È il tratto di mare più bello d’Europa: tra città profumate e spiagge qui vivi una primavera da vero VIP

Breve ponte di relax in Costa Azzurra, con tappa ad Antibes, Grasse (patria dei profumi) e a St Paul de Vence
Scritto da: Alessandro Cipolla
È il tratto di mare più bello d'europa: tra città profumate e spiagge qui vivi una primavera da vero vip
Partenza il: 01/05/2015
Ritorno il: 03/05/2015
Viaggiatori: 2
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Dove andare in occasione del weekend lungo del primo maggio? Costa Azzurra, la risposta è semplice! Qualche anno fa nello stesso periodo abbiamo deciso di varcare il confine con la Francia e dirigerci verso la Costa Azzurra – qui tutte le info in merito ai tour guidati in quest’incantevole zona – per passare tre giorni meravigliosi: ecco il racconto del viaggio nella speranza che vi possa assere utile nel programmare le vostre di vacanze.

 

Primo maggio in Costa Azzurra, Antibes

borghi vista mare in costa azzurra

Partiamo alle 4 del mattino da Milano, per evitare il traffico, ma anche per goderci tutta la giornata, visto che il weekend è breve. Non troviamo affatto traffico e, pur fermandoci per colazione, arriviamo ad Antibes alle 8:30 del mattino. È ancora troppo presto per il check-in in hotel, così troviamo (miracolosamente) parcheggio al porto, e ci avviamo verso il mercato coperto. Considerazione: il centro storico di Antibes è molto piccolo. Quando abbiamo parcheggiato al porto, temevo di dover camminare per chilometri prima di arrivare al mercato, invece dopo cinque minuti eravamo arrivati! Seconda considerazione: il parcheggio sulle strisce blu è gratuito il week end e festivi. Non me ne sono accorta, ho pagato 1€, e mi è uscito il biglietto valido fino al lunedì successivo!
Il mercato coperto è piccolo ma molto carino, pieno di specialità provenzali. Dalla classica lavanda agli oli essenziali, ma anche tanto cibo: salumi, formaggi, frutta candita, spezie… la cosa che ho notato è che anche in locali fanno la spesa qui, pensavo che fosse più un mercatino di souvenir per turisti. Terminato il giro al mercato, facciamo un tentativo con l’hotel: Ibis Styles Antibes. È fuori città, ma ha inclusi colazione, internet e soprattutto parcheggio, cosa impossibile da queste parti. Siamo fortunati, la nostra camera è pronta, così possiamo riposarci un po’ dal viaggio e darci una rinfrescata. Purtroppo, le mie speranze sul bel tempo sono disattese, il cielo è nuvoloso e biancastro, di andare in spiaggia proprio non se ne parla

Un giro a Grasse

Decidiamo, allora, di ripiegare su una gita fuori porta a Grasse, la capitale dei profumi, non molto distante. Vogliamo visitare una delle profumerie più rinomate, la Parfumerie Fragonard. Imposto il navigatore in base alle indicazioni sulla guida, ma poi, in strada, vedo che i cartelli puntano in un’altra direzione. Seguiamo la segnaletica stradale ed arriviamo, in effetti, da Fragonard, fuori dalla città. Chiedo se possibile visitare la fabbrica, mi rispondono che sì, posso, ma non c’è nessuno perché oggi è festa. Strano, sulla guida c’era scritto che si poteva fare la visita guidata gratuita…
Tutti i macchinari e gli strumenti per fabbricare il profumo e i saponi sono dietro un vetro, osserviamo tutto e giochiamo ad indovinare le fragranze esposte (cocco, caffè, fragola etc, tutte fragranze di base). La fabbrica è veramente piccola e siamo un po’ delusi. Al piano sotto, c’è invece il negozio, molto grande e ben fornito, dove si trova di tutto: acqua di profumo, acqua di colonia per uomo e donna, profumi per la casa, candele, e piccole confezioni regalo già pronte.
Usciamo un po’ perplessi e ci spostiamo in centro a Grasse. Imposto il parcheggio del centro visitatori (a pagamento), per arrivarci bisogna praticamente attraversare il centro storico. Ed ecco che ci appare, così come diceva la guida, la sede principale di Fragonard, con tanto di scritta in bella vista “tour guidati e gratuiti della fabbrica”! Allora la guida non aveva mentito! Dopo pranzo, ci incamminiamo verso il Musée de la Parfumerie, accanto alla sede principale di Fragonard, ma è chiuso essendo il primo maggio.

2 Maggio

port vauban - antibes

Oggi dedicheremo la giornata, o almeno la mattinata, alla visita di Antibes. L’idea è di passare il pomeriggio in spiaggia, ma dipenderà dal clima. Dopo una bella colazione in hotel ci avviamo verso il centro, in auto. Stavolta riusciamo a parcheggiare gratuitamente, nei pressi del Musée d’Archeologie. Se capitate ad Antibes nel week end, fate attenzione ai parcheggi in strada: le strisce sono blu, ma il parcheggio è gratuito. Il parchimetro può trarre in inganno perché accetterà i vostri soldi, ma vi restituirà un biglietto con ora e data del lunedì! Controllate bene prima di pagare.
Saltiamo il museo archeologico ed andiamo direttamente al Museo Picasso. Il celeberrimo artista passò qui alcuni anni della sua vita, in età avanzata, e lasciò detto che “chi vuole vedere i dipinti di Antibes, deve venire ad Antibes”, infatti i dipinti non sono mai stati spostati in nessuna altra location. Il museo si trova presso il castello precedentemente occupato dalla famiglia Grimaldi, usato poi da Picasso come atelier. All’ultimo piano si possono ammirare delle fotografie che ritraggono l’artista all’opera in queste sale, dove ha dipinto dei quadri a diversi temi: nature morte, satiri, figure mitologiche. Rimaniamo al museo più di un’ora, poi continuiamo il nostro giro: le mura, la Cattedrale, il municipio, e di nuovo una capatina al mercato.

Fort le Carrè, il fortino della Costa Azzurra

Per pranzo scegliamo la cioccolateria Jean-Luc Pélé, nella zona dei ristoranti e dello shopping, dove a circa 10€ prendiamo panino, bibita e un decadente dessert al cioccolato. Mangiamo in una minuscola saletta con le pareti interamente ricoperte di cioccolato, nella quale, per ovvie ragioni, fa abbastanza freddo.
La tentazione di comprare altro cioccolato da portare a casa è forte, ma i prezzi sono notevoli e comunque è meglio resistere alla tentazione! Il tempo non è migliorato, anzi, così dobbiamo abbandonare l’idea della spiaggia. Prendiamo l’auto ed andiamo al Fort le Carrè, poco fuori città. A forma di stella, il fortino risale al sedicesimo secolo, quando il fiume Var segnava il confine con la Liguria, e Nizza era una città italiana. Noi arriviamo giusto in tempo per la visita guidata in inglese, della durata di circa mezz’ora, il fortino non è grande.

Visita a Biot

Visto che il tempo è sempre nuvoloso, decidiamo per una visita veloce di Biot, il paese delle vetrerie, a 15 minuti di strada da Antibes. Per prima cosa visitiamo la Verrerie de Biot, dove è possibile vedere i mastri vetrai all’opera. E’ incredibile il caldo all’interno della vetreria, con tutti i forni accesi. Restiamo incantati ad osservare la produzione di alcuni bicchieri di vetro, come la materia viene estratta dal forno, lavorata a soffio e poi con altri attrezzi, fino a raggiungere la forma desiderata, ed infine raffreddata e messa a riposare. C’è anche un negozio di articoli da regalo, dove però non acquistiamo niente. Biot è un delizioso e minuscolo villaggio arroccato su una collina. Parcheggiamo l’auto sotto al villaggio e saliamo a piedi, una salita breve ma impegnativa.
La strada principale è costellata di negozi di articoli in vetro, anche molto costosi, ristoranti e sculture, ovviamente in vetro. E poi i soliti negozi di souvenir, più o meno tipici, più o meno prodotti in loco. Uscendo dalla strada principale ci si addentra in un dedalo di vicoli stretti e inerpicati sulla collina, con dei bellissimi scorci sul mare e sul panorama circostante. Molto particolare la chiesa, che non è sullo stesso piano della facciata: dal portone, infatti, per accedere alla navata bisogna scendere le scale. Anche la Place des Arcades, caratterizzata da un porticato ad archi, è carina.

Ritorno ad Antibes

Per cena torniamo ad Antibes, sempre lasciando l’auto nel carissimo posteggio del porto. Stavolta andiamo a colpo sicuro, vogliamo provare qualcosa di originale. Il ristorante la Taille de Guèpe propone diversi menù fissi, da due o tre portate, tutti con la caratteristica che vengono utilizzati fiori edibili. Il ristorante è carinissimo, arredato con toni tenui e molto romantico. Pur non avendo prenotato, ci trovano un tavolo e così comincia la nostra esperienza gastronomica con i fiori.
A noi è piaciuto molto, sicuramente un’esperienza particolare. Dopo cena, visitiamo il porto di Antibes, con la famosa scultura in acciaio “ il Nomade”, rappresentante un uomo seduto che osserva l’orizzonte. E poi ci addentriamo nella zona dove sono attraccati gli yacht di lusso. Una rapida ricerca su internet ci permette di constatare che sono di proprietà di svariati magnati russi. Questi yacht sono veramente delle case galleggianti – ovviamente visitabili solo ed esclusivamente da fuori! Con questo si conclude il nostro week end ad Antibes. Ma domani, prima di rientrare a casa, abbiamo ancora un villaggio da visitare

3 maggio, ultimo giorno in Costa Azzurra

Le mie reminiscenze di storia dell’arte delle superiori mi hanno portata ad immaginare St Paul de Vence come un luogo di grande bellezza ed ispirazione artistica, così è qui che siamo diretti prima del rientro in Italia. Rispetto ad Antibes, si trova già in direzione Italia, quindi non dovremo allungare la strada. Siamo anche un po’ preoccupati di trovare traffico al rientro. Arriviamo a St Paul de Vence intorno alle 10, e di primo acchito parcheggiamo al silos poco fuori dal paese. Solo per scoprire che costa tantissimo!
Come mi era successo a Les Baux de Provence, purtroppo anche St Paul mi fa una pessima prima impressione. Il paesino è bellino, certo, ma troppo, troppo commerciale. Le strette stradine a ciottoli cono praticamente invase da negozi di arte e souvenir, mentre fuori arrivano interi pullman che continuano a riversare orde di turisti nel minuscolo villaggio. C’è così tanta gente che si fa fatica a muoversi, per non parlare dei negozi. Arriviamo fino in fondo al paese, dove c’è una tappa che non voglio perdere: la tomba di Marc Chagall, artista bielorusso/francese di origine ebraica. Il cimitero ha una splendida vista sulla vallata e sul mare, è un posto molto suggestivo.

Il giro prima del ritorno

Torniamo all’ingresso del paese costeggiando le mura esterne, così da ammirare il panorama, ed anche alcune sculture in ferro battuto, tra cui l’Envol, che rappresenta un uomo nell’atto di lanciarsi dai bastioni. In effetti, tutto a St Paul rimanda al mondo dell’arte, anche i nomi dei ristoranti e dei piatti sui menù. Torniamo all’interno, per esplorare le stradine laterali. Dalla piazza della fontana saliamo fino alla chiesa e al municipio, per ridiscendere dall’altra parte e scoprire, ad ogni curva, nuovi stupendi scorci, che sembrano fatti apposta per essere fotografati.
Per intenderci, il paesino è meraviglioso, solo non mi piace l’assembramento di troppi negozi, bar e ristoranti, che gli fanno perdere autenticità. Devo ammettere che, comunque, tutti i negozi mi sono sembrati di qualità, per quanto poco io ne capisca d’arte.
Dopo pranzo, ci attardiamo un po’ ancora per il paesino, cercando qualche nuovo angolo da fotografare. Infine, arriva il momento di rimettersi in viaggio per tornare a casa. Facciamo un’ultima sosta in una panetteria per gustare un piccolo dessert, e poi imbocchiamo l’autostrada, direzione Milano. Fino ad Albenga ce la caviamo tutto sommato bene, dopodiché ci ritroviamo imbottigliati fino a Genova, quando prendiamo la deviazione per Alessandria e riusciamo, finalmente, ad arrivare a casa.
Ci aspettavamo di trovare traffico al ritorno, ed il tempo non ha certo giocato a nostro favore. Questo non ha fatto che confermare la mia propensione a viaggiare fuori stagione!

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port vauban - antibes

Port Vauban - Antibes



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