso di sentirci, anche se per poco, abitanti del luogo in ciascuno dei posti visitati.

Bene, non ci rimane che partire!

Lunedì: Asti

Arriviamo ad Asti dopo quasi 4 ore di viaggio in autostrada: dato che l’appartamento dove alloggeremo non è dotato di posto auto parcheggiamo in Corso Alessandria e ci incamminiamo a piedi verso la nostra casa. Il nostro host si chiama Enrico e abbiamo comunicato con lui solo telefonicamente e via whatsup: codici per entrare nell’appartamento, check in, check out, tutto perfetto e nel pieno rispetto delle direttive anti Covid. L’appartamento è molto spazioso, arredato in modo simpatico, c’è pure il letto a baldacchino! Non avendo tanto tempo a disposizione partiamo subito alla scoperta di questa città che ci ha sempre incuriosito. Il lunghissimo corso Alfieri ci conduce nella omonima piazza, grandissima e circondata da antichi portici, che sono una delle caratteristiche peculiari delle città piemontesi visitate in questa vacanza.

Un altro segno distintivo sono le torri, le tante piazze e piazzette e le enormi chiese in gran parte di mattoni rossi, fra cui la bella cattedrale che si trova in posizione elevata in una zona non proprio centrale.

Il centro è molto animato e le vie dello shopping affollate. Visitiamo anche l’antico mercato coperto e la piazza dove ogni anno si corre il palio, immensa.

Dopo un breve passaggio a casa, ci rimettiamo in moto per la cena all’ “Osteria della piazza”, in un bel palazzo vicino alla Cattedrale.

Il ristorante è molto carino ed intimo ed io posso gustare uno dei piatti di cui vado ghiotta, il vitel tonnè, ed anche un favoloso bonet bianco, il tutto innaffiato da una bottiglia di barbera d’Asti. La nostra prima giornata piemontese si conclude passando da Piazza Alfieri, illuminata da romantici lampioni e sorvegliata dalla statua fiera del grande scrittore, illustre abitante di Asti assieme all’avvocato canterino Paolo Conte e a Giorgio Faletti, il comico con la passione per la scrittura a cui è stata dedicata la biblioteca cittadina.

Martedì: Saluzzo

Cosa può spingere un turista a visitare Saluzzo? Nulla, direbbe un viaggiatore distratto, che magari non conosce neanche l’esistenza di questo paese di 13 mila abitanti. In realtà le bellezze di Saluzzo e dei suoi dintorni sono tante, e fra un po’ le conosceremo, prima però accomiatiamoci da Asti.

Il nostro commiato ha il sapore dolce e caldo di un cappuccino con la schiuma a forma di cuore bevuto in un bar di piazza Alfieri e la malinconia del cimitero ebraico visitato in una mattina un po’ grigia.

Il Piemonte vanta una presenza ebraica importante, testimoniata da numerose sinagoghe e musei sparsi su tutto il territorio. Noi abbiamo voluto visitare il cimitero di Asti, fra i più ricchi di sepolcri monumentali: la sua particolarità sta nella presenza di caratteristiche cattoliche nelle sepolture ebraiche, a testimonianza dell’alto grado di integrazione della comunità ebraica nel tessuto sociale astigiano. Tra le più belle, le tombe della famiglia Artom (Isacco Artom fu segretario di Cavour) e della famiglia Ottolenghi (Zaccaria fu costruttore e finanziatore del teatro Alfieri).

Dopo questo doveroso tributo alla storia, riprendiamo l’auto in direzione Saluzzo, attraversando tanti paesi che in realtà sono una immensa campagna punteggiata da qualche casa.

Il primo impatto con Saluzzo è con il suo ex tribunale, davvero brutto ma utile in quanto provvisto di un grande parcheggio, dove lasciamo l’auto per dirigerci verso il centro.

Il check in nel nostro Airbnb è previsto per il tardo pomeriggio, la nostra idea è quella di fare uno spuntino veloce e poi andare a visitare l’abbazia di Staffarda, uno dei motivi per cui siamo qui. Il primo impatto con il paese è subito positivo: belle piazze, portici antichi e chiese imponenti e poi c’è il sole a rendere tutto più bello! Grazie ad un articolo sul web, meta del nostro spuntino è l’ “Antica Saluzzo”, un po’ bar e un po’ bistrot, arredato in modo molto originale e con una moltitudine di oggetti. Solo il bagno merita la visita, è proprio vero quello che dice l’articolo, sembra di essere sul set de “Il favoloso mondo di Ameliè”. Ordiniamo crepes, hamburger e un caffè che ci viene servito accompagnato da una madeleine e poi via verso la nostra prossima tappa, non prima di esserci imbattuti per caso in Piazza Garibaldi nel monumento che la città di Saluzzo ha appena dedicato, nel centenario della nascita, ad uno dei suoi più illustri cittadini, Carlo Alberto Dalla Chiesa. L’opera è nata dalla collaborazione di 6 artisti saluzzesi, ognuno dei quali ne ha eseguito una parte, dal basamento di marmo alla parte terminale in acciaio. Ad essere sinceri l’opera non ci entusiasma più di tanto, ma è comunque un giusto e doveroso tributo ad una persona che ha immolato la propria vita alla lotta contro la mafia.



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