Appunti thailandesi

(Chiang) Mai, Rai, Thai... Thailandia mare e monti

  • di 63xpot
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Dopo averla scartata per una quindicina di anni a causa del mio snobismo turistico, che mi porta ad essere poco propenso verso le mete al centro di tutti i tour operator, quest’inverno abbiamo ceduto alla tentazione Thailandese, dando finalmente credito a chi da sempre favoleggia su questo paese. Abbiamo fatto bene? Non bene, benissimo! Ovviamente il pezzo forte della Thailandia è il mare, ma come diceva una vecchia canzone… Oltre le gambe c’è di più… (insomma canzone è una parola grossa) e oltre le gambe o meglio, il mare della Thailandia, c’è veramente tanto di più. Il nostro itinerario parte da Bangkok, poi in automobile punta Sukhothai, Chiang Mai, poi verso la zona del confine Laotiano a nordest a Pu Chi Fa, e dal Mekong arriva a Chiang Rai, dove si abbandona l’auto per volare verso le spiagge di Phuket. Andiamo?

Bangkok

Bangkok e Templi (si chiamano Wat, abituatevi perché d’ora in avanti li chiameremo solo cosi), battelli sul Fiume Chao Praya, Tuk Tuk gudati da squilibrati, centri commerciali mastodontici, centri massaggi, cibo di strada, centri di gnoccodromi (…ping pong…abituatevi anche a questo), Chinatown, mercati mercati mercati e ancora mercati, night bazar, daily bazar, mercato alimentare, mercato dei fiori, mercato della carne, del pesce e soprattutto oltre ogni immaginazione, il mercato del fine settimana di Chatuchak… Volete una orangutan vivo per il vostro giardino? A Chatuchak ve lo trovano. Volete l’ottavo nano di gesso (stronzolo)? qui te lo fanno. Volete la nuova borsa che Luis Vuitton sta pensando di disegnare? Qui già ce l’hanno. Volete la katana dell’ultimo samurai di Iwo Jima? Facile. Volete un antica pergamena in aramaico? Banale. Volete una coppia di gemelli uno Scita e l’altro Sunnita? No problem. Volete un sosia di Calderoli? No, hanno detto che loro certe porcherie non le fanno… allora ho provato a insistere chiedendo un sosia di Gasparri… hanno minacciato di ritirarmi il visto.

C’è una cosa in cui Bangkok, perlomeno per la mia esperienza, ha battuto per distacco tutte le città che ho visto… il traffico. In confronto al centro di Bangkok il raccordo anulare è una landa desolata, Palermo è come se fosse a targhe alterne, Tokyo poi praticamente un deserto, l’incasinitassima Panama City, ma figuriamoci, un paesello di provincia.

Il traffico qui è qualcosa che và oltre l’immaginario, non a caso una delle foto più particolari che potete fare a Bangkok è dalle fermate dello SkyTrain sulla Sukumvith o la Siam al crepuscolo con tutte le macchine in fila a perdita d’occhio con i fari accessi, avrete una distesa infinita di luci rosse.

Venire qui a Natale è una cosa meravigliosa, perché il 99% della popolazione è buddista, però in giro ci sono più alberi di natale che al Vaticano e presepi che a Betlemme, e questo ti fa capire quanto il Natale sia vittima del suo stesso successo, ormai grazie al consumismo è entrato in tutte le culture tanto che pochi sanno o nessuno semplicemente ricorda quale è il suo vero significato. Insomma per un bel Merry Christmas basta che ci sia Master Card, tutto il resto è nuvole!

Diciamo che per gustarsi Bangkok 3 giorni bastano, forse 4 se prevedete una giornata ad Ayutthaya, che comunque in questo periodo è solo parzialmente recuperata dai danni delle recenti alluvioni o al Floating market.

Siccome i voli interni in Thailandia costano poco, i turisti che noleggiano un auto sono una rarità, tanto è vero che nonostante l’aeroporto Suvarnabhumi sia più grande di Malpensa e Fiumicino messi insieme, ha appena 3 desk per il noleggio di auto, in pratica ce ne sono di più a Pantelleria, ma io senza una macchina e un on the road non ci so stare, quindi prendiamo una splendida Honda Jazz cambio automatico e guida a destra, andiamo a Khao San Road a scegliere nelle sue organizzatissime bancarelle i compagni di viaggio musicali, la scelta cade su Ben Harper, Mumford and son, Kasabian e Florence and the Machine e via destinazione “giù al Nord”

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