Alsazia e Franconia, un viaggio nella Mitteleuropa delle case a graticcio

Scritto da: Gafforio
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alsazia e franconia, un viaggio nella mitteleuropa delle case a graticcio

Le case a graticcio (Maisons à colombages in francese e Fachwerkhaus in tedesco) hanno rappresentato il leitmotiv di questo viaggio tra Alsazia e Franconia. La peculiarità di questi edifici del tardo Medioevo consiste nell’intelaiatura formata dall’intreccio di travi a vista posizionati orizzontalmente, verticalmente e diagonalmente. Gli interspazi venivano poi riempiti con un impasto di legno, limo, pietre e successivamente intonacati e imbiancati. In Alsazia l’intonaco delle maisons à colombages è dipinto con colori a pastello di tutte le tonalità, mentre in Franconia domina il tipico stile “francone” (fränkisches Fachwerk) ovvero l’utilizzo di un’intelaiatura lignea più fitta costituita da combinazioni particolari come la “Croce di Sant’Andrea”, l’“Uomo selvatico” o il “motivo a rombi”.

Il viaggio ha rappresentato anche un’occasione per percorrere la Route des vins d’Alsace famosa per i pregiati vini bianchi: il Gewürztraminer, Pinot grigio, il Riesling, ma anche il Moscato d’Alsace o il Crémant d’Alsace (uno spumante secco ottenuto con il metodo champenois), e per scoprire la c.d. Fränkische Schweiz (Svizzera Francone), la zona più ricca di birrifici di tutta Europa dove le birre artigianali sono ancora prodotte seguendo le indicazioni dell’antico “Editto della Purezza” (Reinheitsgebot) risalente al 1487.

Come punto d’appoggio per le visite abbiamo prenotato, tramite Airbnb, in Alsazia una tipica mansarda nel villaggio di Westhalten a pochi chilometri dal (poco pubblicizzato) Parco delle cicogne di Rouffach e in Franconia un grazioso appartamento nella cittadina di Erlangen, a 30 km da Bamberga.

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Alsazia e Franconia, diario di viaggio

Colmar 

colmar

Colmar (Percorso: Maison des Têtes – Maison Pfister – Collégiale Saint-Martin – Antica Dogana – Quartiere dei conciatori – Mercato coperto – Petite Venise – Rue de la Poissonnerie – Pont Turenne – Pont st. Pierre)

Parcheggiata l’auto presso il Parking place Rapp il tour inizia dalla vicina Rue des Têtes dove al n. 19 è situata la Maison des Têtes, un edificio rinascimentale tedesco, commissionato dal ricco mercante Anton Burger nel 1609, che deve il suo nome alle 106 teste scolpite, umane e animali, che decorano la facciata. Tra tutte queste teste spicca in alto quella di un bottaio alsaziano opera di Auguste Bartholdi (1902). Di grande pregio anche il “bovindo” (finestra che sporge verso l’esterno).

Proseguendo lungo la strada, dopo un gruppo di case a graticcio, giriamo a sinistra verso Place de la Cathédrale e ci fermiamo ad ammirare la Maison Pfister, costruita in pietra e legno nel 1537 e successivamente modificata nel 1577. Rilevanti gli affreschi attribuiti a Christian Vacksterffer che ornano la facciata e il “bovindo” angolare. Di fronte, sempre ad angolo, Casa Schongauer, c.d. Maisonette au Cygne, edificio storico a graticcio di fine XV sec.

A pochi passi di distanza si apre Place de la Cathédrale con all’angolo la casa a graticcio denominata Maison Gintzburger seguita in successione dalla Maison Adolph – la casa più antica di Colmar (1350 ca), riconoscibile da una serie di finestre in stile gotico e dal pozzo (1592) sormontato da due teste di leone – e dall’antico edificio del Corpo di guardia.

Al centro della piazza la Collegiata di San Martino, la cattedrale per gli abitanti di Colmar, costruita tra il 1237 e il 1365 rappresenta un importante esempio di architettura gotica. La cattedrale ha subito un parziale restauro dopo l’incendio che nel 1562 ha distrutto la guglia della torre sud e il tetto. Il portale della facciata è decorato con un rilievo raffigurante l’Adorazione dei Magi e il Giudizio Universale, mentre l’interno si presenta praticamente spoglio a seguito delle devastazioni perpetrate dai giacobini durante il Regime del terrore.

Lasciamo piazza della Cattedrale e ci dirigiamo a Place de l’Ancienne Douane per ammirare il Koïfhus (l’ex dogana) con il suo magnifico tetto a scaglie colorate, l’elegante torretta laterale e la balconata in legno. Lo storico edificio veniva impiegato come magazzino e luogo per la tassazione delle merci.

Continuiamo la passeggiata tra le case a graticcio del XVII/XVIII secolo di rue des Tanneurs, nel quartiere dei Conciatori e arriviamo al Mercato coperto, edificio in ferro e ghisa del 1865 situato lungo il fiume Lauch; qui, dal martedì alla domenica, i coltivatori e gli artigiani locali vendono i loro prodotti. Il mercato ha una terrazza, con ombrelloni e tavolini, che sporge a pelo d’acqua sul fiume Lauch, ideale per una colazione, un drink, un pranzo.

Seguendo il fiume verso Pont Turenne si attraversa la Petite Venise (Piccola Venezia), il quartiere più affascinante di Colmar con una sequenza di case «à colombages» dai vivaci colori a pastello. Proseguiamo su Rue de la Poissonnerie, nel quartiere dei pescivendoli, fino a Pont Turenne l’angolo più iconico e più fotografato di Colmar.

Terminiamo il giro turistico al ponte successivo, Pont St. Pierre punto di partenza per le gite in barca lungo i canali della Petite Venise.

Lasciamo Colmar per dirigerci verso Riquewihr, passando per via Strasburgo, dove al centro di una rotatoria è esposta la copia ridotta della Statua della Libertà. L’originale, simbolo di New York, è stata realizzata da Auguste Bartholdi in collaborazione con Gustave Eiffel per la Francia che la donò agli Stati Uniti, in segno di fratellanza, nel 1886.

Riquewihr

Sostiamo accanto all’Hôtel de Ville (Municipio) e iniziamo la visita.

Il tour in questo villaggio fiabesco circondato dall’antica cinta muraria ed immerso nelle vigne alsaziane inizia dalla via principale, Rue du Général de Gaulle, affiancata dalle tradizionali case a graticcio di ogni dimensione e di ogni colore, che si susseguono senza interruzione dal Municipio fino alla Torre Dolder.

Gli edifici più importanti che si trovano lungo la strada sono: Maison Schickhardt (al n. 12) costruita nel 1610 dall’architetto Heinrich Schickhardt con un grazioso bovindo angolare e un elegante portone; la Maison de vigneron, detta Gratte-Ciel, (al n. 14) un edificio a graticcio del 1561 tra i più alti dell’Alsazia; Maison Preiss Zimmer (al n. 42) l’antica Locanda della Stella; Maison du Cloutier (al n. 45) del 1667 con agli angoli del primo piano due sculture lignee rappresentanti un fabbricante di chiodi (cloutier); la Torre Dolder (al n. 57), eretta nel 1291 con funzioni di difesa e di avvistamento, che ha una peculiarità: la facciata su via De Gaulle appare come una normale casa a graticcio, mentre la facciata rivolta verso le mura si presenta come una massiccia torre di difesa con feritoie; accanto alla Torre è situata la Fontana de la Sinne eretta nel 1560 ed usata come calibro per le botti, la statua in cima alla fontana rappresenta il leone con il blasone dei signori di Horbourg e le armi di Riquewihr.

Assolutamente da visitare, nella vicina rue du Cerf (al n. 1), “Feerie de Noel”, un negozio di 300 m2 completamente dedicato al Natale con un percorso che si sviluppa su 2 piani; la parte più suggestiva è rappresentata da un balcone che si affaccia su una scenografica piazza di paese alsaziano con al centro un magnifico albero natalizio.

Subito dopo la Torre Dolder varchiamo la Porta Alta, anticamente dotata del classico ponte elevatoio, e costeggiamo, a sinistra, una parte delle antiche mura costituite da facciate di abitazioni, per poi rientrare nel villaggio e continuare la visita nelle vie laterali a Rue du Général de Gaulle; da non perdere place des Trois Églises, Rue de la Couronne e Rue de la 1e Armée con la Maison Au Bouton d’Or (al n. 16) costruita nel 1566 per Claus Flach.

Kaysersberg

kaysersberg

Dopo aver posteggiato a Place Gouraud abbiamo iniziato la visita percorrendo la via principale ovvero (anche qui) Rue du Général de Gaulle. Subito a destra ecco il Museo Albert Schweitzer, ex canonica protestante, dedicato al famoso medico missionario e premio Nobel per la pace nel 1952; al n. 88 Maison Faller-Briefun un edificio del 1594 in stile renano-rinascimentale. Oltrepassato il fiume Weiss sopra il Ponte fortificato del 1514 in arenaria rosa, al n. 103 troviamo la Badhus, una locanda del XVI sec., poi trasformata in bagni comunali (bad hus casa dei bagni) e ora sala delle feste cittadine; di fronte l’Ancienne Boucherie (Antica Macelleria) edificio del 1616 in pietra arenaria e graticcio, da osservare la prestigiosa facciata, e accanto la Maison del fabbro Michel Herzer, una magnifica casa a graticcio del 1616, con un balcone ornato da una bella balaustra carica di oggetti vari e vasi di fiori. Attraversata Place du 1er R.C.A. proseguiamo su Rue du Général de Gaulle e incontriamo l’Église Sainte-Croix, edificata nel 1230 che ospita all’interno, tra le tante opere d’arte, una pala d’altare in legno del 1518 scolpita da Jean Bongart; Maison Loewert, una casa a graticcio con un dipinto murale raffigurante la Vergine con Bambino e uno splendido bovindo a due piani; la Fontana di Costantino in arenaria gialla, risalente al 1521 e opera sempre di Jean Bongart; l’Hôtel de Ville in stile renano-rinascimentale e, infine, a poca distanza (al n. 9) la quattrocentesca Tour des Sorcières (Torre delle Streghe).

Per completare la visita, una volta ritornati al ponte fortificato, abbiamo percorso la pittoresca Rue de l’Oberhof, superato il fiume sopra una passerella (scenografica la fila di case a graticcio disposte sulla sponda) e infine imboccato una stradina che in 10 minuti ci ha condotto alle rovine del diruto Castello (Castrum Keisersperg ovvero “castello del monte dell’imperatore”), eretto nel 1227 sopra uno sperone roccioso.

Ribeauvillé

Dal Parking Post ci spostiamo nella vicina Rue Grande che attraversa la parte storica del villaggio. Il primo edificio che incontriamo al n. 14 è la Maison des Ménétriers (Casa dei Menestrelli) detta anche Pfifferhus, una tipica casa a graticcio del 1663 che la tradizione indica come luogo di riunione dei pifferai nel giorno del Pfeiffertag ovvero l’8 settembre di ogni anno. Particolare è il bovindo trapezoidale con l’Annunciazione, rappresentata dalle statue lignee di Maria e dell’Arcangelo Gabriele sovrastate dalla colomba dello Spirito Santo. In alto, nel timpano, compare l’inquietante figura di un uomo incappucciato.

Proseguendo si passa per Place de l’Hôtel de Ville con il Municipio in stile classico, il Convento degli Agostiniani del XIII sec. e la Fontana dei Cervi del 1536.

Subito dopo, al n. 70, è situata la Tour des Bouchers (Torre dei Macellai), simbolo del villaggio, che separa la parte bassa della città da quella alta. Costruita intorno al 1290 e sovraelevata nel 1536 è stata col passare dei secoli torre di difesa, prigione, campanile.

Infine, in sequenza, la piccola Place de la Sinne, circondata da case a graticcio con al centro una fontana sormontata da una statua che rappresenta la città di Ribeauvillé, e Place de la République con al centro una fontana esagonale del 1576 con la statua di un leone.

Sulla collina che domina la città sono presenti i ruderi di tre antichi manieri: il Castello di Saint Urlich (XI sec.), il Castello di Gisberg (XIII sec.) e il castello di Haut Ribeaupierre (XII sec.).

Strasburgo

strasburgo

(Percorso: Parking Kléber – Place Kléber – Place Gutemberg – Place de la Cathédrale – Place du Chateau – Petit France)

Da Place de l’Homme de fer, ci avviamo nella vicina Place Kléber, la più grande di Strasburgo, che deve il suo nome al leggendario generale Jean-Baptiste Kléber le cui spoglie riposano sotto la statua che occupa il centro della piazza. Su uno dei lati è collocato un grande edificio neoclassico, di color rosa, l’Aubette, costruito nel 1778, destinato originariamente ad alloggiamenti militari, fu trasformato nel 1928 in un complesso ricreativo da Hans Arp, Theo van Doesburg e Sophie Täuber-Arp che vi applicarono le teorie estetiche del movimento olandese “De Stijl”.

Ci dirigiamo poi a Place Gutemberg dedicata all’inventore della stampa che proprio qui aprì nel 1440 una tipografia e a ricordo di quell’evento al centro della piazza è stata innalzata una statua in suo onore. Degno di attenzione il Neuer Bau, edificio rinascimentale ex municipio e ora sede della Camera di Commercio.

Pochi passi ancora e, passando per Rue Merciére, entriamo a Place de la Cathédrale accolti dall’imponente Cattedrale di Notre-Dame con il suo unico altissimo campanile (142 m). Questo capolavoro assoluto dell’arte gotica, costruito tra il 1015 e il 1437 e fondamentalmente mai completato, è animato da centinaia di sculture e la facciata di ingresso è arricchita da un magnifico rosone di 14 m di diametro.

Oltrepassato il portale d’ingresso si resta storditi dalla maestosità dell’interno e dalla luce multicolore che filtra dalle immense vetrate policrome del XII/XIV sec. Le opere d’arte presenti sono numerose: il Pilastro degli angeli, il Pulpito realizzato nel 1485 da Hans Hammer per il grande predicatore Jean Geiler di Kaysersberg arricchito da una cinquantina di personaggi, il grande Organo del XIV sec. con le casse gotiche in legno policromo scolpito ecc., ma l’opera più ammirata è senz’altro lo stupefacente Orologio astronomico del 1547 che batte il tempo ogni quarto d’ora. A mezzogiorno e mezzo in punto fuoriescono in processione, dinnanzi a Gesù, i dodici Apostoli, mentre in alto il gallo canta per tre volte rammentando ai presenti il rinnegamento di Cristo da parte di S. Pietro.

L’ingresso alla Cattedrale è gratuito, mentre è a pagamento l’accesso (330 gradini) alla terrazza sospesa sul tetto che consente di gettare uno sguardo dall’alto sulla città e di osservare da vicino la guglia e il tetto in rame della Cattedrale.

Sempre sulla stessa piazza è impossibile non notare Maison Kammerzell, una casa rinascimentale a graticcio del 1427, voluta dal commerciante di formaggi Martin Braun, ma che deve il suo nome al droghiere Kammerzell. L’edificio è composto da un piano terra ad arcate in pietra, da tre piani à colombages – le cui facciate sono cariche di sculture in legno raffiguranti Scene sacre e profane, i Cinque sensi, i Quattro stadi della vita, le Virtù teologali, i Segni zodiacali – e da tre piani di soffitte. Le finestre, ben 75, hanno i tipici vetri “a fondo di bottiglia”.

Contigua a Place de la Cathédrale è Place du Chateau con Palais Rohan, residenza neoclassica della ricca famiglia Rohan ed oggi sede di tre musei: il Museo delle Belle Arti, il Museo Archeologico e il Museo delle Arti Decorative.

Proseguiamo il tour percorrendo Rue du Maroquin, ammirando le tipiche case a graticcio, fino ad arrivare al fiume Ill per poi seguire a destra il lungofiume e giungere infine nel luogo più suggestivo di Strasburgo, la seducente Petite France. Nel quartiere, solcato da una rete canali, originariamente alloggiavano e lavoravano pescatori, mugnai, conciatori e tintori.

Le case sono a graticcio con tetti spioventi d’ardesia sotto molti dei quali nel passato venivano fatte seccare le pelli da conciare.

All’estremità del quartiere sono collocati i Ponts Couverts (ponti coperti), una successione di tre ponti che hanno perso la loro originale copertura nel XVIII sec., e le quattro Torri, uniche sopravvissute della cinta muraria medievale.

Di fronte, a pochi metri di distanza, ecco la Diga Vauban (1690), detta Grande Ecluse (grande chiusa), costruita da Tarde, su disegno del noto ingegnere militare Vauban, con lo scopo, in caso di difesa, di allagare la parte sud di Strasburgo.

Prima di rientrare alla base facciamo una sosta davanti al Parlamento europeo per le canoniche foto-ricordo.

Per chi volesse affidarsi a un’esperienza in compagnia di una guida che parla italiano, è possibile prenotare una visita guidata di Strasburgo su Civitatis. L’attività dura 2 ore e 30 minuti e prevede la visita dei luoghi simbolo della capitale d’Europa, come Place de la République, Place Kléber, la pasticceria Donatien e il quartiere de La Petite France.

Friburgo

friburgo

(Percorso: Contipark Am Martinstor – Porta di San Martino – Rathausplatz – Haus zum Walfisch – P.za della Cattedrale – Konviktstraße – Porta degli Svevi – Schlossberg)

Oggi ci allontaniamo dall’Alsazia e ci dirigiamo a Friburgo, nel cuore della Foresta Nera.

Dal Contipark Am Martinstor, ci muoviamo verso la Martinstor (Porta di San Martino), una bellissima torre di difesa medievale (1202) che alla fine del XIX secolo fu ulteriormente innalzata, passando dagli originali 22 m agli attuali 63 m. Accanto è presente il Martinsbräu, noto birrificio che offre piatti regionali accompagnati da ottime birre artigianali create ogni mese dai mastri birrai.

Dalla torre ci spostiamo verso Rathausplatz dove a poca distanza l’uno dall’altro sorgono i tre antichi municipi di Strasburgo: il Neues Rathaus (Nuovo Municipio) costruito tra il 1539 e il 1545, l’Altes Rathaus (Vecchio Municipio) completato nel 1559 e, dietro, il Gerichtslaube costruito in pietra arenaria tra il XIII e il XIV sec. e primo municipio della città.

Proseguiamo verso la Haus zum Walfisch (Casa della Balena), un edificio tardo-gotico con la facciata rossa e un bovindo dorato con ai lati della finestra due gargoyles in pietra, qui soggiornò l’umanista Erasmo da Rotterdam dopo la sua fuga da Basilea.

Passiamo poi a Munsterplatz (Piazza della Cattedrale), che ospita durante i giorni feriali il variopinto e vivacissimo mercato dei contadini che qui espongono i loro prodotti locali (vino, miele, marmellate, frutta, verdura, fiori ecc.).

Al centro della piazza sorge il monumento più importante di Friburgo ovvero la maestosa Cattedrale di Nostra Signora, uno degli esempi più brillanti dell’architettura gotica. La costruzione dell’edificio, iniziata nel 1200 ca per volere del duca Berthold V di Zähringen, fu interrotta alla sua morte nel 1218 e ripresa nel 1230 con un cambio radicale di stile, si passò infatti dal romanico, di cui restano tracce nel transetto e nelle basi delle c.d. Torri dei Galli, al gotico sul modello della Cattedrale di Strasburgo.

L’esterno della cattedrale è popolato di numerosissime sculture, ma la parte più ammirata è certamente l’imponente torre campanaria alta 116 metri con la sua meravigliosa guglia di pietra traforata. Anche qui è possibile scalare l’interno della torre (209 gradini) fino a raggiungere una piattaforma dalla quale si può godere un meraviglioso panorama.

Accediamo all’interno della cattedrale attraverso l’atrio del portale della torre ricoperto da un impressionante numero (418) di sculture policrome, ma ciò che attira subito la nostra attenzione è la colonna al centro del portale sulla quale è posta la statua della Madonna con il Bambino e il timpano con le raffigurazioni della Natività, della Passione e del Giudizio Universale.

L’interno, illuminato da splendide vetrate policrome del XIII/XVI sec. che narrano episodi della Bibbia e le storie dei santi, conserva notevoli opere d’arte: dipinti di Hans Baldung Grien (1512/16), di L. Cranach (1524), di Hans Holbein il Giovane (1526/27); l’altare intagliato della Madonna della Misericordia, di Sixt von Staufen (1521-1524); l’Adorazione dei Magi di Hans Wydyz (1505); il pulpito (1561) in stile gotico fiorito, di Jorg Kempf.

Per inciso: per ammirare la piazza nella sua integrale bellezza (da immortalare con foto) consiglio di ritornare il pomeriggio, intorno alle ore 17,00, quando, una volta allontanatisi tutti i venditori ambulanti, è possibile avere una visione d’insieme di tutti gli edifici storici: la Haus zum Ritter costruita nel 1756 come casa sociale e di riunione per il cavalierato di Breisgau e in seguito, nel 1832, diventata Palazzo Arcivescovile; l’Historisches Kaufhaus (Antico Palazzo del Commercio), un edificio rosso con una elegante facciata con loggia e due bovindi con tetti di tegole multicolori (1524-1532), utilizzato come grande magazzino e come dogana; la Wentzingerhaus fatta costruire nel 1761 dall’artista Johann Christian Wentzinger e sede del Museo della storia di Friburgo; la Kornhaus (1498) nel tempo sala da ballo, teatro e infine granaio.

Terminata la visita passiamo per la pittoresca Konviktstraße (via degli artigiani) fino alla Schwabentor (Porta degli Svevi) costruita intorno al 1250 e anche questa sopraelevata alla fine del XIX sec. All’interno è visitabile un piccolo museo privato (Zinnfigurenklause) che espone una raccolta di figurine di latta che rappresentano episodi storici della città.

Attraversato il vicino passaggio pedonale coperto sopraelevato, ci dirigiamo verso lo Schlossberg (Montagna del Castello) e dopo una breve passeggiata in salita (è possibile utilizzare anche un ascensore) raggiungiamo il Kastaniengarten, una biergarten, luogo ideale per gustare in piena tranquillità, circondati da alberi di castagno e in compagnia di un panorama mozzafiato, una classica wiener schnitzel accompagnata da patatine fritte e da una birra appena spillata.

Dopo questa sosta ritorniamo alla Schwabentor e ci incamminiamo verso la Cattedrale (per le ultime foto) percorrendo l’Oberlinden, e, dopo essere transitati davanti all’hotel/ristorante Zum Roten Bären (ristorante dell’Orso Rosso) la locanda più antica della Germania (1120) e all’Augustinermuseum (XIII/XIV sec.) ex Convento dei padri Agostiniani e ora museo con prestigiose collezioni d’arte che vanno dal Medioevo al Barocco, giungiamo alla Bertoldsbrunnen (Fontana di Bertold) un monumento che per i residenti rappresenta soprattutto un luogo d’incontro.

A proposito, la peculiarità del centro storico è rappresentata dalla fitta rete di canaletti (bächle) che l’attraversa, originariamente impiegati per il rifornimento di acqua, per pulire il selciato e per spengere gli incendi, oggi sono utilizzati dai bambini per far navigare le barchette di legno (non dimenticate di acquistarne una come ricordo) o dai giovani, in estate, per gustare un aperitivo seduti sui bordi, con i piedi immersi nell’acqua refrigerante.

Bamberga 

bamberga

(Percorso: Parking GeorgendammAltes Rathaus – Birrificio SchlenkerlaDuomo, Neue Residenz, Alte Hofhaltung – Piccola Venezia – Kloster St. Michael)

A pochi metri dal parcheggio oltrepassiamo il fiume Regnitz sul ponte di fronte all’Altes Rathaus (vecchio Municipio) e qui ci fermiamo per ammirare una delle immagini più iconiche non solo della Germania, ma di tutta Europa: la Rottmeisterhäuschen ovvero una casa a graticcio (fachwerk) sospesa sulle acque del fiume e aggrappata al vecchio Municipio che a sua volta è edificato a cavallo di un ponte, l’Obere Brücke. Il Rottmeisterhäuschen era l’alloggio delle guardie civiche. L’Altes Rathaus, risalente al 1462, è stato edificato originariamente sotto l’influsso del tardo gotico per poi essere trasformato, tra il 1744 e il 1756, in barocco. Le facciate dello storico edificio sono ricoperte dagli affreschi di Johann Anwander (1755), in seguito più volte restaurati.

Ci spostiamo su Dominikanerstrasse dove al n. 6 è ubicato, in una casa a graticcio risalente al 1405, il birrificio Schlenkerla, uno dei più tradizionali e antichi della Germania. Qui viene prodotta l’omonima birra affumicata, secondo l’antico “Editto della Purezza” (il malto viene fatto essiccare con il fumo ottenuto dal fuoco di legno di faggio). La birra, spillata direttamente dalle botti di rovere, viene poi gustata direttamente in strada.

Giriamo l’angolo a sinistra, attraversiamo il Katzenberg (luogo di passaggio tra la parte bassa della città e il Domberg) e dopo aver salito una breve rampa di scale eccoci a Domplatz accolti dal maestoso Duomo Imperiale dei santi Pietro e Giorgio (per i residenti semplicemente Bamberg Dom) con le sue caratteristiche quattro torri, interamente ricostruito tra il 1200 e il 1237 in stile tardo-romanico con elementi della prima fase del gotico francese. L’interno diviso in tre navate accoglie una serie di opere d’arte tra cui il misterioso Cavaliere di Bamberga, una statua equestre a grandezza naturale del XIII sec. e la Tomba di Enrico II il Santo e di sua moglie Cunegonda realizzata da Tilman Riemenschneider tra il 1499 e il 1513.

Sulla stessa piazza troviamo, accanto al Duomo, l’Alte Hofhaltung (Vecchia Corte) un complesso di edifici (comprese alcune case a graticcio) con un grande cortile centrale che ospita spesso eventi cittadini e di fronte la Neue Residenz, un palazzo arcivescovile del Seicento affiancato da un meraviglioso roseto terrazzato, costituito da più di 4.500 rose, dal quale si gode una mirabile vista sul centro storico.

Ritorniamo al Katzenberg per una pausa pranzo a base di specialità della Franconia accompagnate, naturalmente, da un boccale di birra affumicata (rauchbier) presso il ristorante Kachelofen. Una volta rifocillati la meta è la c.d. Piccola Venezia (Klein-Venedig), una successione di romantiche case di pescatori del XVII sec. con minuscoli giardini, praticamente a pelo d’acqua sul fiume Regnitz.

Concludiamo la giornata con la visita al Castello di Altenburg (7 km ca dal Parking Georgendamm) situato su uno dei sette colli (il più alto) di questa seducente città. Il castello è aperto al pubblico, mentre la visita alla torre è con offerta libera.

Norimberga

norimberga

(Percorso: Parkhaus Sterntor – Handwerkerhof – Königstraße – Mauthalle – Chiesa di San Lorenzo – Heilig-Geist-Spital – Fleischbrücke – Hauptmarkt – Rathausplatz – Kaiserburg – Tiergärtnertorplatz – Weißgerbergasse – Maxbrucke)

Breve premessa: malgrado il 90% del centro storico di Norimberga sia stato distrutto a seguito dei terrificanti bombardamenti aerei subiti durante la seconda guerra mondiale, gli edifici storici e le antiche mura sono stati accuratamente restaurati e di nuovo resi visibili.

Iniziamo il tour dall’Handwerkerhof (Cortile degli artigiani), un piccolo villaggio medievale con case a graticcio costruito nel 1971 all’interno della cinta muraria, accanto alla Frauentorturm, una delle quattro torri circolari della città. Nel “villaggio”, molto apprezzato dai turisti, sono situati laboratori artigianali, negozi di souvenir e tipiche locande.

Da qui ci incamminiamo su Königstraße, la strada principale della città, e il primo edificio storico che incontriamo, sulla sinistra, è la Mauthalle (Casa della dogana) costruita tra il 1498 e il 1502, utilizzata originariamente come granaio e poi come dogana. Poco più avanti, sul lato opposto, ecco la Chiesa di San Lorenzo (1280/1390), edificata in stile gotico con due alte torri ai lati dell’ingresso sovrastato da un superbo rosone in pietra. All’interno sono raccolte numerose opere d’arte tra le quali il tabernacolo tardo-gotico (1493/96) di Adam Kraft, il lampadario in bronzo di Peter Vischer il Vecchio (1488/89), l’Annunciazione lignea di Veit Stoss (1517-19).

Continuando facciamo una sosta sul ponte che attraversa il fiume Pegnitz per la canonica foto/selfie all’Heilig-Geist-Spital (Ospedale di Santo Spirito) ancora oggi casa di cura e di riposo per anziani, ci spostiamo poi sul vicino Fleischbrücke (Ponte della carne, deve il nome a una antica macelleria), la cui prima struttura in legno risale al 1200 ca, sostituita poi nel 1487 con un ponte in pietra. Interessante il portale laterale, sempre in pietra, con sopra l’immagine di un bue accovacciato con un’iscrizione latina che così recita: Tutte le cose hanno un inizio e una crescita, ma il bue che qui vedi non è mai stato un vitello. Passato il ponte eccoci a Hauptmarkt per ammirare due dei principali monumenti storici di Norimberga: la Frauenkirche (Chiesa di Nostra Signora) e la Schoner Brunnen (Bella Fontana). La chiesa gotica, contraddistinta da una singolare facciata, è stata edificata tra il 1352 e 1362 e all’interno custodisce alcune delle opere più importanti del Medioevo, tra cui: le tre vetrate più antiche di Norimberga (XIV sec.), la Pala d’altare Toucher (1445 ca) realizzata da un maestro anonimo, due epitaffi (1498 e 1500) di Adam Kraft. Allo scoccare del Mezzogiorno si può assistere dalla piazza al c.d. “Männleinlaufen” ovvero il carosello dei sette principi elettori intorno all’imperatore assiso in trono.

La fontana (1385-96), dalla forma di guglia gotica, si innalza per 19 m al di sopra di una vasca rettangolare e con le sue 40 figure rappresenta la concezione del Sacro Romano Impero. Sull’inferriata in ferro battuto che la circonda è posto un anello girevole dorato che fatto ruotare, si dice, porti fortuna e prole.

Ci trasferiamo nella vicina Rathausplatz con i suoi due monumenti, la Altes Rathaus (Antico Municipio), un imponente edificio barocco i cui sotterranei costituiscono un’attrattiva turistica per la presenza dell’antica prigione e della sala delle torture (XVI sec.), e, di fronte, la Sebaldskirche, la chiesa romanico-gotica del XIII sec. dedicata a San Sebaldo, con all’interno, tra i tanti tesori dell’arte: la Tomba di San Sebaldo realizzata in bronzo da Peter Vischer il Vecchio e i suoi figli (1508/19); il Crocifisso con la Vergine e San Giovanni, scultura di Veit Stoss (1520); le quattro vetrate centrali con immagini disegnate da Albrecht Dürer (XVI sec.).

Ancora pochi metri e giungiamo al Kaiserburg (Castello imperiale), ma prima di varcare il portale di entrata ci concediamo una breve sosta all’Hexenhäusle una biergarten ai piedi del castello per gustare la tipica salciccia di Norimberga (Nürnberger Rostbratwurst) alla griglia, accompagnata da crauti e da un piccolo boccale di birra alla spina.

Una volta rifocillati siamo pronti ad affrontare la seconda parte del tour partendo proprio dal gruppo di case a graticcio presenti sul grande piazzale all’interno del castello.

La visita completa comprende: il Palazzo Imperiale (Palas, 1210 ca) con le sale storiche e la mirabile doppia cappella romanica; il Museo (Kemenate) con l’importante collezione di armi e armature (e non solo); il Tiefer Brunnen, l’edificio che contiene un pozzo del XIII sec. scavato in profondità nella roccia per 50 m; l’altissima tonda Torre Sinwell del XII sec.; l’incantevole Bürgermeistergarten (giardino) appena fuori le mura.

Adiamo poi a concludere la giornata con la visita a tre degli angoli più suggestivi di Norimberga, una vera immersione nel medioevo: 1) Tiergärtnertorplatz, con le antiche mura della città, la Tiergärtnertor (XIII sec.), la principale torre-porta della città, la Pilatushaus, casa a graticcio tardo-gotica del 1489, la Albrecht-Dürer-Haus, casa a graticcio del 1420 ca (ora museo) in cui il grande pittore-incisore Albrecht Dürer ha vissuto dal 1509 al 1528 e, infine, a pochi metri di distanza la Hausbrauerei Altstadthof, famoso birrificio in cui viene prodotta la tipica Nuremberger Rotbier (birra rossa di Norimberga) che viene poi conservata negli antichi passaggi rocciosi sotterranei (Felsengänge); 2) Weißgerbergasse (via dei Conciatori), una strada acciottolata ricca di case a graticcio; 3) i “tre ponti” ovvero il Maxbrucke, il Kettensteg (Ponte delle Catene), il più antico ponte in ferro europeo e l’Henkersteg (Passerella del Boia) coperta e completamente in legno.

A proposito, a pochi metri dal parcheggio, proprio di fronte al Germanisches Nationalmuseum, è presente una installazione dell’artista israeliano Dani Karavan che comprende, perfettamente allineate, 30 colonne di cemento bianco sulle quali sono scolpiti i 30 articoli che compongono la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”.

Avendo a disposizione più giorni, tutti gli edifici storici e le piazze particolarmente legate alla storia della città possono essere viste seguendo le indicazioni del c.d. “Miglio Storico”, ovvero un percorso storico-culturale ideato nel 2000 supportato da segnalazioni turistiche. Ci sono poi da visitare i luoghi legati alla memoria del nazismo (Norimberga è stata infatti una Führerstadt ovvero una delle cinque città più importanti per la narrazione nazista) e i numerosi musei: il Germanisches Nationalmuseum (Museo di arte e cultura tedesca); il Neues Museum (Museo nazionale dell’arte e del design), lo Stadtmuseum (Museo civico); il Verkehrsmuseum (Museo dei trasporti), il Memorium Nürnberger Prozesse (Museo della Memoria), lo Spielzeugmuseum (Museo del giocattolo).

Coburgo

coburgo

(Percorso: Parkhaus Post Hahnmühle – Spitaltor – Marktplatz – Castello di Ehrenburg -Morizkirche – Casimirianum – Münzmeisterhaus Ketschentor – Veste)

Dal parcheggio ci muoviamo verso la Hahnmühle, una delle case a graticcio più belle della Germania, menzionata per la prima volta in un documento del 1323, era in origine un mulino ad acqua. Oggi ospita l’Hotel Hahnmühle 1323. Percorriamo la storica Steinweg, passiamo sotto la Spitaltor (Torre dell’Ospedale) del XIII/XIV sec. con la sua elegante cupola francese ricoperta d’ardesia, continuiamo sulla Spitalgasse e giungiamo alla scenografica rinascimentale Marktplatz (Piazza del Mercato), il cuore della città, con i suoi maggiori monumenti: sul lato sud il Rathaus (Municipio) del XV sec., sul lato opposto la Stadthaus, edificata tra il 1597 e il 1602 con agli angoli due tipici erker (bovindi) franconi poligonali a due piani con tetto a cappuccio; sugli altri lati ci sono case a due o tre piani, tra cui spicca la Hof-Apotheke edificio tardogotico impiegato come farmacia a partire dal 1543; al centro il Monumento del Principe Alberto voluto dalla consorte, la regina Vittoria e a vista, su una via laterale, la Judentor (Torre Ebraica) una delle tre antiche torri-porte cittadine superstiti della città.

Da Marktplatz ci trasferiamo nella vicina Schloss Platz per ammirare lo Schloss Ehrenburg (Castello di Ehrenburg) l’antica residenza cittadina dei duchi di Coburgo. La costruzione risale al XVI sec. quando la corte si spostò dalla fortezza alla città, l’attuale aspetto neogotico si deve a una radicale ristrutturazione avvenuta nel XIX sec. È possibile effettuare all’interno del castello la visita di una ventina di stanze, tra le quali spiccano: la Sala dei Giganti, la Sala del trono, la Camera da letto della duchessa, la Pinacoteca.

Purtroppo il tempo stringe e ci dirigiamo verso altri tre monumenti storici: la Morizkirche, la chiesa più antica della città (XIV sec.) che ospita la tomba di famiglia dei duchi di Coburgo e dove intorno al 1530 predicò Martin Lutero; il Casimirianum, un edificio scolastico rinascimentale fondato dal duca Giovanni Casimiro nel 1605, oggi liceo linguistico e umanistico; il Münzmeisterhaus (Casa del maestro della zecca), un’antica fachwerk risalente al XV secolo.

La prima parte del tour termina alla Ketschentor, la terza delle torri/porte con il suo inconfondibile tetto “a cappa” rivestito di ardesia e sormontato da una piccola “lanterna”.

A questo punto, prima di passare alla seconda parte della visita e a conclusione del viaggio, ci concediamo una pausa ristoratrice presso la Brauhaus zu Coburg gustando i tradizionali “Schäufele di Coburgo” (canederli e brasato di manzo) accompagnati da una “Veste Trunk”, una birra artigianale prodotta dal birrificio Brauhaus.

Il resto della giornata la dedichiamo all’imponente Fortezza di Coburgo (Veste), che svetta al di sopra di una collina che domina la città. Menzionata in un documento del 1056, la fortezza negli anni successivi venne ampliata fino a diventare una delle opere difensive più grandi della Germania.

Nel 1530 Martin Lutero vi trovò ospitalità per sei mesi dopo essere stato messo al bando dalla Dieta di Augusta.

Oltrepassato il portale barocco e dopo una rilassante passeggiata all’interno delle mura, visitiamo il Museo Nazionale nel quale si possono ancora ammirare alcune delle stanze storiche: la Grosse Hofstube (Grande Corte), la sala da ballo dei banchetti; la Jagdzimmer con i suoi 60 pannelli di legno finemente intarsiato; la Fürstenbau (Sala del Principe); la stanza e la cappella di Lutero. Sono inoltre raccolte importanti collezioni: la collezione di arte antica tedesca con opere di Lucas Cranach il Vecchio (famoso il Ritratto di Lutero), Lucas Cranach il Giovane, Mathis Gothardt Nithardt, detto Grünewald (magnifica l’Ultima Cena), Jan Polack ecc.; la collezione di carrozze e slitte da giostra; la collezione di armi storiche e strumenti di tortura.

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