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Singapore e Thailandia a Capodanno

Viaggio in Thailandia con sosta di due giorni a Singapore

  • di babisa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Abbiamo inserito una sosta di due giorni a Singapore nel nostro viaggio con destinazione finale Thailandia: il nostro volo dall’Italia arrivava molto presto la mattina e il volo per Bangkok partiva il giorno dopo nel pomeriggio, così abbiamo avuto quasi due giornate piene per visitare Singapore: indubbiamente magnifico, ma molto faticoso.

28.12.2009 Singapore

Al termine di un volo piuttosto turbolento atterriamo all’aeroporto di Singapore: sono le 6,30 di mattina, siamo stanchi ma entusiasti e pronti ad iniziare due intense giornate alla scoperta di uno strano angolo d’Asia. Attraversiamo l’aeroporto, nuovissimo e scintillante; camminando, pensiamo che l’arresto per l’aver gettato a terra una cartina, o peggio una gomma da masticare, non sia una leggenda metropolitana… Raggiungiamo il banco informazioni della SIA Holidays Singapore Stopover, dove ci viene consegnato un voucher per l’albergo e un adesivo da appiccicare alla maglietta in modo che l’autista dello shuttle che ci accompagnerà possa riconoscerci facilmente. Ci sediamo e aspettiamo… in compagnia di altre persone in attesa come noi: l’autista non arriva, e intanto sfilano sotto il nostro naso innumerevoli taxi, che come scopriremo poi sono estremamente economici… La formula Singapore Stopover non è stata una buona scelta, almeno secondo noi: gli alberghi si possono prenotare facilmente su internet, senza alcun sovrapprezzo, e i taxi costano poco. L'unico vantaggio che effettivamente si ha, è quello di avere la stanza già pronta alle 10 di mattina. Dopo 40 minuti, saliamo finalmente a bordo del pulmino e dopo una ventina di minuti veniamo fatti scendere di fronte all’Hotel Royal@Queens. La stanza è molto bella e pulita, l’hotel è in una zona tranquilla, e d’altro canto, in due giorni non abbiamo visto nulla a Singapore che ci abbia dato l’impressione di essere meno che sicuro. Facciamo una breve sosta ristoratrice, e poi usciamo subito alla scoperta della città: Singapore è più piccola di come immaginavo, è molto verde, molto pulita e con uno skyline mozzafiato, cosa di cui ci eravamo già accorti dall’aereo. Il clima è molto umido e anche il caldo si fa sentire. A poca distanza dal nostro albergo c’è il Russel Hotel, l’hotel più antico di Singapore, che ci limitiamo ad ammirare da fuori, sembra molto raffinato e molto inglese. Passeggiamo per vie strette e invase dalle bancarelle, e raggiungiamo il Buddha Relic Tooth Temple, che visitiamo. Giunti al quarto piano rinunciamo alla benedizione impartita da un monaco, e scendiamo per andare a vedere il Sri Mariamman Temple, la cui facciata decorata da figure mitologiche coloratissime sembra bellissima dalle foto riportate sulla nostra guida. Purtroppo dovremo accontentarci di quelle, in quanto il tempio è in fase di restauro e completamente avvolto da teli protettivi. Ci fermiamo a mangiare in una specie di tendone pieno di bancarelle, ognuna serve pietanze diverse e per chi come noi è amante del cibo orientale c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Quando portiamo a un tavolo le nostre pietanze, guardandoci intorno ci rendiamo conto di essere gli unici occidentali… Ma le bancarelle si sono rivelate la scelta giusta, tanto che anche in seguito abbiamo sempre mangiato da questi chioschi: il cibo è delizioso e non abbiamo avuto nessuna … conseguenza spiacevole. Dopo pranzo, prendiamo una barca per fare una breve crociera sul fiume: il giro, con commento in inglese, dura mezz’ora ed è molto interessante, si vedono molte cose senza dover scarpinare tanto. Scesi dalla barca, ci fermiamo a riposare a bordo fiume e passiamo il tempo osservando le persone che si fanno sparare a tutta velocità da una sorta di bungee-jumping al contrario – entrano in una specie di gabbia rotonda, vengono accuratamente legati ai sedili, poi la palla viene chiusa e sparata verso l’alto dagli elastici, a 60kmh secondo quanto dicono le avvertenze all’ingresso. Non so se sia divertente, di sicuro tutti strillano come pazzi e scendono più pallidi di quando sono saliti. E' ormai sera, ritorniamo verso l’albergo percorrendo l’itinerario del Colonial Distric suggerito dalla Lonley Planet: le luci del tramonto che colorano gli edifici lo rendono ancora più bello. Ceniamo nel food court del centro commerciale TEKKA, a Little India: di nuovo, siamo gli unici turisti, ma non ci roviniamo di certo la cena per questo… Siamo in piedi da circa 36 ore, la stanchezza inizia a farsi sentire. Dopo una breve passeggiata, rientriamo in hotel in taxi e crolliamo esausti al termine di una lunghissima giornata

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