On the road in California, Nevada, Arizona, Utah

Prima di cominciare Con questo racconto vogliamo condividere le emozioni che abbiamo provato durante il viaggio fornendo qualche utile spunto a chi sta programmando qualcosa di simile. Il primo consiglio che diamo a chiunque decida di partire è, però, quello ...

  • di fechie
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Prima di cominciare Con questo racconto vogliamo condividere le emozioni che abbiamo provato durante il viaggio fornendo qualche utile spunto a chi sta programmando qualcosa di simile. Il primo consiglio che diamo a chiunque decida di partire è, però, quello di prendere solo spunti dai racconti pubblicati in Rete. Il rischio altrimenti è di azzerare l'iniziativa personale costruendo un viaggio che rispecchia la personalità degli altri, non quella propria.

L'itinerario che abbiamo percorso è stato decisamente impegnativo e 15 giorni sono stati un po' pochi anche se, devo dire, sufficienti per vedere tutto quello che ci eravamo proposti di vedere. Certo, alcuni luoghi avremmo voluto visitarli con più calma.

Abbiamo percorso 3300 miglia pari a ca. 5300 chilometri, guidando in due. La maggior parte delle distanze sono servite da strade in perfette condizioni e con traffico inesistente (grandi città escluse).

L'unica tappa davvero massacrante è stata quella da Pahrump (Death Valley) a Three Rivers (Sequoia National Park): 480 miglia attraverso passi montani, valli, deserti. Non è possibile impiegarci meno di 8-9 ore.

Abbiamo speso in tutto ca. 6200 euro di cui 2000 per il volo e 650 euro per il noleggio dell'auto.

Abbiamo pernottato quasi sempre nei Best Western con una spesa media, comprese le tasse, di ca 90 dollari a notte. La soluzione non è la più economica (si possono spendere anche meno di 50 dollari), ma le camere sono una certezza e la pulizia è assicurata.

Abbiamo utilizzato il Fly & Drive di Hotelplan per la prenotazione dei voli, dell’auto e di 4 notti (le prime due a Los Angeles e le ultime due a San Francisco, ossia quelle che non avremmo modificato di sicuro).

Tutti gli altri pernottamenti li abbiamo prenotati dall'Italia via Internet. Essendo agosto abbiamo preferito fissarle tutte (tranne una). Con i Best Western è possibile prenotare senza pagare anticipi e disdire fino a 24 ore prima senza alcuna penale. Quindi qualora avessimo deciso di cambiare l'itinerario, sarebbe stata sufficiente una postazione Internet o un telefono. Ci è sembrata una scelta saggia, soprattutto perché ci ha permesso di risparmiare ogni giorno il tempo necessario per trovare la sistemazione potendo arrivare a destinazione anche la sera senza l'incubo di trovare dappertutto la scritta No Vacancy. In molti posti la prenotazione si è poi rivelata inutile, perché avremmo trovato comunque posto, in altri, come a Kayenta (Monument Valley), Page (Lago Powell), Panguitch (Bryce Canyon) e Moab (Arches) alle 6 di sera i posti nei motel erano praticamente tutti esauriti. Da non dimenticare, poi, che le tariffe Internet sono sempre le più economiche.

Per il resto, benzina e cibo costano decisamente meno che in Italia, soprattutto per noi che siamo di Milano.

E allora, ecco quello che io (Federico Chierichetti) e la mia ragazza (Dany) abbiamo vissuto nei primi 15 giorni di agosto 2004.

lunedì 2 agosto 2004 . Da Milano a Francoforte a Los Angeles I voli Lufthansa sono puntuali, anzi a Los Angeles arriviamo con un po’di anticipo, all’una del pomeriggio. Le formalità all’immigrazione sono rapide. L’unico imprevisto è che una volta ritirati, i nostri bagagli vengono dichiarati suspect. Insomma io devo subire una perquisizione approfondita del trolley: mi aprono persino il barattolo della crema dopobarba. Ovviamente non trovano nulla di suspect e dopo 20 minuti sono libero di entrare negli States. Non ho capito la ragione per cui hanno ritenuto che il mio bagaglio fosse sospetto; credo perché in Italia lo avevo imballato con la pellicola per evitare che si aprisse o, più probabilmente, perché la regola dei controlli a campione era toccata a noi!!! Dimenticato in fretta l’imprevisto prendiamo il pullman della Hertz che ci porta in un attimo all’ufficio per il ritiro della nostra auto. Natascha, l’impiegata della Hertz, è gentilissima e quando le diciamo che avremmo fatto il giro dei parchi nazionali ci dice che ha a disposizione una macchina di categoria superiore alla B (compatte) e ce la assegna senza overcharge. Ma che gentili questi americani! Morale ci consegna una Subaru Outback 4x4, una sorta di station wagon a pianale rialzato con delle gomme adatte anche allo sterrato!!! Sedili a regolazione elettrica, cruise control, bagagliaio immenso, anche se noi abbiamo solo un mini trolley a testa, insomma una gran figata

  • 5744 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social