Nove piemontesi nelle Rhone-Alpes

Dopo la famosa spedizione a Palermo, riusciranno i nostri eroi a portare a termine un’altra affollata missione in Europa?

  • di mque_mque
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 9
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Dopo l’esilarante esperienza dei 10 piemontesi a Palermo, il ponte del 1 novembre ci solletica: riusciremo a organizzare un’analoga affollata missione in qualche altro angolo d’Europa?

Detto, fatto: 9 partecipanti (solo 8 sono piemontesi per davvero, ma alla 9° vogliamo bene lo stesso). Che fanno giusto due auto al massimo della capacità, così si abbattono i costi. Ma la meta? Ah già, bisogna anche avere una meta... non ci sembrava così fondamentale, presi dall’entusiasmo della partenza! Serve una destinazione non troppo lontana da Torino, abbiamo 4 giorni ma non possiamo passarli tutti in autostrada (per quanto sarebbe certo un itinerario originale). E quindi Francia, ma dove? La Borgogna ci ispira un sacco, da un sacco di tempo, ma data un’occhiata alla cartina, ci sembra un po’ troppo in là.. e allora restiamo più in qua: Rhone-Alpes!

Lonely Planet e Routard prese in prestito in biblioteca, un paio di sere su internet e un pò di email con gli altri fabulous 8, e siamo d’accordo: Chambery, Annecy, Bourg-en-Bresse, Cluny, il basso Beaujolais e, sulla via del ritorno, il borgo medievale di Perouges. Pernottamenti spartani (insomma, basta che sia pulito... meglio risparmiare per un ulteriore viaggio tutti insieme, no?), e quindi ritorniamo nei nostri beneamati motel ETAP, che hanno camere con bagno da tre letti, e costano la stessa (modica) cifra indipendentemente dal numero di occupanti. Sono di solito in periferia, ma noi abbiamo l’auto, quindi non è un problema; prenotiamo ad Annecy, a Macon e a Villefranche-sur- Saone, i più comodi per il ns giro. Colazioni escluse, si va in boulangerie.. siamo o non siamo nella patria dei pain au chocolat?!

GIOVEDì 1 NOVEMBRE

Il mitico Gruppone Vacanze Piemonte si riunisce alle ore 11.00 al primo autogrill della Torino-Bardonecchia. Non siamo ancora partiti e già ci perdiamo in chiacchiere e caffè. Ma no, ecco che si va! In un’oretta siamo già oltre il Frejus (c’è un comodo biglietto A/R che vale 7 giorni), in Savoia. Prima tappa: Chambery. Parcheggiamo vicino alla stazione ferroviaria. Da dove iniziamo? Dalla storia della città? Dall’architettura sabauda? Chiese, castelli, fontane? Macchè, vista l’ora... si mangia! Ecco una trattoria che ispira: entriamo. Sale, salette, corridoi, scalini.. non si arriva mai... ma quanto è profonda questa costruzione? Finalmente la casa termina, e ci sediamo. Ovviamente dobbiamo assaggiare il gateau savoiardo, un primo test per vedere se possiamo reggere i menu tipici della Savoia: trattasi di una teglia di patate al forno con pancetta, affogate in un iceberg di formaggio fuso. Fantastico, delizioso.. ma una sola porzione sarebbe stata sufficiente per tutti noi 9. Senza contare la temperatura, la stessa della lava dell’Etna. Leggermente appesantiti, lungo belle vie acciottolate, palazzi antichi e un dedalo di affascinanti passaggi coperti e cortili, raggiungiamo il castello. La Sainte Chapelle purtroppo è visitabile solo partecipando al tour guidato dell’intero castello, e noi non abbiamo tempo a sufficienza; facciamo un pò di foto e visitiamo una mostra temporanea gratuita sulla storia della città, molto interessante. Sulla via del rientro, vediamo anche la famosa fontana con gli elefanti: un altro richiamo siciliano, dopo la teglia di lava dell’Etna.

Riprendiamo le auto in direzione dell’abbazia di Hautecombe, affacciata sul lago e giusto a metà strada verso Annecy, dove dormiremo stanotte. La strada corre lungo le colline che si affacciano sul lago, in mezzo a splendidi boschi... non fosse che in 9, tutti i momenti qualcuno deve fare pipì.. ma ci sono un sacco di alberi. Arriviamo finalmente a Hautecombe; volendo, c’è un battello che arriva da Aix-Les-Baines, ma la strada spettacolare che abbiamo fatto è davvero valsa la pena. Visitiamo l’abbazia con un tour audioguidato un pò prolisso, ma che non possiamo accelerare nè spegnere, perché le luci si accendono man mano che la descrizione prosegue.

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