Bruxelles e Bruges, tra musei e birre

Due città in aperto contrasto, entrambe ricche di storia e fascino

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  • di olghis
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Ho messo piede per la prima volta sul suolo belga nel 2001: avevo 18 anni, corti capelli spettinati e in cuore una storia ancora nemmeno iniziata. L’occasione del viaggio era uno scambio con una scuola nella provincia vallona di Liegi, l’Abbaye de Flone, e i miei ricordi si concentrano quindi soprattutto su serate alcoliche a base di birra alla frutta e strani panini ripieni di carne e salse. Esattamente 10 anni dopo, sono tornata in Belgio per visitare con più calma Bruxelles e per vedere Bruges, accompagnata dallo stesso ragazzo che nel 2001 mi scriveva messaggi, entrambi curiosi di verificare se a Bruxelles si brusselleggi ancora, come sosteneva a suo tempo quel l tipo di Jacques Brel. Una volta atterrati, raggiungiamo in treno Bruges ed in autobus il nostro b&b; il sistema dei trasporti è abbastanza semplice ed efficiente da permetterci di raggiungere la nostra camera prima di pranzo e ancora di ottimo umore, e così iniziamo la scoperta della città.

Per la verità, iniziamo la scoperta della cucina belga e delle sue famose birre, prima di quella della città, perché ci fermiamo subito per rifocillarci con Brugge Tripel e una quiche alle verdure saporita e piena di panna; ripartiamo, leggermente storditi dall’alta gradazione alcolica delle bevande, e restiamo subito incantati da questo paese fiabesco, miracolosamente inondato di sole. Percorriamo le strade fermandoci spesso per qualche foto ai pittoreschi scorci sui canali, visitiamo la bellissima Basilica del Sacro Sangue proprio mentre è in corso l’ostensione della reliquia contenente il sangue di Cristo e terminiamo il pomeriggio con una passeggiata nel cortile delle beghine: è primavera e il prato è punteggiato da narcisi dorati, uno spettacolo naturale di grande quiete e bellezza. Rientriamo al b&b per un bagno ristoratore: la camera che avevamo prenotato tramite Internet (http://www.bedandbreakfastcoupure.be/) è spaziosa e ben decorata, nonché molto luminosa grazie alle grandi vetrate affacciate su uno dei canali cittadini. Anche la posizione è comoda, e ci permette di arrivare in pochi minuti nel ristorante che abbiamo prenotato, “Den Dijver”. Optiamo per due menù, di cui uno accompagnato da degustazione di birre, che condivideremo. L’ambiente è ricercato e piacevolmente tranquillo, e ci vengono servite con una cortese presentazione 3 portate deliziose e inusuali: il prezzo finale è alto, ma ne è valsa decisamente la pena; satolli e felici ci concediamo un breve tour notturno della piazza e dei canali immediatamente vicini.

Il mattino successivo ci alziamo presto per poter godere con calma della città ancora libera dalle gite organizzate di un giorno; approfittiamo dell’abbondante e gustosa colazione della nostra guesthouse, ricaricandoci per la prima tappa della giornata. Contro ogni previsione ho infatti accettato la proposta del mio compagno di salire la lunghissima scalinata che conduce in cima alla torre del municipio: anche io sono curiosa di vedere dall’alto i bei tetti spioventi delle case e di avere una visione di insieme di questo centro medievale così ben conservato. L’esperienza non delude le aspettative: la fatica di percorrere l’intera scalinata è esattamente quella prevista, e così anche la vista sulla città e sui corsi d’acqua che la tagliano e la circondano; assistiamo da vicino anche al suono delle campane, assordante ma pieno di fascino. Abbiamo ancora alcune ore da trascorrere in città e le sfruttiamo appieno, visitando la cattedrale di San Salvatore e la Jerusalmkerk, con i suoi particolari macabri ed il suo perfetto silenzio; ci concediamo poi un picnic su una panchina nel parco e infine passeggiamo senza meta nelle vie meno frequentate del centro, giungendo fino ai mulini a vento al margine ovest della città vecchia

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