Una città meravigliosa ed incredibilmente sottovalutata: Strasburgo

L'incanto della principale città d'Alsazia, tra il profumo dei fiori e dei croissant appena sfornati

  • di underworld10
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 
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Cosa fare quando si ha voglia di partire, ma il tempo a disposizione è poco e le mete da weeekend le hai già ampiamente sfruttate? Questa è la domanda che mi sono posto un paio di mesi fa, fino a quando ho scoperto che a pochi chilometri da Baden Baden si trova Strasburgo e mi è scattata la scintilla. Lo dico subito, non ero completamente convinto della scelta, per cui, al mio arrivo, la sorpresa è stata ancora più piacevole, è infatti difficile descrivere senza retorica l’atmosfera di Strasburgo, le sue graziose casette piuttosto che i romantici canali, ma andiamo con ordine

Giorno 1

E’ venerdì ed ho l’aereo della Ryanair alle 14.45 da Roma Ciampino, stavolta, piuttosto che avventurarmi con l’autobus, decido di provare il parking low cost vicino all’aeroporto, lascio la macchina lì e per il modico prezzo di 6 euro al giorno mi accompagnano con la navetta e mi vengono a riprendere al mio arrivo, un autentico affare se si è in tanti, come nel mio caso. Arrivo al Baden Airpark verso le 16.30 circa e da lì utilizzo il bus 205 per la stazione dei treni, dove prendo un regionale per Appenweier e da lì la coincidenza per Strasburgo, costo dei treni € 11,20 (consiglio di fare andata e ritorno in Germania, perché in Francia ho pagato qualcosa in più). Comunque, tra uno spostamento e l’altro arrivo a Strasburgo all’approssimarsi del tramonto e mi dirigo fino all’albergo, il Best Western Hotel de France sito a Rue du Jeu des Enfants, sostanzialmente in pieno centro, e che si rivela una scelta azzeccata visto che per una quadrupla abbiamo pagato 105 euro a notte. Posate le valigie, si va a cenare, scegliamo la zona di Notre Dame (davvero imponente) e ci accontentiamo di un ristorantino a casaccio, senza infamia e senza lode. Una volta satolli abbandoniamo l’idea di una passeggiata e ci chiudiamo in un pub situato in una traversa di Rue des Tonneliers per degustare un’autentica specialità alsaziana, la birra Kronenbourg che fanno a pochi passi da qui, a posteriori scelta ottima, visto che ha conciliato perfettamente il sonno.

Giorno 2

Sveglia discretamente presto e colazione appena fuori dall’albergo nella piccola pasticceria “Michel”, da quel momento nota al mio stomaco per le porzioni sovraumane, la vetrina è uno spettacolo, il sapore ancora meglio, tante torte, Croissant a non finire e Pan au chocolat, io opto per il croissant alle nocciole e devo dire che chiudendo gli occhi riesco ancora a ricordarne il sapore…

Chiusa la parentesi colazione si approfitta della stupenda giornata per dirigersi verso Notre Dame, la cattedrale è davvero maestosa e la piazza adiacente sembra un presepe per quanto è bella, entriamo dentro per visitarla, e lo spettacolo è notevole, benché consueto per chi abbia avuto modo di visitare qualche altra chiesa gotica, qui tuttavia si trova un grande orologio astronomico che fa uno spettacolo meccanizzato quotidiano, sulla falsariga di quello di Praga per intenderci. Usciti dalla Cattedrale ci dirigiamo sulla fiancata per salire fin su e godere del panorama, l’ingresso è a pagamento, ma con lo Strasbourg pass si entra gratis (e si ha anche diritto ad un giro sul battello, ad un museo, a mezza giornata con la bici, più una serie di riduzioni varie per la modica cifra di 13 euro), i gradini da affrontare sono oltre trecento, ma la fatica è ripagata dalla vista mozzafiato.

Una volta fuori ci dirigiamo verso il battello ed in prossimità dell’attracco troviamo un bel mercatino in cui acquistare prodotti tipici e gli immancabili formaggi, saliti sul battello ci mettiamo comodi per ammirare Strasburgo dall’acqua ed i paesaggi non deludono le attese, meraviglioso soprattutto l’attraversamento della Petit France, ma è stato bello anche osservare i nuovi edifici del parlamento europeo da una prospettiva diversa. Il pomeriggio lo dedichiamo invece alle biciclette, e sarebbe da pazzi non farlo, visto che Strasburgo è pianeggiante e che le piste ciclabili sono chilometriche, ci dirigiamo così immediatamente verso la Petit France, ammaliante dalla visuale battello, ancor di più da di dentro, sembra quasi una cittadina d’altri tempi con le case in rigoroso stile alsaziano e con verde lussureggiante un po’ ovunque. Passata la faticaccia in bici decidiamo di andare a provare un ristorantino che avevamo intravisto (zeppo) la sera prima, a Rue de L’ecurie 4, e precisamente Fromages Pommes de terre ed compagnie, nulla da dire, il nome racconta tutto, optiamo per una mostruosa Raclette da sciogliere e far fila re su un fornelletto, servita con gli affettati e delle patate lesse, nonché una splendida fonduta… a questo abbiamo aggiunto una buona bottiglia di vino da 18 euro circa e con 90 euro diviso 4 siamo usciti stremati. Altra capatina al pub per bere l’altra specialità alsaziana, la Fischer e poi ritorno in albergo

Giorno 3

E’ domenica ed il buon Michel ci nega il bis per chiusura settimanale, così, ci tocca optare per un bar turistico che non ci soddisfa pienamente. Sono le ultime ore di Strasburgo e decidiamo di dedicarle al Museo delle Belle Arti, non è molto grande, ma ha comunque dei dipinti di Giotto, Canaletto, Raffaello, Monet e Kandinsky, tutto sommato un bel complesso museale che mi sento di consigliare. Fuori dal museo ci dirigiamo verso la stazione, l’aereo è alle 17.00 circa da Baden, ma i collegamenti la domenica sono meno efficienti (conviene darci un’occhiata prima), ci resta giusto il tempo di assaporare l’ultima baguette e di girarci per volgere uno sguardo malinconico a Strasburgo, meta turistica ingiustamente sottovalutata, ma ricca di bellezze da scoprire, au revoir.

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