Da Chicago a Los Angeles

CAMPER TOUR 2008, PERCORSO ROUTE 66 PROLOGO Certe idee nascono quasi per caso, ma non in una persona a caso. Quando abbiamo iniziato a pensare quale potesse essere la meta del nostro quarto viaggio in camper, eravamo molto indecisi. Dopo ...

  • di fafo66
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  • Viaggiatori: in gruppo
 

CAMPER TOUR 2008, PERCORSO ROUTE 66 PROLOGO Certe idee nascono quasi per caso, ma non in una persona a caso.

Quando abbiamo iniziato a pensare quale potesse essere la meta del nostro quarto viaggio in camper, eravamo molto indecisi.

Dopo essere arrivati ai confini con la Russia, dopo esserci affacciati sull’Atlantico, dopo aver visitato le maggiori città europee, avevamo poca scelta: o dirigerci verso nord (Gran Bretagna o paesi scandinavi), rischiando di imbatterci in quindici giorni di freddo e pioggia, o spingerci nell’Europa dell’Est (ex Jugoslavia, Romania, Bulgaria, magari fino in Turchia .

Così iniziò ad aleggiare l’idea di cambiare continente.

Ma mentre io sognavo ad occhi aperti, il cervello di Fabio era già proiettato sugli aspetti pratici e concreti dell’organizzazione.

Sei mesi prima della partenza, mio cognato aveva già in tasca un preventivo di massima per biglietti aerei e affitto del camper da Chicago a Los Angeles.

Nacque così l’idea di andare negli Stati Uniti.

Naturalmente la preparazione del viaggio fu più complicata del solito, quando ci era bastato prendere il camper e partire. Ma Fabio pensò a tutto: navigatore satellitare con mappe USA, computer portatile con connessione wireless per ogni evenienza, adattatori per prese americane (e chi lo sapeva che erano diverse da quelle europee...) e – non potevano mancare – spaghetti e caffè (“Io quella brodaglia non la bevo. Mi porto la macchinetta; almeno al mattino un caffè come il Signore comanda ci vuole...”). In definitiva, si può tranquillamente affermare che se non fosse stato per Fabio, per la sua abnegazione, per la sua ostinazione, per la sua ricerca ossessiva delle risposte, per la sua cura dei particolari, non saremmo andati in America.

A me non restò che comprare la Lonely Planet e studiare un percorso di massima fra Chicago e Los Angeles. La scelta cadde inevitabilmente sulla storica Route 66, che divenne più che altro un percorso mentale, dal quale potersi allontanare per vedere il più possibile dell’America.

Roberta e Caterina iniziarono a pensare come riempire le valigie... Venerdì 18-04-2008 Partiamo da Genova alle 8.30 del mattino. L’aereo dovrebbe partire da Malpensa alle 12.

Siamo carichi di bagagli.

Io e Kate: due valigie, un borsone, due zaini grandi, uno zainetto.

Fabio e Roberta: quattro valigie, un trolley, un laptop.

Piove. Fa freddo.

Arriviamo all’aeroporto con l’ansia di non avere troppo tempo a disposizione.

Parcheggiamo la macchina. Dopo check-in e controlli siamo pronti.

Decolliamo con un discreto ritardo.

Dopo due ore siamo a Londra. In realtà, reclusi all’interno dell’aeroporto di Heathrow, senza poter prendere una boccata d’aria, senza poter fumare una sigaretta... Il volo per Chicago arriva quasi come una liberazione.

Otto ore fra cibo, film in inglese, un po’ di musica. Penso di essere l’unico a non dormire.

Atterriamo sul suolo americano alle 07.00 p.M. Ora locale.

Ed è sempre venerdì.

Finalmente di nuovo all’aria aperta. Ed è un’aria calda che non ci aspettavamo, che ci accarezza e ci fa dimenticare di essere stanchi, sudati, sporchi. Ma contenti.

Finalmente io e Fabio possiamo accendere una sigaretta.

Troviamo il posto da dove passa la navetta dell’Hotel Best Western e arriviamo in albergo che è già buio.

Dopo esserci lavati usciamo e raggiungiamo a piedi il McDonald più vicino.

Domani inizia questa ennesima avventura.

Sabato 19-04-08 Ci svegliamo alle 06.00 a.M. Il tempo è incerto. Pioviggina, poi smette, poi riprende. Ma non fa freddo

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