Alla scoperta della verde Slovenia... con una bimba di un mese

Potremmo chiamarlo “il vicino sconosciuto”: un Paese così raggiungibile eppure così poco considerato dal nostro turismo. Un Paese che si rivela verde, accogliente, rilassante... nonché perfettamente accessibile ed esplorabile anche coi bambini piccoli

  • di ludiaman
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2 + un neonato
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Quest'anno non avevamo programmato ferie: c'era una bimba in arrivo per fine luglio, e non sapevamo come sarebbero stati i ritmi per i mesi successivi. Ma poi è arrivato il caldo torrido di questa fine estate milanese, e ci è venuta così una gran voglia di fuggire. Fuggire... sì, ma dove?

Ci serviva un posto vicino, massimo cinque o sei ore di macchina, per essere più tranquilli in caso di problemi, ma soprattutto per poterci arrivare in giornata. Ci serviva un posto fresco, verde, e che non avessimo mai visitato, per soddisfare la nostra voglia di esplorare. Un posto dove fosse semplice ed economico trovare degli appartamentini o delle stanze con uso cucina, in modo da non dover affrontare estenuanti cene al ristorante col rischio di pianti e grida di neonati.

Infine, come in ogni viaggio che si rispetti: un posto con una storia interessante, tante mete tra cui scegliere, e non ultima una cucina buona, varia e possibilmente economica.

A conti fatti, la Slovenia faceva proprio per noi!

Il 25 agosto siamo dunque partiti da Milano alla volta di Kobarid, Caporetto. Prima sorpresa (mentre programmavamo il viaggio): Caporetto non è in Italia! Lo so, ignoranza nostra, ma abbiamo scoperto che è un'ignoranza abbastanza diffusa...

In circa cinque ore, più qualche pausa, siamo arrivati a destinazione e ci siamo sistemati presso Apartma Ra, posto comodo ed economico (40€ per una doppia con cucina), prenotato on-line. La stanza era molto piccola e la cucina si è rivelata essere una semplice veranda chiusa, attrezzata con fornello e frigorifero, ma ci è andato bene così.

Kobarid è molto tranquilla, un paesino di montagna frequentato per lo più dagli appassionati di rafting, ciclismo e sport all'aperto, per i quali la valle dell'Isonzo si presta molto bene.

Visto che la bimba era tranquilla, abbiamo provato la nostra prima cena fuori. Non solo la prima in Slovenia, ma proprio la prima da quando siamo diventati genitori! Ecco dunque una birra fresca, un abbondante piatto di tipici cevapcici (spiedini) e pljeskavica (hamburger) con patatine, e per finire una fetta di strudel, da Okrepcevalinka Kramar, sulla piazza principale davanti alla fermata del bus. Servizio alla buona, con piatti di carta, ma a soli 10 € a testa per una cena completa.

Il giorno dopo siamo sfortunati e piove, ma ne approfittiamo lo stesso per visitare i dintorni: l'ossario italiano, alcuni resti delle trincee fra i boschi, uno scavo archeologico (resti del V secolo) in una pausa tra un acquazzone e l'altro. E poi visita al museo di Kobarid, davvero ben organizzato, che offre fra l'altro la testimonianza molto toccante di un breve ma intenso video sulla prima guerra mondiale e sulla tristemente famosa battaglia di Caporetto. Tutto è anche in italiano, come un po' ovunque nelle regioni slovene più vicino al confine, dove quasi tutti parlano anche la nostra lingua. Segno di una storia di confini che sono mutati spesso...

Il giorno successivo splende il sole e noi partiamo verso nord, lungo una strada che con tante pause ci porterà nel parco del Triglav, fra bei panorami montani, fino al passo Vrsic, e poi giù verso Kranjska Gora e infine a Bled. Lungo questa strada consigliamo di fermarsi per lo meno a vedere da fuori la fortezza Kluze, dopo Bovec, e più su, poco prima del passo, i resti della teleferica militare e il bellissimo panorama sottostante. E poi, dopo il passo, la cappella russa, costruita dai prigionieri durante la guerra, tutta in legno in mezzo al bosco (occhio perché scendendo l'accesso è poco visibile, sulla destra, e si rischia di passare oltre). E infine, dopo mille tornanti, il lago di Jasna con la statua di Zlatorog, il mitico stambecco dalle corna d'oro che veglia sul monte Triglav..

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