La capitale mondiale delle ostriche e delle chiese di legno: è l’angolo di Francia che sembra uscito da un film

Alessandro Cipolla, 15 Mag 2026
la capitale mondiale delle ostriche e delle chiese di legno: è l'angolo di francia che sembra uscito da un film
Partenza il: 10/09/2005
Ritorno il: 21/09/2005
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A guardare Honfleur in foto non sembra essere un luogo reale. La prima impressione è quella del posto creato artificialmente magari per qualche sfondo desktop. Tutto perfetto e fin troppo bello. Potrebbe assomigliare anche a un quadro e non è un caso che alcuni dei più celebri pittori d’Oltralpe hanno deciso di venire qui a dipingere i loro capolavori. Anche le bombe hanno risparmiato questo luogo durante la Seconda Guerra Mondiale nonostante la posizione strategica: posizionato in Normandia proprio dove la Senna incontra l’Oceano Atlantico.
Questa cittadina del nord della Francia – per la precisione siamo nel dipartimento del Calvados – conta meno di ottomila abitanti, ma di certo non è un borgo trascurabile. In passato è stato un crocevia economico, sviluppando un ottimo tessuto commerciale, agricolo e marittimo. Tutte peculiarità queste che ritroveremo più avanti. Per arrivare ad Honfleur il consiglio è di attraversare lo splendido Pont de Normandie aperto nel 1995, un lembo di cemento e una foresta di cavi d’acciaio di oltre due chilometri dall’architettura bellissima, leggera ed affascinante, per niente in contrasto con il bel panorama circostante. Ed è grazie a questo ponte – 2141 metri di capolavoro ingegneristico – che Alta e Bassa Normandia dialogano e sono più facilmente unite l’una all’altra.

Il Vieux Bassin, dove gli artisti si sono innamorati di Honfleur

vieux bassin honfleur

Honfleur è un’autentica perla incastonata nella splendida collana normanna, e ce ne si rende conto appena si giunge nel piccolo comune, dove si rimane certamente colpiti dal bellissimo Vieux Bassin. È il porto vecchio, costruito alla fine del XVII secolo, un porticciolo nel cui specchio d’acqua si riflettono le tante casette strette ed alte che circondano la struttura ancora intatta in cui attraccano piccole e deliziose barchette.
l consiglio è passeggiare senza meta, girare per le strette vie del paesino normanno guidati dall’istinto, fermarsi qualche minuto ad uno dei tanti tavolini dei piccoli ed ottimi ristoranti che si affacciano sul grazioso porto, lasciarsi prendere dalla delicatezza tenue dei pastelli delle facciate dei palazzotti perfettamente inseriti nella sobria ed affascinante architettura di Honfleur che, sul finire dell’ottocento, divenne una meta di tanti pittori impressionisti, come Coubert, Sisley, Pisarro, Renoir, ed anche Cesanne, dove trovarono ispirazione per tante loro opere e che si trovavano alla Ferme St. Simeon, all’epoca una semplice locanda ed oggi albergo di lusso, dove si scambiavano consigli, sensazioni o semplici emozioni.

Un luogo amato dai pittori

Ad Honfleur nacque anche, nel 1824, il grande pittore Eugène Bodin alla cui arte è dedicato un grazioso museo all’interno del paese dove è possibile ammirare alcune tra le più importanti opere dell’artista francese, uno degli appuntamenti irrinunciabili per qualsiasi turista. Il Musée Eugène Bodin (Rue de l’Homme de Bois, Honfleur. Aperto mer-ven 10-12, 14-18; sabato 14-18, 20-24; domenica 13-18. Tel: +33 231 895 400) Ancora oggi il paesino della bassa Normandia rappresenta un approdo naturale per giovani artisti che non solo soggiornano ma operano proficuamente lasciando all’interno dei Greniers a Sel, due capannoni realizzati sul finire del seicento, la loro personale impronta.
Questo delizioso paesino, incastonato fra l’Atlantico e il fiume Senna, fu più volte immortalato da Georges Seurat, in alcuni dipinti che sono rimasti celebri, dove la bellezza semplice ma unica di Honfleur emerge con la leggerezza dei colori pastello che l’artista scelse per dipingere gli scorci di questa perla normanna.

Cosa vedere a Honfleur

sainte catherine honfleur

Anticamente circondata da mura, Honfleur oggi ne conserva solo sparuti esempi, ma di grande rilevanza: la Liutenance e la Porte de Caen, entrambe situate nei pressi del Vieux-Bassin. Bellissima è la Chiesa di Santa Caterina, realizzata in legno, ennesimo richiamo a quella cultura del costruire che risale all’epoca atlantica. Nella fu Chiesa di Sant’Étienne (Santo Stefano) è stato ricavato il Museo della Marina, dove scoprire di più sul legame tra la città e il mare.

Il Calvados, la bevanda simbolo della Normandia

calvados

Insieme all’Italia e alla Spagna, la Francia è uno dei tre grandi produttori di vino d’Europa. Più o meno in tutto il paese si trovano vigneti, dalla regione della Champagne fino alla Provenza, ma con un’eccezione: la Normandia. Un clima molto umido e poco mite ha imposto al territorio di reimmaginare il suo approccio al vino, ed è così che è nato il Calvados. Un “vino“, se così lo si può chiamare, che è in realtà un sidro di mele ma che segue i canoni classici dell’enologia (DOC, affinamenti, millesimati e così via).
In commercio se ne trovano bottiglie vecchie di decenni, vere e proprie riserve con costi di parecchie centinaia di euro. E Honfleur è una delle città dove gustare questo prodotto unico, mentre il luogo perfetto per scoprire come nasce il Calvados è lo Château de Breuil, dove si può vivere l’esperienza di “assemblare” una bottiglia e darle il nostro nome sull’etichetta. Pas mal!


Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere di tutte le cose belle che ci sono da vedere in Italia e in giro per il mondo.



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