Le Asturie: tutta un'altra Spagna

Senza dubbio, da italiano a Madrid quale sono, ho il vantaggio, rispetto a molti connazionali, di essere quotidianamente immerso nella cultura spagnola ed ho potuto così imapare a distinguere tra le varie realtà, estremamente diverse, che compongono questo regno chiamato ...

  • di MadridWings
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Senza dubbio, da italiano a Madrid quale sono, ho il vantaggio, rispetto a molti connazionali, di essere quotidianamente immerso nella cultura spagnola ed ho potuto così imapare a distinguere tra le varie realtà, estremamente diverse, che compongono questo regno chiamato Spagna, ma che, in realtà, sarebbe più corretto chiamare "le Spagne". Queste profonde differenze non esistono soltanto a livello culturale, politico, linguistico, ma anche a livello geografico, cosa che in molti ignorano, bombardati come siamo da immagini stereotipate fatte di corride, paella, paesi bianchi, flamenco; immagini senza dubbio corrispondeti alla realtà, ma solo ad una frazione della realtà. La Spagna è quello, ma è anche molto altro. A chi volesse andare oltre certi luoghi comuni, consiglierei un viaggio nelle Asturie. Ne rimarreste sorpresi. Le Asturie (Asturias) sono una regione autonoma della Spagna fregiata del titolo di principato. Ancora oggi, l'erede al trono spagnolo viene chiamato príncipe de Asturias.

La regione occupa una porzione della costa Atlantica settentrionale, a est della Galizia e a ovest della Cantabria. Tutte queste regioni, insieme ai Paesi Baschi più ad est, sono caratterizzate da paesaggi in estremo contrasto con quelli della parte centrale della penisola, dove si estende la Castiglia e dove sorge Madrid, caratterizzati da polverose distese sì baciate dal sole, ma molto poco lenite dalla pioggia,e per questo molto povere di vegetazione e a tratti molto brulle e inospitali. Il nord della Spagna è un altro mondo. Superate le montagne che lo separano dalla Castiglia, vi torverete immersi in una vegetazione rigogliosa, in un verde esplosivo, intenso e imperante, disteso su morbide colline che qua e là si arrampicano verso alture più ardite, spesso ricoperte da toni più scuri di verde, quelli di foreste vergini di conifere. Paesaggi idilliaci, insospettabili eppure dignitosissimi concorrenti di terre parecchio più settentrionali quali Gran Bretagna e Irlanda o montane come la Svizzera o l'Austria. E allora non aspettatevi di trovare, una volta giunti sulla costa, palme, sdraio e corpi unti di creme e bruciati dal sole. Siamo in Spagna, è vero, ma questa è la Spagna atlantica, dove il sole è un privilegio, non una costante. I bagnanti ci sono, eccome, ma sanno bene che nuvole, pioggia e maree potranno rovinare da un momento all'altro quell'angolino di estate "da manuale" che in realtà è più l'eccezione che la regola, da queste parti. La costa asturiana ricorda la già menzionata Irlanda: i prati e le foreste si estendono fino all'oceano e spesso in questo sembrano voler saltare, quando il loro avanzare tranquillo e pacato viene bruscamente interrotto da alte scogliere e faraglioni, schiaffeggiati da un mare poco caldo e clemente, spesso ruggente, che mangia, con le sue potenti maree, le larghe spiagge sabbiose che a tratti interrompono la costa alta e frastagliata. L'ente turistico asturiano ama descrivere la propria terra come un paradiso, come qualsiasi altro ufficio simile, d'altra parte. Non a torto, direi: le Asturie sono un paradiso naturale, sia dal punto di vista spagnolo, spesso abituato come già detto ad una natura più avara, sia da un punto di vista più internazionale. Eppure le Asturie, tassello peculiare in un mosaico spagnolo di diversità, risulta persino al suo interno una piccola contraddizione in termini. Se vi sistemerete, come ho fatto io, o vi sposterete, all'interno del triangolo formato dalle tre principali città asturiane di Oviedo (il capoluogo), Gijón e Avilés, vi renderete conto che questo paradiso naturale è stato ampiamente insultato e deturpato da spaventose installazioni industriali e portuali che forse, proprio a causa dei prezioni paesaggi che le circondano, risultano ancora più offensive e fastidiose all'occhio. Viaggiare in autostrada per la pianura padana, anch'essa infestata di stabilimenti industriali, non provoca il senso di frustrazione che sentirete qui. In Asturias sembra che un mostro dispettoso abbia voluto intenzionalmente imbrattare un ameno quadro romantico. Purtroppo, c'è da dirlo, qualunque paese ha bisogno di industrie per potersi sostentare, eppure sfido chiunque a non porsi la domanda, forse un po' ingenua di "sì, ma perché proprio qui?". In effetti ho visto steppe desolate e disabitate estendersi tra Madrid e Saragozza che senza dubbio avrebbero sofferto meno la presenza di tali mostri produttivi

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