Bretagna e Normandia: il nostro viaggio lungo 10 giorni fra storia, arte e natura nel nord della Francia

Scritto da: Maurilio_BO
bretagna e normandia: il nostro viaggio lungo 10 giorni fra storia, arte e natura nel nord della francia

Questo è il racconto di dieci giorni di viaggio nel nord della Francia, programmato last minute. È il resoconto di un itinerario attraverso città, coste, luoghi della memoria e paesaggi naturali di grande bellezza. Dalle maree imponenti di Saint-Malò e del Mont Saint-Michel alle Spiagge dello sbarco, dalle cattedrali gotiche alle falesie a picco sull’oceano: un tour indimenticabile nella nostra vecchia cara Europa.

Diario di viaggio in Bretagna e Normandia

Giorno 1 -Verso la Bretagna: da Bologna a Firenze e da qui volo per Nantes

Il nostro viaggio (madre, padre, figlia sedicenne) comincia da Bologna a metà giornata, con trasferimento in auto fino all’aeroporto di Firenze. Parcheggiamo al Parking Go e prendiamo la navetta per l’aeroporto. Il volo Volotea ci porta rapidamente a Nantes, dove atterriamo nel tardo pomeriggio.  Una comoda navetta ci lascia vicino al centro, a quindici minuti a piedi dal nostro albergo: l’Oceania Hotel in Rue Crébillon, posizione centralissima, struttura di qualità, anche se non molto economica (ma è per una notte soltanto).

Prima di cena visitiamo Place Graslin, i giardini di Cours Cambronne, e arriviamo alla Cattedrale Saint-Pierre-et-Saint-Paule, che però è momentaneamente chiusa per lavori di ristrutturazione dopo l’incendio del 2020. Una linea verde tracciata sul selciato cittadino segna un percorso pedonale che conduce ai principali monumenti e ad installazioni artistiche temporanee e permanenti.

Per la prima cena in terra francese scegliamo l’Heb Ken, una crêperie sita a due passi da Place Royal, ottima introduzione ai sapori bretoni e in particolare alle galettes, fatte con grano saraceno e farcite con uova, salumi o formaggio.

Giorno 2 – Da Nantes a Saint-Malò in treno

Dopo aver lasciato l’albergo, ci incamminiamo verso la stazione con una breve passeggiata, sostando al Jardin des Plantes, situato proprio di fronte alla stazione. Si tratta di un magnifico giardino botanico risalente al XIX secolo, che ospita oltre 11.000 specie vegetali, tra cui piante tropicali, cactus, piante grasse e mediterranee. Il treno per Saint-Malò parte a mezzogiorno e ci porta sulla costa bretone in circa due ore e 30’, con cambio a Rennes.

Arrivati a Saint-Malò, ci incamminiamo verso il centro storico, 20’ a piedi circa (ma volendo sono disponibili bus e taxi). Il nostro appartamento è pronto nel pomeriggio, si tratta de L’Anemone, prenotato tramite l’agenzia francese Cocoonr, specializzata in affitti brevi in Francia, molto efficiente a cominciare dal check-in, avvenuto direttamente in appartamento grazie a personale in loco molto puntuale, gentile e prodigo di informazioni.

L’alloggio è nel pieno centro storico: dopo esserci sistemati, iniziamo subito a esplorare Intra Muros, ossia la città fortificata con il suo labirinto di viuzze. Saint-Malò è stata ricostruita fra il 1947 e il 1960 dopo la quasi totale distruzione avvenuta nell’agosto 1944 a causa dei bombardamenti alleati; la ricostruzione ha riprodotto piuttosto fedelmente lo stile architettonico del ‘700. La città è immersa in un paesaggio estremamente mutevole in virtù di maree fra le più alte al mondo, che si possono apprezzare in particolare sulla Spiaggia del Buon Soccorso, dove ci soffermiamo nelle ore del tramonto, piuttosto ventoso.

Ceniamo al Comptoir Breizh Café in rue de l’Orme e, come dessert, optiamo per una crêpe alla Nutella lì vicino, per chiudere la serata.

Giorno 3 – Mura e mare a Saint Malò

La mattina è dedicata al perimetro fortificato di Saint-Malò: un giro completo sulle mura con vista sull’oceano, sulle spiagge e sui bastioni: i camminamenti su questi ultimi sono lunghi 1,8 Km e accessibili dalle principali porte d’accesso del centro. Uno dei migliori panorami si apprezza dal molo che si protende sul mare dalla punta sud-occidentale di Intra Muros: arrivati in fondo, si apre una vista a 360 gradi. Facciamo tappa al cortile del castello, sede dell’Hôtel de Ville (non visitabile), e alla Cattedrale Saint-Vincent, anch’essa ricostruita nel dopoguerra e riconsacrata nel 1971.

Dopo il pranzo in una brasserie del centro, continuiamo la passeggiata fino al guado che porta, con la bassa marea, all’Ile du Grand Bé, l’isolotto roccioso dove riposa Chateaubriand, il grande politico e scrittore del XVIII secolo, originario di Saint-Malò.  La sera ceniamo in un’altra brasserie del centro.

Giorno 4 – L’Acquario di Saint-Malò e le ostriche di Cancale

Iniziamo la giornata noleggiando un’auto al Sixt vicino alla stazione ferroviaria di Saint Malò, poi raggiungiamo l’Acquario cittadino che si trova in periferia. L’Acquario è uno dei più grandi di Francia e ospita migliaia di specie marine: non all’altezza dell’Acquario di Genova, ma vi si possono trascorrere 2-3 ore piacevoli. Originale e divertente (ma sconsigliata a chi soffre di claustrofobia) l’immersione sottomarina con il Nautibus, una specie di navicella trasparente a due posti. Usciti dall’acquario, facciamo tappa in centro per pranzare in una brasserie; quindi, ci dirigiamo in auto verso Cancale, a circa 25 minuti da Saint-Malò.

Cancale è la capitale dell’allevamento delle ostriche: con la bassa marea, si possono vedere le coltivazioni di fronte al lungomare. Il mercato delle ostriche è affacciato sull’allevamento: per 10 euro se ne può comprare un piatto da gustare sugli scalini di fronte al mare, per poi lanciare le conchiglie sulla spiaggia sottostante, come da tradizione. In lontananza, all’altro lato della baia, appare la sagoma del Mont Saint-Michel, quasi un miraggio. La sera rientriamo a Saint-Malò per cenare in appartamento.

Giorno 5 – Mont Saint-Michel

Partiamo presto in auto alla volta (finalmente) del Mont Saint-Michel. Parcheggiamo a circa 4 chilometri di distanza e raggiungiamo il villaggio con la navetta (ma ci si potrebbe arrivare tranquillamente a piedi in circa mezz’ora, attraverso la lunga passerella panoramica). Una delle immagini più emblematiche della Francia ritrae il Mont Saint-Michel che, a seconda delle maree, si erge sul mare o sulla sabbia. Le maree sono le più alte d’Europa ma variano quotidianamente d’intensità: è importante controllare online il calendario ufficiale.

L’alta marea si verifica due volte al giorno, ma le maree più spettacolari (con i coefficienti più alti, ossia più di 100), avvengono circa 25 volte l’anno e le maggiori sono in occasione degli equinozi, in primavera e in autunno. Oggi l’alta marea, che è prevista in tarda mattinata, non ha un coefficiente alto; quindi, l’effetto è un po’ meno spettacolare, ma la vista del Monte è comunque magnifica.

Entriamo nel villaggio, imbocchiamo la stradina in salita e ci fermiamo per un pranzo veloce in uno dei locali (molto turistici) che vi si affacciano. L’attrattiva principale del Mont Saint-Michel è l’Abbazia, uno straordinario complesso architettonico, capolavoro dell’arte monastica.

Con il biglietto acquistato on line qualche giorno prima, entriamo nell’Abbazia, che visitiamo da cima a fondo con l’ausilio dell’ottima audio-videoguida interattiva a noleggio (5 euro aggiuntivi ben spesi). L’Abbazia unisce elementi romanici e gotici, è situata a 157 metri sul mare e caratterizzata dalla statua di San Michele che risale al 1897.

All’uscita, percorriamo i bastioni nella parte orientale (la vista sulla baia è magnifica) e infine, dopo un breve percorso alla base del monte approfittando della bassa marea (senza allontanarsi troppo), prendiamo la navetta per il parcheggio, quindi rientriamo a Saint-Malò e ceniamo in appartamento per chiudere una giornata piuttosto intensa.

Giorno 6 – Bayeux

Lasciamo Saint-Malò e ci mettiamo in viaggio verso la città di Bayeux, che si trova in posizione strategica vicino alle Spiagge del D-Day e a Caen. Bayeux fu la prima città francese ad essere liberata durante la Seconda Guerra Mondiale, il mattino del 7 giugno 1944, e per questo motivo è una delle poche città della regione ad essere sopravvissuta intatta alle devastazioni dei bombardamenti. Alloggiamo in un ampio appartamento un po’ decentrato ma molto moderno e spazioso, a due piani, l’Ecole Buissonnière.

Per iniziare visitiamo la Cattedrale Notre-Dame, risalente al XIII secolo, in stile gotico-normanno. Poi il Museo della Battaglia di Normandia, di concezione un po’ datata ma ricco di documentazione: fotografie, diari della guerra, reperti storici, e infine un documentario di 25 minuti, proiettato alternativamente in inglese e in francese. Nelle vicinanze del museo si trova il più grande cimitero di guerra del Commonwealth in Francia: ospita le tombe di circa 5000 soldati britannici e di altri dieci paesi.

Infine, ceniamo alla crêperie Louis d’Or, in Rue du Bienvenue, vicino alla cattedrale: galettes e crêpes molto buone ed economiche.

Da notare che a Bayeux c’è il Museo dell’Arazzo, sede del tessuto ricamato più famoso del mondo, che rievoca la conquista dell’Inghilterra nel 1066 da una prospettiva normanna. Commissionato dal vescovo Oddone di Bayeux nel 1077, l’arazzo è lungo quasi 70 metri e presenta 58 scene ricche di azione e dettagli.

Purtroppo, però, il Museo è attualmente chiuso per lavori di ristrutturazione. Nel 2026 e fino al luglio 2027 è prevista l’esposizione dell’Arazzo al British Museum di Londra, in virtù di un prestito concordato fra i governi di Francia e Gran Bretagna (assicurato per 800 milioni di sterline).

Giorno 7 – Caen e il Memoriale

Raggiungiamo Caen, dove visitiamo i resti del castello (in realtà non ne è rimasto molto) e successivamente il Memoriale, che si trova in periferia e che esploriamo a fondo dopo aver pranzato direttamente all’interno. Inaugurato nel 1988 per commemorare le vittime dei bombardamenti che colpirono Caen nel 1944, affronta eventi cruciali del XX secolo – dal nazismo alle uccisioni di massa, dalla Guerra Fredda alla costruzione e alla caduta del Muro di Berlino – arrivando fino agli sviluppi del XXI secolo successivi all’11 settembre. L’allestimento, di forte impatto emotivo, si fonda su una ricca documentazione: fotografie, testimonianze scritte e orali, filmati d’epoca, plastici, reperti storici, capi d’abbigliamento e cronologie storiche dettagliate. La visita si articola in due grandi percorsi.

Il primo percorso è dedicato all’ascesa della minaccia rappresentata dalla Germania nazista, all’esplosione del conflitto, alla Resistenza francese e alla guerra totale, fino allo sbarco alleato e alla battaglia di Normandia. Il secondo percorso ricostruisce il mondo del dopoguerra, e in particolare la Guerra Fredda, il ruolo simbolico di Berlino e la caduta del Muro nel 1989, per poi dedicarsi alle problematiche e ai conflitti dell’epoca attuale.

Un bellissimo filmato a 360 gradi conclude i due percorsi, offrendo una sintesi coinvolgente dei principali conflitti del secolo scorso. Al termine, si può visitare nel sotterraneo il bunker tedesco lungo 70 metri, completato nel 1943, che ospitava il comando nazista durante la guerra. Per una visita approfondita sono consigliate almeno tre ore, anche se è facile trascorrervi l’intera giornata. Rientrati a Bayeux, ritorniamo alla crêperie Louis d’Or per un’altra cena in stile normanno.

Giorno 8 – Le spiagge dello sbarco

Oggi affrontiamo una delle giornate più emozionanti e attese del viaggio.  Da Bayeux ci muoviamo verso Arromanches-les-Bains, antico borgo di pescatori: con la bassa marea, sono visibili di fronte alla spiaggia Gold Beach i resti delle infrastrutture in cemento del porto artificiale (Port Winston, così detto poiché Churchill ne fu l’ideatore).

Trasportato attraverso la Manica ed installato al largo della costa, il porto artificiale permise lo sbarco di milioni di soldati, veicoli e tonnellate di materiale: un’opera di ingegneria militare unica al mondo, che costituì uno dei fattori decisivi del successo dello sbarco e della vittoria delle Forze Alleate. La migliore vista sulla baia si apre dal promontorio a est del paese, dove si trova l’Arromanche 360° Circular Cinema.

Lì vicino si trova il D-Day 75 Garden, un memoriale realizzato per il 75° anniversario dello sbarco dei soldati britannici in Normandia ed inaugurato nel 2019 alla presenza di alcuni veterani inglesi sopravvissuti, ormai molto anziani.

È un luogo suggestivo: vi si trova la statua dedicata ad un veterano quasi centenario con lo sguardo rivolto verso il mare, a rievocare sé stesso poco più che ventenne in quel drammatico giorno del giugno 1944. Inoltre, vi sono alcune moderne sculture di giovani soldati e dei blocchi di pietra recanti i ricordi e i  pensieri espressi di fronte a quella spiaggia da alcuni anziani veterani in occasione del raduno del 2019.

Lasciata Arromanche-les-Bains, ci dirigiamo a Longues-sur-Mer, che ospita in cima alla falesia una batteria di artiglieria tedesca composta da alcune casematte con i cannoni puntati verso il mare. Quindi raggiungiamo il Cimitero americano di Colleville-sur-Mer: è uno dei siti più toccanti della memoria dello sbarco. Il terreno di 70 ettari che lo ospita è stato concesso per sempre agli Stati Uniti dal Governo francese e accoglie quasi 9400 lapidi bianche allineate sul verde del prato, di forte impatto emotivo.

Partecipiamo all’ottima visita guidata gratuita, in inglese, disponibile tutti i giorni ad orari prefissati, con ritrovo poco dopo l’ingresso. Al termine della visita, riprendiamo l’auto e proseguiamo per la vicina Saint-Laurent-sur-Mer, dove accediamo ad Omaha Beach, la spiaggia più famosa, luogo della battaglia più sanguinosa (dopo lo sbarco del 1944 venne soprannominata Bloody Beach), 8 chilometri di lunghezza, sabbia fine, tuttavia senza reperti storici. Proseguiamo quindi in auto per Pointe-du-Hoc, altro importante sito posto in cima ad una falesia, che fu teatro di un episodio eroico: alle 7.15 del 6 giugno 1944, 225 rangers dell’esercito americano scalarono le scogliere alte 30 mt per neutralizzare cinque pezzi di artiglieria tedeschi. Dopo due giorni di resistenza al feroce contrattacco tedesco, 81 rangers persero la vita e 58 rimasero feriti.

Il sito è punteggiato da numerosi crateri lasciati dalle bombe sganciate dagli Alleati la notte precedente l’assalto.

Rientrati in appartamento, dopo cena rivediamo sul grande schermo TV del soggiorno (accedendo con l’account di Prime Video) il film Salvate il Soldato Ryan (alcune scene furono girate ad Omaha Beach).

Giorno 9 – Etretat e Honfleur

Lasciamo Bayeux e attraversiamo l’estuario della Senna percorrendo il Ponte di Normandia (circa 5 euro, l’unico pedaggio autostradale pagato durante la vacanza).  Arriviamo a Etretat, dove riusciamo a parcheggiare fortunatamente vicino alla spiaggia, saliamo quindi a piedi sulla Falesia d’Amont: panorama magnifico sulle scogliere (ma attenzione a non sporgersi troppo, non ci sono protezioni).

In cima alla falesia, accanto alla Chapelle Notre-Dame de la Garde, è presente un monumento che ricorda i due aviatori che nel 1927 partirono tentando la traversata da Parigi a New York, prima di  scomparire nell’oceano. Scendiamo e pranziamo all’ottimo ristorante La Flotille (sempre molto affollato), a 10’ a piedi dalla spiaggia: dal menu scegliamo orata e cozze al Roquefort. 

Riprendiamo l’auto e proseguiamo per Honfleur, posta sulla foce della Senna: ci sistemiamo in un grande appartamento a due piani a pochi minuti a piedi dal centro, le Puits de Lumière. Visitiamo la Chiesa di Santa Caterina, dalla forma di scafo rovesciato, realizzata dai carpentieri navali della città interamente in legno, per riservare la pietra alle fortificazioni. Da notare che il campanile è separato e si trova di fronte, essendo troppo pesante per poggiare sulla struttura in legno della chiesa.

Raggiungiamo quindi il Vieux Bassin, l’antico porto circondato da strette abitazioni del XVII e XVIII secolo, e ci fermiamo per una crêpe in uno dei tanti locali turistici sul lungomare, prima di cenare a casa.

Giorno 10 – Rouen

Da Honfleur ci dirigiamo verso Rouen, dove visitiamo la Cattedrale di Notre-Dame. Costruita tra il XII e il XVI secolo, questo capolavoro gotico è il principale simbolo della città: la facciata fu dipinta da Monet in una trentina di opere. Visitiamo poi la chiesa di Saint-Maclou e il Museo di Giovanna d’Arco, che si trova tra le mura del palazzo arcivescovile adiacente alla cattedrale: interessante il percorso multimediale disponibile all’interno del Museo.

Passeggiamo poi per il centro fino al Gros Horloge, uno dei monumenti simbolo di Rouen: si tratta di un orologio astronomico del XIV secolo inquadrato in una cornice dorata, che segna le ore ma indica anche le fasi lunari e i giorni della settimana rappresentati in forma allegorica. Raggiungiamo quindi il Palais de Justice: la facciata mostra ancora i segni dei danni provocati dai bombardamenti del 1944.

Pranziamo in Place des Carmes al Bar des Fleurs (niente male il rapporto qualità/prezzo). Proseguiamo la passeggiata in centro osservando le antiche case a graticcio: in molte di esse si nota una facciata con uno o più piani sporgenti, detti “aggettanti”: nel Medioevo consentivano di ricevere più sole e riparavano il legno dai danni della pioggia. Fra queste, la famosa maison qui penche, vicino alla chiesa di Saint-Maclou.

Continuiamo la visita costeggiando la Senna sul lungofiume pedonale, infine rientriamo a Honfleur.

Giorno 11 – Da Honfleur a Nantes e poi volo verso casa

Lasciamo l’appartamento di Honfleur e, prima di partire per Nantes, ci fermiamo per una sosta sulla spiaggia cittadina, la Plage du Butin. Di fronte si vede il porto di Le Havre, a destra il Ponte di Normandia, la spiaggia è bella ma l’acqua dell’estuario della Senna non è limpida, tutt’altro, e non invoglia a fare il bagno.  Partiamo poi verso Nantes, dove arriviamo dopo qualche ora, facciamo un ultimo giro in centro, ma restiamo un po’ delusi perché è domenica e quasi tutti i locali sono chiusi. 

In serata, volo da Nantes a Firenze, poi rientro in auto a Bologna: si chiude così un tour che combina storia, arte, natura: di sicuro uno dei più bei viaggi che si possano fare in Europa (secondo noi). A proposito del volo dall’Italia: è possibile raggiungere comodamente la Normandia anche con volo su Parigi-Beauvais, che a dispetto del nome non si trova nella capitale francese ma a meno di 90 chilometri dalla stessa, e alla medesima distanza da Rouen (un’ora e mezza di auto).



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