Alla scoperta della Serbia, oltre Belgrado!

Un tour che passa dalla capitale, ma anche dal parco di Tara e la valle del fiume Drina, dal Monastero di Zica e dal villaggio termale di Vrnjacka Banja
Scritto da: silvia
alla scoperta della serbia, oltre belgrado!
Partenza il: 09/07/2019
Ritorno il: 13/07/2019
Spesa: Fino a €250 €

Dato il tempismo che da sempre mi contraddistingue, sono finita in Serbia esattamente durante le semifinali di Wimbledon, ovvero mentre l’attuale orgoglio nazionale – Novak Djokovic – si giocava il titolo a dritti e rovesci. Titolo che poi vincerà, battendo “sua maestà” Roger Federer in una gara che resterà nella storia… A dire il vero durante la finale mi trovavo già sul divano di casa, ma non ho potuto fare a meno di pensare a quanto le persone che ho conosciuto durante questo viaggio potessero esserne felici! Se c’è una cosa che ho capito dei serbi, infatti, è che l’orgoglio nazionale e l’attaccamento al proprio paese qui sono roba seria! Non che sapessi poi molto della Serbia, in realtà… Negli anni ‘90 ero adolescente e più o meno tutti i paesi nati dalla dissoluzione della ex Jugoslavia evocano in me ricordi di TG che parlano della guerra nei Balcani. Fatti vicini, ma anche lontani, perché non facili da mettere in fila per una ragazzina… Oggi questi paesi sono più o meno tutti tornati ad essere destinazioni turistiche affascinanti e accoglienti, ciascuna con le proprie specificità. Secondo me però un bravo turista due domande sulla storia recente e sul contesto ha da farsele, per inquadrare meglio dove si trova. Ad esempio questa caratteristica del forte orgoglio nazionale che trascende i confini geografici e si estende da sempre a tutte le persone di origine serba ha un suo valore, dal tennis alla geopolitica.

 

Tornando al viaggio, ci sono due cose che dovete sapere quando organizzate un giro attraverso la Serbia: uno, non riconoscerete mai e poi mai alcun nome letto sulle mappe! In parte perché sono piuttosto impronunciabili (compro una vocale), in parte perché ogni posto si chiama almeno in un paio di modi diversi. E poi – due – preparatevi alla grappa. Non è un paese per astemi: grappa in qualsiasi circostanza e a qualsiasi ora, grappa di benvenuto e grappa di commiato, grappa di cortesia, grappa conviviale e grappa di rinforzo se fa freschino, senza battere ciglio e – spesso – senza fondino!

Quanto all’itinerario, fate base a Belgrado, la capitale. A 80 km verso nord ci sono sia la famosa cittadina di Novi Sad che il parco nazionale di Fruška Gora, ma io sono andata prevalentemente verso il centro-sud del paese, dove ci sono alcune tappe molto interessanti che vi racconterò. Per gli spostamenti considerate che, fuori dalle autostrade, la velocità di percorrenza si riduce e anche distanze sulla carta abbastanza brevi potrebbero richiedere invece qualche ora di strada. La buona notizia è che troverete spesso qualche posto dove vale la pena fermarsi lungo il tragitto.

Cominciamo da Belgrado

Per visitare Belgrado serve un po’ di tempo, in un paio di giorni si ha giusto una visione d’insieme, ma sufficiente a capire alcune cose. Ad esempio che è una città interessante, piena di giovani e molto viva, soprattutto la sera. Data la sua estensione, per potersi muoversi prevalentemente a piedi tra le principali attrazioni è meglio risiedere in pieno centro. Consiglio l’Hotel Zepter, quasi sulla piazza di Terazije, la via del centro per eccellenza, che conduce con una bella passeggiata fino al grande Parco Kalemegdan e all’incontro dei due fiumi… Belgrado si trova esattamente sulla confluenza fra il fiume Sava e il Danubio, che poi continua il suo corso verso il Mar Nero. Una posizione strategica in tutte le epoche – attraverso gli imperi romano, bizantino, serbo e austriaco -, qui infatti trovate anche la storica Beogradska Tvrđava, una fortezza che domina la città dall’alto di una collina. Potete visitarla, godervi il parco o fare un giro in battello sui fiumi… Nei paraggi ci sono anche la cattedrale ortodossa di San Michele Arcangelo e la Fondazione Muzej Zepter, che consiglio di visitare: una galleria d’arte moderna dedicata completamente alle opere di artisti serbi e balcanici. Si trova in un bel palazzo storico e l’allestimento è curato molto bene, ma merita una visita soprattutto perché rappresenta uno spaccato affascinante dell’estetica contemporanea di queste terre. Noterete presto che il nome Zepter è ricorrente da queste parti: si tratta di una coppia di imprenditori molto attivi nel mecenatismo dell’arte e della cultura; a Belgrado, oltre al museo di cui sopra, hanno dato vita tra le altre cose anche al Teatro dell’Opera Madlenianum.

La “cartolina” di Belgrado è il Tempio di San Sava, non per niente la più grande chiesa ortodossa del mondo, ancora in costruzione al suo interno, ma progettata per arrivare a contenere qualcosa come 10mila fedeli. Una struttura imponente, su una pianta a croce con la grande cupola verde al centro e le altre cupole e semi-cupole intorno che ne delineano il profilo, riconoscibilissimo. Scendete nella cripta decorata a mosaico, vi lascerà stupefatti per il tripudio di ori, lampadari a candelabro e volte immacolate. Visitate anche la piccola chiesa di San Sava accanto, dove in effetti si tiene il culto in attesa di completare i lavori. Per arrivarci muovetevi in bus (la metropolitana ancora non c’è) e, già che siete in questa zona, potreste approfittarne per visitare il Museo della Jugoslavia e il Museo dedicato a Nikola Tesla, fisico, ingegnere e brillante inventore di origine serba (appunto).

La sera invece passatela a Skadarlija, il “quartiere bohémien” di Belgrado, dai primi del ‘900 animato e vissuto da scrittori, artisti e intellettuali. L’atmosfera è ancora oggi calda e rilassata, un susseguirsi di ristorantini, bistrot e locali molto animati lungo una strada acciottolata. Se dovete sceglierne uno in cui fermarvi per cena vi consiglio il ristorante Tri šešira (ma è un consiglio banale, è il più famoso che c’è e – in questo caso almeno – non potete sbagliare). Più tardi potreste spostarvi verso il lungofiume per provare l’esperienza degli splavovi: zattere o barche trasformate in club galleggianti e locali notturni, di solito ancorate alle sponde sia del Sava che del Danubio. Tra una discoteca e l’altra, ci sono anche dei semplici bar dove bere qualcosa galleggiando sul fiume tra le luci della notte riflesse sull’acqua. Ne vale la pena!

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Vranjacka banja

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Vranjacka banja

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Tempio di san sava, cripta

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Navigando sul fiume drina

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