3 settimane in Portogallo

Un giro per quasi tutto il Paese: volo a Lisbona, poi auto a noleggio e ritorno da Porto. Mare (non troppo), arte, paesaggi.
Scritto da: stefan-borg
3 settimane in portogallo
Partenza il: 17/07/2018
Ritorno il: 07/08/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

AVVERTENZE

Questo diario di viaggio risulterà poco utile se: – sei “stanziale”: una volta disfatta la valigia, non ci vuoi più pensare per almeno 10-15 giorni; – sei il tipo “vacanza = mare, sole, spiaggia” – ti piace prendertela comoda e/o dormire fino a tardi (se no che vacanza è?) Riguardo al cibo, sono vegetariano. Ora, buona lettura e buon viaggio.

Martedì 17/7

Una volta tanto, volo da Caselle senza dover andare a Malpensa o Orio al Serio. Purtroppo il volo parte con un forte ritardo e siamo a Lisbona verso le 21,30 (anziché alle 20); è un vero peccato, poiché l’aereo fa un ampio giro sopra il centro città prima di atterrare, ma la luce è poca e non consente di apprezzare appieno la vista. In compenso, l’acquisto della Lisboa Card e l’uscita dall’aeroporto verso la Metro ci portano via poco tempo; prima delle 23 siamo già sistemati nella casa prenotata con AirBnb, in Rua das Farinhas. La chiave per entrare è in una scatolina con combinazione (curioso sistema che troveremo ancora nel corso della vacanza portoghese); la casa è assai piccina, ma è ben organizzata e ottimamente situata: siamo nel quartiere Mouraria, una bella zona popolare, centrale e molto animata. Si mangia qualcosa in una bettolaccia vicina, due passi, ma senza allontanarci molto.

Mercoledì 18/7

Colazione con un pasticcino in un baruccio nella nostra via; non sono ancora le 9 e le vie sono semideserte. Si comincia con il Castelo São Jorge, da cui si godono magnifici panorami sulla città. In una torre del castello si fa anche una curiosa esperienza: con un gioco di specchi si vede il centro di Lisbona, “in diretta” e assai ingrandito. Si sale al non lontano Miradouro de Graça, poi prendiamo il tram 12 per qualche fermata e attraversiamo, a piedi, il pittoresco quartiere di Alfama. Sosta al Miradouro de Santa Luzìa, pieno di turisti ma molto bello, poi si scende verso il fiume per belle stradine. Visitiamo São Vicente de Fora, poi la massiccia Sé, entrambe non sono niente di che. Più tardi si cambia completamente zona andando al Museu de Arte Antiga; è il più importante museo del Portogallo e, in effetti, la quantità e qualità delle opere esposte è notevole. Di ritorno in centro, nell’immensa Praça do Comercio – visto che è compreso nella Lisboa Card – saliamo sull’Arco da Rua Augusta, una sorta di Arc de Triomphe in scala minore. Spesa al Pingo Doce, che diventerà nel corso del viaggio il nostro supermercato preferito; scopriamo che si può prendere, a self service, il succo d’arancia direttamente spremuto da un macchinario. Grande idea! Cena con pasta di marca “Milaneza” (sic!), pomodori e insalata; poi si passeggia piacevolmente per il quartiere, ricco di vita, di ristoranti – tutti pieni – e di animazione.

Giovedì 19/7

Oggi è la giornata delle code, anche se non era cominciata così, visto che all’Elevador de Santa Justa (bella la struttura, magnifico il panorama sulla Baixa) c’era ben poca gente. Ma poi si va a Belem e la coda per il celebre monastero è lunghissima; vale la pena di aspettare: il chiostro del Mosteiro dos Jeronimos è bellissimo. Usciti, è d’obbligo la visita alla mitica pasticceria Pasteis de Belem, dove sono stati inventati i Pasteis de Nata. Ma prima del dolce il salato; a due passi c’è Pão Pão Queijo Queijo, simpatico locale che fa pita, falafel e cose del genere: il cibo è decisamente buono. Ottimi anche i Pasteis, giustamente famosi e celebrati. Rifocillati e contenti, andiamo alla Torre de Belem senza immaginare che ci toccherà fare una coda ancora più lunga della precedente e sotto il sole; per fortuna la temperatura è mite, 26-27 gradi. Finalmente si riesce ad entrare; in verità la Torre, simbolo di Lisbona, all’interno ha ben poco da dire e, tutto sommato, non vale la lunga attesa. Si torna in centro e da qui ci spostiamo dall’altra parte della città, al Museu do Azulejo, che è molto interessante. Successivamente, si va a vedere la Gare de Oriente, progettata da Calatrava; ho, però, l’idea (sbagliatissima) di proseguire con lo stesso bus, il 759, anziché tornare indietro e prendere la Metro. Il bus arriva a destinazione, sì, ma dopo aver fatto un giro interminabile per la periferia di Lisbona e decine e decine di fermate. In conclusione, dopo quasi un’ora siamo alla Stazione, che, in effetti, ha un’architettura molto interessante, così come la zona limitrofa – il Parque das Nações – sede dell’Expo 1998. Si gironzola un po’ vedendo qualche installazione, poi torniamo in centro, in pochi minuti, con la Metro. Siamo in Praça Martim Moniz, dove parte il mitico tram 28; proviamo a prenderlo, ma c’è troppa coda, così per il momento ci accontentiamo del “surrogato” – il 12 – che fa un giro simile ma molto più limitato. Ci manca una notte a Lisbona: chiedo a un vicino ostello, ma è pieno. Con Internet prenotiamo un posto non lontano, in Rua das portas de Santo Antão. La cena, ancora a casa, è migliore rispetto a ieri: stavolta abbiamo i fagioli in più. Più tardi, allunghiamo la solita passeggiata notturna salendo fino a un belvedere non lontano dal Castello, che si raggiunge anche con un ascensore dal nostro “amico” Pingo Doce.

Venerdì 20/7

L’ultimo giorno lisbonese scorre certamente meglio del precedente. Portati i bagagli nella Guest House Modelo (un postaccio, ma economico), si riesce a prendere, senza code, il 28; in effetti, vale la pena di fare questo viaggio. Scendiamo dal tram in pieno Bairro Alto, poco dopo la centrale Praça Camões. Da qui torniamo indietro passando per il Miradouro de Santa Catarina (bruttino: dà sul porto) e per un altro punto panoramico assai più interessante, il Miradouro de São Pedro de Alcàntara. Lì vicino ci sono São Roque, bella chiesa barocca, e una curiosa birreria collocata in un ex-convento, nella quale entriamo per scattare qualche foto. Ancora più in basso, vediamo la Igreja do Carmo, una specie di San Galgano (il tetto crollò con il terremoto del 1755) dove ha sede il poco significativo Museo Archeologico. Si torna al belvedere di Santa Justa per qualche ulteriore foto dall’alto, poi si riscende alla Baixa attraverso la pedonale Rua Garrett; lungo il percorso vediamo la famosa statua di Fernando Pessoa e l’altrettanto celebre caffè A Brasileira.



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