Cè – zù – bèh Myanmar

Per una serie di circostanze e di contrattempi “dovrò” andare in Myanmar da solo. E’ la prima volta che faccio un viaggio “solitario”, chissà che esperienza sarà. Ho contattato via internet qualche persona in Myanmar per concordare l’itinerario del viaggio ed il noleggio dell’auto + autista. Dopo svariati contatti ho scelto...
Scritto da: bushman
cè – zù – bèh  myanmar
Partenza il: 28/01/2008
Ritorno il: 15/02/2008
Viaggiatori: da solo
Spesa: 2000 €

Per una serie di circostanze e di contrattempi “dovrò” andare in Myanmar da solo. E’ la prima volta che faccio un viaggio “solitario”, chissà che esperienza sarà. Ho contattato via internet qualche persona in Myanmar per concordare l’itinerario del viaggio ed il noleggio dell’auto + autista. Dopo svariati contatti ho scelto l’offerta fattami da T. Innanzitutto perchè il prezzo richiesto era molto conveniente, ed anche perchè da ciò che avevo letto sul suo conto e dalle varie e-mail che ci siamo scritte (in italiano), mi aveva suscitato molta fiducia che, alla fine del viaggio, è stata ben riposta.

29 gennaio Sono partito alle 19,50 di ieri (28 gennaio) da Roma ed alle 9,00 di questa mattina sono arrivato all’aeroporto di Yangon, con un volo della Thai Airways Roma – Bangkok e Bangkok – Yangon. Mentre disbrigo le veloci formalità burocratiche, intravedo un tizio che espone un piccolo cartello con su scritto il mio nome. E’ t.. Ci presentiamo mentre mi accompagna a ritirare il bagaglio. Dopo pochi minuti di attesa arriva la mia valigia, sana e salva. Fuori l’aeroporto c’è S. Che ci aspetta. Sarà il mio autista-guida per tutto il viaggio. Prima di iniziare la visita di Yangon passiamo dall’hotel (Yoma Hotel) consigliatomi da T.. Vedo la stanza, la prendo per $ 13 a notte. Teo mi accompagna per un primo giro di Yangon con visita al porto sul fiume Yangon, al Budda reclinato (enorme!!), alla Sule Paya, ad un Budda seduto (anche questo grandissimo), al parco del lago Kandawgy con una stupenda veduta della Swedagon Paya. Facciamo il giro anche di due grandi mercati. Torno in hotel verso le quattro, faccio una dormitina di un paio d’ore e, dopo una doccia, esco per una prima esplorazione solitaria di Yangon, anche perchè l’hotel si trova proprio in centro, non molto lontano dalla Sule Paya. I locali dove si mangia sono tutti pieni e dopo aver girato per un pò, mi convinco ad entrare in uno di essi per cenare. Ordino del riso fritto con pollo e bevo un paio di birre alla spina. Pago il conto (2.500 Kyat, poco più di 2 $). Accendo un sigaro e faccio una camminata prima di tornare all’hotel. Sono l’unico occidentale in giro, e vengo notato facilmente. Qualcuno mi sorride, altri mi ignorano, altri ancora mi salutano. Credo che, comunque, sia un popolo aperto ed ospitale, e penso che debba “sciogliermi” anche io.

30 gennaio Alle 8,00, puntualissimo, arriva S. E partiamo per Bago dove arriviamo intorno alle 10,00. Per visitare tutti i templi bisogna pagare una tassa di 10 $. Saw mi suggerisce di non pagare e di visitare i templi dall’esterno, anche perché in alcuni di essi l’entrata è libera. Visito tutto ciò che c’è da vedere. In particolare mi colpisce un monastero buddista con i monaci che sono intenti alla preparazione del pasto principale, ovvero quello che si consuma intorno alle 11,30. I monaci mangiano due volte al giorno: a colazione ed a pranzo ma non oltre le ore 12,00 perché trascorso mezzogiorno non possono più toccare cibo. Ci fermiamo ad ammirare un enorme Budda reclinato. Lascio S. Per il pranzo ed io mi avvio verso un’altra Pagoda molto bella dopo aver mangiato un paio di fette di cocomero (è il mio pranzo). Finita la visita di Bago ci avviamo alla volta di Kinpun da dove, l’indomani mattina presto, si partirà per la Golden Rock. Durante il tragitto facciamo tappa presso il mercato di un villaggio dove una ragazzina, che mi offre delle cipolle fritte che però rifiuto, si fa fotografare ridendo a crepapelle. La gente mi sorride ed è molto cordiale. Arriviamo alle porte di Kinpun dove S. Mi lascia al Sunrise Hotel. Albergo molto bello e dove prendo una stanza per la notte al costo di 15 $.

Dopo aver fatto una doccia ristoratrice, verso le 19,00 mi incammino per la strada che conduce a Kinpun. La strada è buia e devo ricorrere all’ausilio di una torcia a batteria per non inciampare in qualche buca e per segnalare la mia presenza alle auto che incrocio. Dopo una breve camminata di circa 10 minuti, giungo a Kinpun. Questa cittadina non è altro che una strada con ai due lati una miriade di bancarelle, ristoranti, guest house, ecc. Come sempre mi sento molto osservato, anche perché sono l’unico occidentale che c’è in giro. Molti mi guardano distrattamente, altri mi osservano con più attenzione, altri mi salutano con un cenno che volentieri ricambio. Ceno in un “ristorante” e mangio dei vermicelli di riso fritti con pollo. Mi servono anche una zuppa (acqua bollente con verza a pezzettini) e bevo una birra. Credo che mi abbiano “fregato” perché ho pagato 4.500 kyat (poco meno di quattro dollari) ma non è così perchè la birra costa molto. Sono rientrato in albergo ripercorrendo a ritroso la strada completamente buia. Sono solo ma con il favore del buio ho l’occasione di apprezzare un luminosissimo cielo pieno di stelle (quasi come quello africano). Ora spero di dormire perché domani devo svegliarmi alle 5,00 in quanto alle 6,00 si parte per la Golden Rock.

31 gennaio Sono le 21,30 e tra una mezz’ora andrà via la luce. E già perché in Myanmar alle ore 18,00 circa, tutti i giorni, c’è il black-out elettrico, ed allora molti, specialmente coloro che hanno delle attività commerciali, si sono muniti di un generatore, però ad una certa ora, questa sera alle 22,00, viene spento anche quello.

Oggi è stata una giornata fantastica, e più precisamente la prima metà di essa, perché dalle 13,00 alle 19,00 abbiamo viaggiato da Kinpun a Taungoo. Mi sono svegliato alle 4,00 del mattino perché dalla piazza di Kinpun arrivava la voce, irradiata da un altoparlante, di un tizio che dava istruzioni (almeno così credo perché non capivo nulla) ai pellegrini in attesa di raggiungere la Golden Rock. Gli addetti dell’hotel si sono dovuti svegliare prima del solito solo per permettermi di fare colazione alle 6,00 così da poter andare presto alla Golden Rock. Alle sei ed un quarto il buon S. Mi accompagna nel centro di Kinpun da dove partono i camion che trasportano le persone per metà dell’ascesa che conduce alla Golden Rock. Gli automezzi sono dei camion adattati al trasporto di persone. Su di essi sono stati montati, in fila, sette assi di legno, dove si “accomodano”, su di ognuno di essi, sette persone. Si parte quando il camion è completamente pieno, non prima. S. Mi indica il mio camion e mi fa una mappa del percorso. Una prima parte, che viene percorsa in circa 1 ora, si fa con il camion. La seconda parte, che è una salita, in alcuni punti molto impegnativa, deve essere percorsa a piedi o, se si vuole, seduti su una sorta di sedia sorretta da due grosse canne di bambù e portata a spalla da quattro persone. Salgo sul camion e, manco a dirlo, tutti mi osservano, un ragazzo seduto davanti a me si mostra, sorridendo, molto gentile. Mi chiede da dove vengo e mi informa su quanto debbo pagare per il camion.



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