Dove andiamo in vacanza quest’estate? A Cattolica, nella regina dell’Adriatico!

Nella Terra di Romagna, tra tradizione, mare e divertimento, Cattolica offre vacanze indimenticabili da oltre un secolo
Scritto da: lara_uguccioni
dove andiamo in vacanza quest'estate? a cattolica, nella regina dell'adriatico!

Sta arrivando di nuovo la stagione estiva ed in tanti si chiedono dove passare le vacanze quest’anno. Io un’idea ce l’ho e oggi ve ne voglio parlare. Proprio nell’estrema punta meridionale della mitica Riviera Romagnola c’è una piccola cittadina che da anni è il centro delle vacanze estive di molti italiani. La chiamano La Regina e come tale, silenziosa ed imperturbabile, rimane sdraiata su un’ampia insenatura naturale che guarda sorgere il sole la mattina per poi vederlo sparire all’orizzonte la sera. Sto parlando di Cattolica, una cittadina moderna ed appariscente, ma dal cuore antico e misterioso, appassionata e attraente come il suo passato remoto.

Cattolica è conosciuta da tutti per la sua ampia spiaggia, per le numerose isole pedonali, per l’Arena all’aperto e per i giochi d’acqua delle tante fontane che la impreziosiscono. Molti la considerano un’oasi felice sul litorale adriatico e se ne innamorano, tanto da tornarci ogni anno. Ma quella che molti non conoscono è la sua storia, conservata tra le mura delle vecchie case del centro storico, nella frescura delle grotte sotterranee e nel Museo Archeologico che custodisce le tracce dell’antica tradizione marinara. Un poco di quella storia ve la voglio raccontare, perché a Cattolica ci sono nata e la vivo ogni giorno, guardandola con gli occhi di chi la ama da sempre e la decanta, come si fa con un buon Sangiovese, ad ogni turista che incontra.

Cattolica

Tra antico e moderno, la storia di Cattolica

Cantato da Dante nella Divina Commedia (Inferno, XXIII), l’insediamento di Cattolica nasce ufficialmente il 16 agosto 1271, quando gli abitanti del Castello di Focara, sul monte San Bartolo a pochi passi da qui, decisero di sottomettersi a Rimini. I marchigiani occuparono il nuovo insediamento nel luogo denominato al tempo “que vocetur Catholica” che chiamano Cattolica. Da quel momento, divenne oggetto di dispute continue fra Rimini e lo Stato Pontificio. Furono i Malatesta però, che riuscirono a mantenere il controllo sull’insediamento, fino al 1504. In questo luogo esisteva già un abitato di età romana sorto lungo la via Flaminia nel 200 a.C. per opera dell’Impero Romano. Cattolica all’epoca era terra di transito per i viandanti e i commercianti che si recavano a mercati e fiere oltre che per i pellegrini, che si dirigevano ai santuari di Loreto e San Pietro.

La vocazione di Cattolica è stata quindi sempre quella dell’accoglienza, dall’età romana passando per il Medioevo fino ad arrivare ai giorni nostri. Alla fine dl 1500 fu contrada di taverne, se ne potevano contare addirittura una ventina. Dalla seconda metà del 1700, quando il rischio di incursioni e guerre venne meno, la comunità crebbe e nella sicurezza della costa, all’economia turistica si affiancarono le attività legate alla pesca. Il grande cambiamento di Cattolica arrivò nel 1861, quando venne inaugurata la stazione con il tratto ferroviario Bologna-Ancona. Questi furono gli anni in cui si iniziò la costruzione dei primi villini sul mare, ad opera di nobili famiglie emiliane che passavano la villeggiatura sulla costa tra bagni al mare e serate danzanti.

Le residenze estive degli aristocratici e facoltosi professionisti emiliani sono un ricordo indissolubile, impresso nelle tante cartoline che ritraggono la nostra Cattolica dell’epoca Liberty. Il borgo marinaro di un tempo divenne così, a partire dagli anni 30 del 1900, una fiorente meta mondana e turistica conosciuta in tutta Europa. Per l’enorme richiesta, moltissime ville vennero trasformate in alberghi di lusso dotati di ogni comodità per soddisfare la clientela composta dalla nuova borghesia industriale. Fu negli anni Cinquanta e Sessanta, che il turismo, prima riservato alle famiglie facoltose, divenne fenomeno di massa così come lo conosciamo oggi, con milioni di presenze l’anno.

La tradizione dedicata all’accoglienza continua e io posso dirlo, perché sono nata in uno di quei classici alberghi romagnoli, dove i turisti erano chiamati “bagnanti” e la loro non era una vacanza, ma una “villeggiatura” che spesso durava settimane. Mi ricordo ancora quando i miei genitori aprivano il librone delle prenotazioni ed usavano la matita, che la nonna la chiamava lapis, per inserire a mano le caparre dei nostri villeggianti. Mio babbo Osvaldo, sapeva quattro parole di tedesco e tre di inglese, eppure li conquistava con il suo sorriso e la sua zuppa di pesce. Anno dopo anno tornavano nel nostro albergo e per ringraziarci dell’ospitalità, portavano cioccolate, giochi e bambole a noi ragazzine. Mia sorella, giovanissima, lavorava in sala mentre mia mamma in cucina, faceva il risotto alla marinara più buono di Cattolica. E non lo dicevo solo io!

I romagnoli sono sempre stati conosciuti e ricordati per la loro accoglienza e simpatia. Ruspanti e genuini, i bagnini si facevano riconoscere per essere i latin lover di riferimento a livello mondiale. Le ragazze del nord Europa venivano in vacanza qui solo per loro! Tempi memorabili quelli, per chiunque li abbia vissuti. Ricordi indelebili che ancora fanno della Romagna una delle mete più richieste per le vacanze estive.

Cattolica fontane

Cattolica oggi: un giretto in centro

Cattolica è fatta a misura d’uomo, a piedi è possibile arrivare ovunque, quindi metto per voi un paio di scarpe comode e lascio l’auto a casa per andare dritta verso il centro. È ormai l’ora della seconda colazione, quindi come prima tappa mi fermo alla pasticceria Canasta dove Gigi mi fa il caffè. Si trova in via Risorgimento, a 2 passi dalla principale piazza Nettuno e sì, questa pasticceria è mitica. Di proprietà della famiglia Ercoles che l’ha aperta nel 1948, oggi i figli con le rispettive famiglie, la portano avanti con quella passione di un tempo. Io vengo qui da quando sono nata e me li ricordo i loro genitori, erano stupendi, sempre sorridenti. Marco Ercoles è un vero Maestro pasticcere dell’ Accademia Maestri Pasticceri Italiani, ogni tanto lo si vede uscire dal laboratorio con l’impeccabile divisa bianca e in testa il lungo cappello da maestro chef. Io sono una divoratrice di brioches e buona come quella del Canasta non l’ho mai mangiata da nessuna parte, giuro, neanche a Parigi!

La mia seconda tappa è il Mercato Coperto, vengo qui a fare la spesa ogni giorno, perché al suo interno si trovano tutti i più tipici prodotti freschi del circondario. C’è una buona scelta di formaggi, pasta fresca, salumi, dolci e pesce fresco, da asporto già pronto oppure al dettaglio da cucinare a casa. Se venite, chiedete di assaggiare qualcosa, rimarrete sicuramente affascinati dai sapori intensi dei prodotti di Romagna. Inoltre la struttura è molto bella, divisa su due livelli ha una comoda scala mobile per accedere al piano superiore, per chi è pigro come me è perfetta. Alla piazza che ospita questa antica struttura, dedicata da sempre alla gastronomia, si affacciano diverse attività aperte tutto l’anno. C’è il mitico bar di Bo dove vado ogni mattina per la prima colazione, poi negozi di artigiani, l’ottica Lisotti con le marche di ultimo grido, attività commerciali e un delizioso e intimo ristorante all’angolo, dall’arredamento tra il francese e lo stile di recupero.

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