33 chiese per 10mila abitanti: questo borgo da record è la porta di accesso a una regione speciale

Se dalla Campania o dal Lazio volete entrare in Molise, dovete per forza passare per Venafro. Se al giorno d’oggi questa può sembrare al massimo un’informazione stradale, in passato invece era un dettaglio non di poco conto. Un borgo situato su delle principali strade di passaggio infatti era strategico, da difendere – o conquistare a secondo dei punti di vista – a ogni costo. Qui nel 1860 si fermò anche Vittorio Emanuele II mentre era diretto verso il meridione per incontrare Giuseppe Garibaldi nei giorni in cui si stava facendo l’unità d’Italia.
Come facilmente intuibile siamo nella parte più occidentale del Molise, una Regione spesso sottovalutata quando si tratta di tracciare i propri itinerari turistici. Invece questo territorio è un eccezionale mix di storia, cultura, bellezze architettoniche ed eccellenze enogastronomiche. Venafro ha tutte queste peculiarità e anche una particolarità, una sorta di record: questa cittadina di circa 10.000 abitanti può vantare la bellezza di 33 chiese, alcune delle quali di grande valore artistico.
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La “porta del Molise”
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Venafro ha origine antiche risalenti all’epoca romana, ma di nascita sannitica. Furono principalmente i romani di Augusto a dominarla e plasmarla come colonia, essendo un importante nodo strategico sulla Via Latina, arteria di comunicazione dell’Impero Romano che collegava Roma col sud Italia. I sanniti nel III secolo a.C. si batterono in imponenti schermaglie contro Roma, e nell’89 a.C. quella che al tempo si chiamava Venafrum fece da sfondo ad una battaglia importante dove i popoli della Lega Italica si batterono con Roma.
La risultante si vede nel centro storico messo lungo la montagna, lontano dal centro romano (l’anfiteatro) e col resto della città, fatta in modo molto preciso con cardo e decumano, e un po’ di barocco di Napoli. Venafrum venne poi invasa dai longobardi e dal sesto secolo divenne sede di una diocesi e comunque il punto di incontro fra Molise e Abruzzo.
Le 33 chiese di Venafro
Ecco allora alcune delle chiese più iconiche vi Venafro
- Concattedrale di Santa Maria Assunta. Questa cattedrale risale a fine V secolo ed è l’edificio religioso principale di Venafro; nasce su un antico tempio pagano e ha subito diversi interventi nel corso dei secoli riempiendosi di elementi gotici e barocchi. Gli affreschi che stanno nella navata sinistra e le opere di pittura del quattordicesimo secolo la rendono facilmente la più importante e visitata.
- Chiesa dell’Annunziata. Una delle chiese barocche più belle del Molise, l’Annunziata ha una torre campanaria con elementi barocchi-romanici. L’interno è a navata unica e decorata con affreschi, marmi policromi e stucchi del diciottesimo secolo. Uno dei più importanti è l’affresco della Madonna in gloria tra Santi e Apostoli, e il busto reliquiario di San Nicandro, patrono di Venafro.
- Chiesa di San Francesco. Fondata presumibilmente da San Francesco d’Assisi, fu costruita nel XIV secolo ed è famosa per il chiostro e gli affreschi medievali. Nel 1732 fu restaurata con l’aggiunta di un portale come ingresso ad una parte del convento, ma nel 1805 avvenne un terremoto che le causò gravi danni.
- Chiesa di San Giovanni in Platea. Questa invece ha una sola navata con cappelle e altari laterali con stucchi, marmi, tele e statue. La facciata è in rococò ed ha una statua dell’Immacolata al centro, con angeli decorativi; l’unico superstite della chiesa originale trecentesca è il portale.
- Chiesa della Madonna del Carmine. Fatta nel 1580 col convento vicino, si trova fuori dal centro storico di Venafro. Ha una navata unica con nove altari ed uno maggiore, dotato di nicchia decorata con all’interno la Madonna del Carmelo. Il convento, finito nel 1588 secolo e anch’esso riedificato varie volte, ha una biblioteca con più di 3500 volumi.
Gli altri edifici sacri
Oltre a queste chiese Venafro ha tanti altri edifici sacri con storia e caratteristiche proprie, distribuiti fra centro storico e le varie frazioni della città, un vero museo a cielo aperto che fa da testimone all’eredità religiosa medievale. Un patrimonio artistico a cui è impossibile rimanere indifferenti: per esempio la Cattedrale di Santa Maria Assunta ha opere d’arte che sono sia medievali che rinascimentali, così come altre chiese, spaziando per bene sull’arte sacra del Bel Paese.
Cosa vedere a Venafro
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Venafro non è solo le 33 chiese, d’altronde. Anzi. Dopo i longobardi la città andò in mano ai Pandone, che adattarono la fortezza distrutta in un terremoto (1349) in quello che oggi è conosciuto come il Castello Pandone del 1443, con gli affreschi che raffigurano i cavalli preferiti del Conte Enrico Pandone ed è il punto più alto sulla valle con mostre ed eventi. La sua architettura è la risultante di aggiunte, demolizioni e ristrutturazioni esattamente come successe all’anfiteatro romano.
Altra cosa da visitare è appunto l’anfiteatro romano conosciuto come Verlasce o Verlascio, che come appena anticipato ha ricevuto un sacco di modifiche e molte parti originali sono scomparse, ma ancora riconoscibili a livello di volumetria. Venafrum la si riconosce principalmente qui. Conteneva 15.000 spettatori e si facevano diverse cose che si proponevano anche al Colosseo della caput mundi.
Il Museo archeologico di Venafro invece lo potete trovare dentro al monastero di Santa Chiara ed espone reperti dal sannitico all’età imperiale di Roma, che dal 1931 aveva trovato luogo un primo nucleo di materiali archeologici che venivano dalle Terme di Sant’Aniello.
Dalla Seconda Guerra Mondiale alle olive
Per chi invece ama la storia della Seconda Guerra Mondiale, il WinterLine è una tappa che non si può perdere. Un museo storico dedito ai combattimenti lungo la linea Gustav con una grande collezione di reperti bellici, storie dei soldati e anche qualche percorso speciale chiamato Battlefields tour, esperienze accompagnate da esperti organizzabili anche per singoli, oltre che gruppi. Altra cosa da vedere sulla stessa onda è il cimitero Militare Francese che sta all’inizio di Venafro ed ospita le salme di 6.000 soldati francesi caduti nella WWII. Un luogo di memoria da vedere almeno una volta.
Il Parco Regionale dell’Olivo di Venafro è un’area protetta dedicata alla promozione e conservazione dell’olivicoltura tradizionale, per la quale la zona di Venafro è molto famosa. Il parco offre percorsi tra ulivi secolari e monumenti storici, evidenziando l’importanza storica dell’olio di Venafro, considerato tra i più pregiati dell’antichità. Potete sempre andare alla Palazzina Liberty verso il centro, un antico mulino costruito sull’acqua che poi divenne una centrale elettrica e, nel dopoguerra, un cinema. Dal 2018 è uno spazio polifunzionale per eventi di vario tipo.