Tobago sopra e sott'acqua

Ciao a tutti, sono ancora Markus e poco tempo fa ho raccontato brevemente il viaggio a Tobago. Ma siccome ho ricevuto diverse e-mail riguardo questa gita, cerco quindi di raccontare meglio quest’avventura……anche se essendo di madre lingua tedesca potreste trovare ...

  • di Markus Vaja
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Ciao a tutti, sono ancora Markus e poco tempo fa ho raccontato brevemente il viaggio a Tobago. Ma siccome ho ricevuto diverse e-mail riguardo questa gita, cerco quindi di raccontare meglio quest’avventura……anche se essendo di madre lingua tedesca potreste trovare diversi errori, ma ci provo.

Allora ……intanto inizio col spiegare chi siamo, magari aiuta a farVi capire che tipo di viaggio piace a noi. Manuela è di Madonna di Campiglio, ha 33 anni, ama lo sport e l’avventura, il sottoscritto è di Bolzano. Ho 37 anni ed anch’io amo lo sport e l’avventura, quindi chiunque può immaginare il nostro obiettivo in un viaggio. Questa volta, dopo mesi di ricerche e intense letture di diverse guide, la scelta è caduta su Tobago. Ci attirava naturalmente il mar dei carabi, quindi anche le immersioni di sub, ma soprattutto che Tobago ama ancora le proprie tradizioni e il turismo non è ancora il re dell’isola. Inoltre abbiamo deciso di portarci a Tobago anche le nostre biciclette. Bisogna pur muoversi, anche su un’isola, e con la bici scopri cose che nessuna gita organizzata può regalarti. La partenza era prevista per il 10 marzo, quindi di domenica, e dopo una bella sciata sulle Dolomiti e una breve dormita siamo partiti per Monaco alle 3.00 di mattina della domenica. Arrivati all’aeroporto (ore 6.00) siamo riusciti a fare subito il check-in, anche se ci hanno fatto immediatamente aprire lo zaino bici per controllare il contenuto……giustamente. Dimenticavo, essendo Manuela un’anarchica convinta, spesso ne combina di tutti i colori e anche questa volta non si smentisce. Il piccolo beauty, essendo poi l’unico bagaglio a mano, non si apre più e naturalmente proprio nel beauty ci stava coltellino, forbice e ……passaporto. Comunque alla fine si risolve tutto, con risate fino a Francoforte. Eh già, a Francoforte ci aspettava l’aereo fino a Tobago. Dopo un volo di 10 ore, ma tranquillo e piacevole, siamo arrivati a destinazione e praticamente subito abbiamo la prima conferma per la nostra ottima scelta; vicino all’aeroporto, naturalmente piccolo, si vedono mucche, galline, pecore e ……cani. Per di più proviamo finalmente il bel caldo sul viso, la temperatura si aggira intorno ai 28 gradi. Bellissimo, si sente già nell’aria la libertà e la cordialità che regna su quest’isola.

Per trascorrere quindi le nostre 2 settimane su Tobago abbiamo scelto un piccolo e tranquillo Guesthouse a circa 20 km dall’aeroporto, posto sulla costa atlantica. Lo abbiamo scelto accuratamente ancora a casa, il prezzo era buono e dopo un calcolo economico abbiamo inoltre scoperto che conveniva anche farci la colazione e la cena proprio nel nostro piccolo Guesthouse. E vi giuro……era la scelta giusta, “Mami” era favolosa. La sera stessa dell’arrivo monto ancora le biciclette per cominciare subito l’esplorazione dell’isola il giorno dopo. La camera è semplice ma carina e fa anche da garage per la nostra attrezzatura sportiva, cioè bici e equipaggiamento da sub. Ed eccoci al primo giorno a Tobago, dopo una dormita favolosa davanti al “American breakfeast” molto colorato dalla frutta e in compagnia di una coppia tedesca di Berlino. Dopo una buona mezz’ora di ottima colazione e i primi contatti con i nostri futuri amici eccoci sulla bicicletta per esplorare una prima parte di quest’isola caraibica. Visto il caldo, pedaliamo in costume e l’itinerario si aggira intorno ai 50 km, ad anello. Io sudo già dopo 3 pedalate, Manuela neanche una goccia. Ma è normale, rendetevi conto che non suda neanche in sauna. Comunque tutti i vari personaggi che incontriamo lungo il nostro giro ci salutano a sbracciate e dove passiamo dei cantieri, pieno di lavoratori rasta, siamo obbligati addirittura a fermarci. Ma non per i lavori, ma perché tutti vogliono sapere da dove arriviamo e vogliono chiacchierare un po’. Continuiamo il nostro giro, ogni tanto c’è qualche piccola salita da aggredire, ma il colpo d’occhio della vegetazione e delle case veramente particolari fa dimenticare ogni tipo di fatica, non ci si rende neanche conto. All’inizio, devo ammettere, siamo un po’ sbalorditi di questa cortesia nei nostri confronti, ma entro poco tempo capiamo che a Tobago la gente è proprio così, cioè cordiale, curiosa, simpatica, generosa e anche molto bella. Ma ci si abitua subito……e c’è proprio da imparare. Dopo un’ora circa raggiungiamo Pleymoth, un piccolo paese sulla costa caraibica dell’isola. Sembra di tornare indietro nel tempo, gente che chiacchiera sulle stradine, i cani che abbaiano senza motivo e il “post office” sembra appunto una casetta per cani un po grande, ma grazie ai fiori sembra bellissimo. Naturalmente lo hanno dipinto di giallo. E poi la scuola. Le porte sono aperte per il caldo e allora si intravedono i maschietti e le ragazzine, tutti vestiti uguali, bravi al loro posto e due maestre che spiegano la lezione. Ci rimaniamo per alcuni minuti, perché vedere questi giovani così vivaci rimanere seduti, silenziosi e volentieriosi è veramente sbalorditivo. Il nostro giro continua e il pomeriggio visitiamo diverse spiaggie. Tutte bellissime e non affollate, semmai di gente del posto che si rilassa e gioca con i bambini dopo il lavoro e la scuola

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