Cuba: il viaggio in auto che mai ebbe inizio

Mare, cittadine coloniali e coltivazioni di tabacco

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  • di Leonardo&Maura
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Quando programmerete un viaggio a Cuba una delle prime cose su cui vi soffermerete è se affrontarlo noleggiando un’auto oppure muovervi con i mezzi pubblici. E anche noi abbiamo ragionato non poco sul da farsi con decisione finale di arrivare sul posto rendersi un po’ conto del traffico e delle strade (visto i tanti pareri discordanti) e probabilmente prendere un’auto a noleggio perché nonostante sia piuttosto costoso la libertà di muoversi con la propria un’auto è impagabile.

L’idea era di una prima visita di l’Avana in due giorni e poi rendendoci appunto conto che guidare è fattibilissimo noleggiare l’auto per andare a Vinales. Niente da fare non è stato possibile prendere l’auto sia Cubacar che Havanacar ci hanno rimbalzato tra i vari uffici dicendoci che non c’erano auto disponibili causa una grossa fiera in città quindi partiamo per Vinales dirigendoci alla stazione degli autobus Viazul ma un “butta dentro” ci propone la soluzione del taxi collettivo: dividere l’auto con un’altra coppia di spagnoli per 30 CUC, ragioniamo un po’ e vedendoci tentennare ci propone il viaggio per 25 CUC in due; con l’autobus sarebbe costa 24 CUC! Ci “prega” di pagare l’autista di nascosto dagli spagnoli e non dire loro assolutamente il prezzo accordato. Questo trucchetto avverrà spesso; senza sapere mai in realtà chi paga meno…

Prima lezione: a Cuba non si programma niente, la giornata sai quando inizia ma non sai come e dove finisce. Che poi è la metafora della vita.

Seconda lezione: Se non hai prenotato su internet nessuno ti dà un’auto. A l’Avana c'era una fiera del prodotto cubano e nessuna macchina era disponibile. A Vinales e Pinar del Rio troppo turismo e poche macchine risultato nessuna macchina. A Varadero i canadesi che da novembre vanno a svernare esauriscono le poche macchine a suon di dollaroni. Le macchine noleggiate per lo più Cubacar e Havanauto sono ovunque sono nuove e non abbiamo visto nessuno in panne. Le strade sono accettabili, diciamo che ci può essere un po’ di difficoltà essendo la viabilità molto diversa dal quella che siamo abituati in Italia.

L’Avana

Arriviamo dopo un estenuante viaggio con sveglia alle 3:00 due ore di volo per Amsterdam, undici ore di volo per Panama e due ore e mezzo per raggiungere Cuba in coda dell’aereo con tanto di turbolenze. Ma lo avevamo messo in conto visto il prezzo piuttosto buono, euro 547 per persona con KLM. Dopo aver assistito al carico bagagli a Panama siamo subito colpiti dal miracolo appena avvenuto, gli zaini spuntano sul rullo. Inizia anche questa nuova avventura. All'uscita dell'aeroporto ad aspettarci troviamo Orian, il tassista inviatoci dalla casa particular, con la sua Passat del 1980 che accende unendo due fili. Partiamo per l’Havana Centro accompagnati dalla “fragranza” di petrolio, sottofondo le note musicali della Pausini, il tutto condito dal tipico caldo tropicale, un’ottima ricetta per curare quella leggera cefalea che lentamente sta crescendo. Arriviamo a destinazione un quartierino degno di New Delhi, per scoprire che la casa particular ha fatto un overbooking (tipico, molto tipico di a Cuba) ma “nada” problema, abbiamo un'altra sistemazione, solo che si trova al quarto piano di una scalinata ripidissima, l'ultimo sforzo prima di morire! Ed è cosi che conosciamo Carmen una donna super efficiente che in più occasioni sarà da supporto, come se ci conoscesse da sempre, aiutandoci a gestire alcuni cambi di programma. Grande Carmen! L’Havana attraversata in lungo e in largo, con la parte storica fatiscente che niente ha da invidiare all'India, la parte delle ambasciate lussuosa, che sfocia nella piazza della Revolution, dove campeggiano i ritratti del Che e del suo fidato Cienfuegos, due giovani e forti che per seguire un ideale sono morti a 35 anni regalando undici milioni di cittadini a due miliardari che si professano contro il capitalismo e vivono da nababbi, i Castro brothers, questo il commento del primo cubano incontrato… L’Havana dove al mercato nero chi è riuscito a racimolare qualche dollaro extra per tre dollari può comprarsi un assorbente riciclato, al quale è stato tolto la parte assorbente e dopo un accurato lavaggio reinserita per il prossimo utilizzatore. Dove esiste ancora il libretto delle derrate alimentari e il latte ai bambini viene consentito solo fino a 5 anni dopo di che o te lo compra un turista o ti “rabati” per averlo al mercato nero

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