Vicoforte e Mondovì

Weekend in Piemonte
Scritto da: barbaracera
vicoforte e mondovì

È sabato mattino e pigramente ci dirigiamo verso la prima tappa del nostro weekend: l’incredibile Santuario di Vicoforte, a circa tre ore di strada da casa. Arriviamo in zona all’ora di pranzo e ci fermiamo a pochi chilometri dal santuario, presso un bar con cucina, che segnaliamo per l’abbondanza e la genuinità dei piatti.

È il Cubri Caffè, proprio su via del Santuario. Poco dopo siamo in centro: il santuario, visibile da lontano, domina la splendida piazza porticata di fronte.

Noi siamo alloggiati presso Casa Regina Montis Regalis, il monastero adiacente al santuario. Ci sentiamo di consigliare l’alloggio non soltanto per l’ottimo rapporto qualità-prezzo, ma anche perché il luogo è suggestivo, con uno splendido chiostro interno e la sala ristorante affrescata nello stesso periodo del santuario.

Abbiamo la fortuna di essere alloggiati in una camera (la 356) che si affaccia direttamente sul retro di questa splendida ed imponente costruzione.

Alle 16:30 abbiamo prenotato una visita guidata alla cupola. Prima della visita guidata, esploriamo il santuario dal basso, ammirandone gli splendidi affreschi barocchi che poi vedremo da vicino.

Indossati infine elmetto ed imbrago, iniziamo un’avventura indimenticabile, salendo di sessanta metri fino alla sommità del santuario. Un ringraziamento speciale va a Lucrezia e a Lorenzo, le nostre guide, brave e preparate, che conducono i visitatori a conoscere da vicino questa meraviglia.

Gioiello dell’epoca barocca piemontese, la sua storia nasce molto tempo prima e, tra il resto, avrebbe dovuto ospitare le tombe dei Savoia (che sono invece a Superga), anche se dal 2017 nella cappella di San Bernardo ci sono le spoglie di Vittorio Emanuele III e di sua moglie Elena di Savoia.

È la cupola ellittica più grande del mondo, che ospita l’affresco a tema unico più esteso al mondo: sono i due artisti Mattia Bortoloni da Rovigo e Felice Biella da Milano a dare vita ad oltre seimila metri quadri di colori, incentrati sulla storia della salvezza attraverso la Madonna e culminanti con la sua assunzione in cielo.

Lucrezia e Lorenzo ci informano che le due ore che abbiamo trascorse insieme esplorano un decimo circa del patrimonio del santuario. Stanchi ma felici, restiamo nella piazza porticata, per un aperitivo presso il Bar dell’Angelo ed un’ottima pizza presso il ristorante Parlapà.

Entrambi i locali sono premiati per rapporto qualità-prezzo e per il fantastico panorama frontale.

Giorno 2

Il mattino seguente partiamo per la vicina Mondovì, divisa nei due quartieri Breo e Piazza, collegati da una funicolare. Dopo una breve sosta presso la storica pasticceria Comino di Breo, saliamo a Piazza con la funicolare, dove pranziamo presso il locale Agorà, affacciato su Piazza Maggiore. Anche questi due locali sono promossi a pieni voti!

Mondovì è chiamata la città delle meridiane, perché se ne trovano sparse un po’ in ogni via.A Piazza, vicino alla stazione della funicolare, c’è una spettacolare parete – unica al mondo – che ne ospita ben dodici, ognuna diversa dalle altre. Ex-collegio dei Gesuiti, ora Palazzo di Tribunale, la parete che le ospita sino al 2003 era molto compromessa: l’intonaco (inizio Settecento) era in parte staccato e si è dovuto operare un gran lavoro di restauro. Il risultato è davvero sorprendente e ci lascia a bocca aperta.

Sempre a Piazza, il Parco Belvedere ospita anche tre moderni orologi solari. All’interno della medievale Torre Belvedere, al centro del parco, si trova una mostra permanente che si intitola “Parco del Tempo”: il visitatore ha così modo di scoprire varie tipologie di orologi da campanile, fra cui quello della torre stessa che, ideato nel 1859, ha la caratteristica di far muovere su ognuno dei quattro lati una lancetta singola che è lunga circa due metri. Dall’ultimo piano della torre, il panorama sulle Langhe è semplicemente magnifico.

Nel primo pomeriggio, con rammarico riprendiamo la strada di casa, ripromettendoci di ritornare allo splendido santuario e di fermarci un po’ di più a Mondovì, sede di due importanti musei, dedicati rispettivamente alla ceramica e alla stampa.

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